
| 1,2 kg | Carne di cinghiale a dadini (spalla o coscia) |
| 1 bottiglia da 750 ml | Vino rosso secco strutturato |
| 4 cucchiai | Aceto di vino rosso |
| 2 carote medie | Tagliate a pezzi grossi |
| 2 gambi di sedano | Tagliate a pezzi grossi |
| 1 cipolla media | Divisa in quattro spicchi |
| 2 foglie | Alloro |
| 8 bacche | Ginepro |
| 5 grani | Pepe nero |
| 2 rametti | Rosmarino fresco |
| 2 cucchiai | Olio di oliva extravergine |
| 300 ml | Brodo di carne |
| Sale fino q.b. | A piacere |
| 165 kcal | Energia |
| 26 g | Proteine |
| 6 g | Grassi |
| 2,2 g | di cui saturi |
| 2,5 g | Carboidrati |
| 0,8 g | di cui zuccheri |
| 0,6 g | Fibre |
| 0,9 g | Sale |
Il sapore è profondo e complesso, leggermente asprigno dal vino rosso, con note speziate di ginepro e bacche di alloro. La carne, ammorbidita dalla lunga marinata e cottura, risulta morbida e si sfalda sotto i denti. Il sugo, denso di tannini e aromi, accompagna ogni boccone con una dolcezza contenuta dalle verdure caramellizzate. Si abbina bene con vini rossi strutturati, polenta o riso integrale, e si serve caldo subito dopo la cottura, quando il sugo è ancora fluido.
Non rosolare bene la carne prima di cuocerla in salmì. Una superficie asciutta e caramellizzata sigilla le proteine e sviluppa sapori complessi attraverso la reazione di Maillard. Se non fate questo step, il piatto risulterà grigio, insipido e la carne non avrà corpo in bocca. Dedicare 15 minuti a una buona rosolatura è il fondamento del successo.
Il cinghiale in salmì è un piatto tipico dell'autunno e dell'inverno, quando le temperature fresche permettono una cottura lenta senza surriscaldare la cucina. È perfetto per cene importanti tra ottobre e marzo, e rimane adatto alle festività invernali. La preparazione richiede una pianificazione di almeno 24 ore per la marinata, quindi programmate con anticipo.