Il cinghiale alla senese è un piatto che riempie il piatto di carne scura e morbida, quasi disciolta nel suo sugo ricco e denso. Il fondo è color marrone profondo con riflessi rossi dal vino, il pomodoro crea una patina lucida sui pezzi di carne. La forma della carne varia secondo i tagli, ma prevale una consistenza fibrosa e compatta. Il piatto viene servito caldo, spesso accompagnato da polenta cremosa bianca o da pane tostato. Il profumo è intenso, dominato dal vino rosso e dalle note aromatiche di rosmarino e bacche di ginepro.
Gusto
Il sapore è robusto e carnoso, con acidità moderata dal pomodoro e struttura tannica dal vino rosso. La carne selvatica mantiene un gusto più deciso rispetto a quella domestica, con una punta di selvaggina che non sovrasta la ricetta ma la completa. Le spezie usate sono poche e ben dosate, il ginepro dà un sottofondo balsamico inaspettato. Si serve caldo, il cucchiaio raccoglie la salsa insieme alla carne. L'abbinamento tradizionale è con polenta oppure con pane di segale.
Benessere
- La carne di cinghiale contiene proteine di buona qualità biologica, fra 24 e 26 grammi per 100 grammi di carne magra, e supporta la costruzione muscolare.
- È ricca di ferro eme, il ferro di origine animale che il corpo assorbe più facilmente rispetto al ferro vegetale, e di zinco, importanti per il sistema immunitario e il metabolismo.
- Il piatto è sostanzioso e molto saziante, la lunga cottura rende la carne tenera e facile da digerire, ideale come piatto principale unico.
- La cottura a umido in vino rosso mantiene i minerali della carne e, il vino stesso fornisce polifenoli antiossidanti, sebbene in quantità ridotta dopo l'evaporazione alcolica.
- Per un pasto equilibrato, abbina il cinghiale alla senese a un contorno di verdure crude o saltate in padella, oppure insalata di stagione, per aggiungere fibre e vitamine.
- Falso mito da sfatare: la carne di selvaggina non è per forza più magra di quella domestica, dipende dalla zona e dall'alimentazione dell'animale. Inoltre, cucinata in umido con pomodoro e verdure, la digeribilità migliora e non crea pesantezza, anzi. Le controindicazioni reali riguardano chi soffre di gotta, a causa del contenuto di purine, e chi non tolbera i tannini del vino rosso.
- 180 kcalEnergia
- 25 gProteine
- 8 gGrassi
- 2,5 gdi cui saturi
- 2 gCarboidrati
- 0,8 gdi cui zuccheri
- 0,4 gFibre
- 0,8 gSale
Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti. I valori sono calcolati escludendo il grasso aggiunto durante la cottura e considerando il liquido assorbito dalla carne.
- 1,2 kgCarne di cinghiale a pezzi da 80-100 g
- 750 mlVino rosso secco toscano
- 400 gPomodori pelati in scatola
- 1 carotaIntera, non pelata
- 1 costaDi sedano
- 1 cipollaIntera, con buccia
- 6 ramettiDi rosmarino fresco
- 6 baccheDi ginepro
- 2 foglieDi alloro
- 3 cucchiaiOlio extravergine di oliva
- 5 gSale
- 2 gPepe nero in grani
- Preparare gli aromiPrendete la carota, il sedano e la cipolla interi e non pelati. Non devono essere tagliati, il loro scopo è insaporire il fondo durante la lunga cottura. Schiacciate leggermente i grani di pepe con il fondo di un bicchiere.
- Rosolare la carneIn una pentola capiente aggiungete l'olio e fate scaldare a fuoco medio-alto per 2 minuti. Prendete i pezzi di cinghiale, asciugateli con carta da cucina, salateli. Roslate la carne in due o tre volte, non tutti i pezzi insieme, 4-5 minuti per lato finché non vedete una crosta dorata, poi togliate da parte.
- Sfumare con il vinoVersate il vino rosso nella pentola ancora calda, mescolate bene con il cucchiaio di legno per staccare gli zuccheri caramellizzati dal fondo. Lasciate evaporare il vino per 4-5 minuti a fuoco medio, finché il liquido non si riduce di un terzo e l'odore di alcol non svanisce quasi completamente.
- Aggiungere pomodoro e aromiVersate i pomodori pelati nella pentola, mescolate. Aggiungete la carota, il sedano e la cipolla interi. Dismenuzzate il rosmarino fra le dita finché non sentirete il profumo, aggiungetelo insieme alle bacche di ginepro schiacciate e alle foglie di alloro. Rimettete la carne nella pentola e copritela con il liquido, se necessario aggiungete 200 ml di acqua calda.
