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Coda di bue in umido

Vincenza Bertolino· 30 maggio 2019· 6 min di lettura ·Viterbo
Coda di bue in umido servita in un piatto bianco fondo, circondata da sugo marrone scuro, pezzi di verdure morbide, carota e sedano, con una fetta di pane tostato al bordo
Preparazione
15 min
Cottura
180 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

1,2 kgCoda di bue già tagliata a pezzi
300 mlVino rosso secco
400 gPolpa di pomodoro pelati o passata
2 carote medieTagliate a rondelle spesse
2 gambiSedano, tagliato a pezzi
1 cipolla mediaSbucciata e divisa in spicchi
500 mlBrodo di carne tiepido
3 cucchiaiOlio d'oliva
2 foglieAlloro
3-4 ramiRosmarino fresco
Sale e pepeA piacere

Valori nutrizionali

280 kcalEnergia
21 gProteine
22 gGrassi
9 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
0,5 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Asciugare la carne
Tampona la coda di bue con carta da cucina per eliminare l'umidità superficiale. Salala e pepala con generosità.
2
Rosolare in pentola
Scalda l'olio in una pentola pesante (preferibilmente in ghisa o acciaio spesso) a fuoco medio-alto. Quando l'olio è caldo, disponi i pezzi di coda e falli rosolare per 8-10 minuti, girandoli affinché tutti i lati si dorino uniformemente. Non affollare la pentola, altrimenti bollono invece di rosolire.
3
Sfumare con il vino
Versa il vino rosso sulla carne e lascia che evapori completamente il alcol, circa 4-5 minuti, grattando il fondo della pentola per staccare i residui caramellati.
4
Aggiungere le verdure e il pomodoro
Metti in pentola la cipolla divisa, le carote, il sedano, l'alloro e il rosmarino. Versa i pelati o la passata e il brodo tiepido. Porta tutto a ebollizione, poi copri con un coperchio leggermente inclinato.
5
Cottura a fuoco lento
Riduci il fuoco al minimo e lascia cuocere per almeno 3 ore, mescolando ogni 30-40 minuti. La carne deve diventare morbidissima, quasi dissolversi se premuta con un cucchiaio, e il sugo deve ridursi e inspessirsi notevolmente.
6
Verificare la carne
Dopo 2,5 ore, verifica lo stato della cottura: la carne dovrebbe staccarsi facilmente dall'osso. Se il sugo è ancora molto liquido, continua la cottura senza coperchio per farlo addensare negli ultimi 20-30 minuti.
7
Assaggio finale
Assaggia il sugo e regola di sale e pepe. Se preferisci un sapore più concentrato, continua la cottura a scoperto fino a raggiungere la consistenza desiderata. Il sugo deve essere denso e lucido, non acquoso.

Gusto

Il sapore è profondo e umami, dato dal collagene della coda che durante la cottura lunga diventa gelatinoso e avvolge il palato. Il vino rosso lascia una nota leggermente astringente e secca, il pomodoro apporta acidità che equilibra la ricchezza della carne. È un piatto da mangiare con pane, o su riso o polenta, perché il sugo è quello che lo definisce. Tradizionalmente si accompagna con un vino rosso robusto, sempre della stessa regione se possibile.

Benessere

  • La coda di bue è ricca di proteine (circa 20-22 g per 100 g di parte commestibile) e contiene collagene che durante la cottura lunga si trasforma in gelatina, facilitando l'assorbimento di aminoacidi.
  • Fornisce ferro eme, il tipo di ferro più biodisponibile per il nostro organismo, insieme a zinco e selenio, minerali importanti per il sistema immunitario.
  • È un piatto molto saziante: la lunga cottura e la ricchezza di grassi insaturi la rendono soddisfacente, perfetta per pasti freddi quando si ha bisogno di energia prolungata.
  • Contiene lisina e prolina, amminoacidi che supportano la salute di cartilagini e tessuti connettivi grazie alla trasformazione del collagene durante la cottura.
  • Per un pasto equilibrato, abbinala a verdure fresche di contorno (una semplice insalata amara) o a riso integrale, che fornisce fibre e completa il profilo nutrizionale.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che la coda di bue sia un taglio "povero" e poco nutritivo. È anzi uno dei tagli più ricchi di collagene e minerali, proprio perché la coda di un bovino lavora molto. Chi ha problemi di acido urico deve limitare la frequenza ma non eliminarla; un umido ogni due settimane non crea squilibri.

L'errore da non fare

L'errore più comune è tenere il fuoco troppo alto durante la cottura in umido. Se la pentola bolle forte, la carne si indurisce e le fibre si stringono, e il risultato finale sarà stopposo invece che morbido. La cottura lenta a fuoco bassissimo è quella che trasforma il collagene in gelatina. Un altro errore è non rosolare bene la carne all'inizio: il colore scuro viene dai residui caramellati sul fondo, che danno il sapore profondo al sugo. Infine, non aggiungere troppo brodo: meglio rischiare di dover aggiungerne un poco che avere un piatto annacquato.

I nostri consigli

  • L'umido fatto il giorno prima è sempre più saporito. Mettilo in frigorifero per una notte, il grasso solidificherà in superficie e potrai toglierlo facilmente se preferisci ridurre la quantità. Si conserva in frigorifero in un contenitore ermetico per 4-5 giorni, o surgelato per 2-3 mesi.
  • Se la coda di bue non è già tagliata dal macellaio, chiedi di tagliarla in pezzi di circa 6-7 cm per ogni osso. Tagli troppo piccoli rischiano di disfarsi, troppo grandi cuociono male nel centro.
  • Alcuni cuochi aggiungono un cucchiaio di cacao amaro sciolto nel sugo negli ultimi 20 minuti per una profondità di sapore ancora maggiore, senza che si noti il cacao.
  • Servilo con polenta cremosa, riso pilaf, o anche con patate bollite che assorbiranno il sugo ricco.

Quando prepararla

La coda di bue in umido è un piatto da stagione fredda: autunno e inverno sono i periodi migliori, quando le temperature basse permettono di accendere il forno o il fornello per ore senza surriscaldare la cucina, e quando il corpo ha più bisogno di piatti caldi e nutrienti. È perfetta anche per cene in famiglia o quando aspetti ospiti a cui piace la cucina tradizionale di sostanza.

Domande frequenti

  • Posso usare la coda di bue intera, non già tagliata? Sì, ma allora aumenta i tempi di cottura di almeno 30-40 minuti. Un pezzo unico da 1,2-1,5 kg ha bisogno di almeno 3 ore e mezza di cottura a fuoco molto basso perché il calore penetri fino al centro.
  • Che tipo di vino devo usare? Un vino rosso secco robusto, non troppo fine né molto giovane. Un Barbera, un Chianti, un Nero d'Avola, qualunque cosa tu beva normalmente. Evita i vini dolci o frizzanti, che alterano l'equilibrio del sugo.
  • Posso cuocerlo in forno invece che sul fornello? Sì, perfettamente. Dopo il roscolamento e la sfumatura, trasferisci tutto in una pentola con coperchio e metti in forno a 150 °C per 3 ore. Controlla ogni ora che ci sia sempre un po' di liquido.
  • Come faccio a togliere il grasso dalla superficie? Se fatto il giorno prima, il grasso si solidifica in frigorifero e lo togli facilmente. Se devi mangiare subito, usa un cucchiaio piatto o un pezzo di carta da cucina pulito per prelevarlo dalla superficie mentre è ancora caldo.
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