- Cottura lenta in fornoPortate il liquido a ebollizione sul fuoco, poi coprite la pentola con un coperchio, abbassate il fuoco al minimo oppure trasferite in forno a 150 gradi centigradi. La carne deve cuocere fra i 150 e i 180 minuti, a seconda dello spessore dei pezzi e della tenerezza desiderata. Il liquido non deve bollire a grandi bolle, ma frizionare appena, il vapore rimane all'interno del coperchio.
- Controllare la carneDopo 90 minuti, togliete il coperchio e staccate un pezzo di carne con il cucchiaio. Deve cedere senza resistenza, ma non disfarsi completamente. Se è ancora dura, lasciate cuocere altri 30-45 minuti. Mescolate ogni tanto per evitare che i pezzi in alto si secchino.
- Finale e servizioQuando la carne è tenera, togliete gli aromi interi dalla pentola con la schiumarola, non servono a tavola. Aggiustate di sale e pepe. Se il fondo è troppo liquido, togliete il coperchio e fate evaporare a fuoco medio per 10-15 minuti finché il sugo non si addensa. Servite il cinghiale caldo con il suo sugo, accompagnato da polenta calda o pane tostato.
L'errore da non fare
L'errore più comune è accelerare la cottura ad alta temperatura, sperando di finire prima. La carne di cinghiale ha fibre spesse e richiede calore dolce e costante, altrimenti rimane stopposa e coriacea, anche se hai la pentola sul fuoco per ore. Un altro errore è aggiungere troppa acqua all'inizio, il vino e il pomodoro producono sugo man mano che la carne rilascia umidità, se esageri ottieni una brodaglia insipida. Infine, non tagliare gli aromi a pezzi piccoli, vanno lasciati interi per evitare che si disgregghino nel fondo e non sia necessario setacciare il sugo.
I nostri consigli
- Il cinghiale alla senese si conserva in frigorifero per 3-4 giorni, coperto. Potete trasferirlo in un contenitore ermetico e congelare il sugo separato dalla carne per fino a 2 mesi, utile se dovete servire il piatto in più occasioni.
- Se non trovate cinghiale fresco, il cinghiale congelato è adatto, ma vanno sciolto in frigorifero per 24 ore prima di usarlo, mai a temperatura ambiente. Anche la carne di lepre o di capriolo seguono la stessa ricetta, riducendo i tempi di cottura di 30-40 minuti.
- Il vino rosso toscano come il Chianti o il Vino Nobile di Montepulciano sono scelte tradizionali e affidabili, ma potete usare qualsiasi vino rosso secco di buona qualità che bereste a tavola, un vino più leggero dà un fondo più delicato.
- Se il fondo vi sembra troppo acido dalla riduzione, aggiungete mezzo cucchiaino di zucchero o un pizzico di bicarbonato di sodio e mescolate bene, l'acido si neutralizza senza alterare il sapore.
Quando prepararla
Il cinghiale alla senese è un piatto autunnale e invernale, da ottobre a febbraio, quando la selvaggina è in stagione e il cinghiale si trova fresco nei macelli specializzati o online. È indicato per cene fra amici in un sabato sera, per le feste natalizie oppure quando volete stupire con un piatto ricco e saziante senza essere pretenzioso. Il freddo richiede un cibo sostanzioso e questa cottura lenta è perfetta nelle giornate grigie.
Domande frequenti
- Posso preparare il cinghiale alla senese il giorno prima? Sì, anzi migliora se lo cuocete il giorno prima e lo riscaldate a fuoco dolce in pentola il giorno successivo. Gli aromi si amalgamano meglio.
- Quale parte del cinghiale è più adatta? Le spalle e il collo sono ideali perché hanno il giusto rapporto fra carne e tessuto connettivo, che durante la cottura lunga diventa gelatinoso e crea il fondo saporito. Evitate le parti molto magre come il filetto.
- Se non ho il ginepro, posso omettarlo? Il ginepro dà un aroma balsamico particolare, ma se non lo trovate potete sostituire con 2-3 bacche di alloro aggiuntive o 3-4 grani di coriandolo. Non è la stessa cosa, ma il piatto rimane buono.
- Quanto vino rimane nel piatto finito? La maggior parte dell'alcol evapora durante la cottura, solo le tracce rimangono. Se volete eliminarlo completamente, riducete il vino per 8-10 minuti prima di aggiungere la carne.




