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Cesanese del Piglio

Vincenza Bertolino· 8 agosto 2020· 7 min di lettura ·Roma
Bicchiere di vino rosso Cesanese del Piglio dal colore rubino intenso con riflessi violacei, adagiato su tavolo di legno accanto a una bottiglia etichettata e piatto di salumi laziali
Preparazione
Nessuna
Cottura
Nessuna
Difficoltà
facile
Porzioni
1 bicchiere
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottigliaCesanese del Piglio DOCG di almeno tre anni di invecchiamento
1 bicchiereCalice a forma di tulipano per la degustazione
150 mlVino versato nel bicchiere
1 ambienteCantina o spazio fresco a 12-15 gradi Celsius per la conservazione
1 cavatappiStrumento classico per l'apertura della bottiglia

Valori nutrizionali

125 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,5 gCarboidrati
1,8 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,05 gSale
Come si prepara
1
Conservazione corretta
Riponi la bottiglia di Cesanese del Piglio in orizzontale in una cantina o in un luogo fresco a una temperatura costante tra i 12 e i 15 gradi Celsius, al riparo dalla luce diretta. Se non disponi di una cantina, una scaffalatura in camera da letto o un mobile protetto dal calore sufficientemente riparato vanno bene per bottiglie da consumare entro due anni.
2
Apertura della bottiglia
Circa 30 minuti prima di servire, tira fuori la bottiglia dalla conservazione. Rimuovi la capsula di proteine dal collo con un cavatappi a doppio leva o a vite, assicurandoti di non versare residui nel vino. Metti il cavatappi al centro del sughero e ruota con moderazione fino a estrarre completamente il tappo.
3
Decantazione facoltativa
Se il Cesanese è un annata giovane, puoi versarlo in una caraffa di vetro trasparente 15 minuti prima del servizio per ossigenarlo leggermente e far emergere gli aromi. Questa fase non è obbligatoria, ma consente ai tannini ancora chiusi di ammorbidirsi e al profumo di ciliegia di diventare più esplicito.
4
Raffreddamento a temperatura giusta
Se il vino è rimasto a temperatura ambiente, riponi la bottiglia in una bacinella con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio per 10 minuti, oppure in uno specifico secchiello di raffreddamento. La temperatura ideale di servizio è tra i 16 e i 18 gradi Celsius: a questa temperatura sentirai l'equilibrio tra frutta, tannini e acidità senza che l'alcol risulti eccessivo.
5
Versamento nel bicchiere
Versa il vino nel calice fino a metà altezza, inclinando leggermente il bicchiere. Questo consente al vino di ossigenarsi durante il versamento e ai profumi di svilupparsi. Lascia spazio sufficiente nel bicchiere affinché tu possa ruotarlo delicatamente per concentrare gli aromi verso il naso.
6
Osservazione visiva
Prima di bere, guarda il vino contro la luce. Dovresti vedere un colore rubino luminoso con riflessi violacei se il vino è giovane, oppure tonalità più terrose e aranciate se l'annata è più matura. La trasparenza deve essere perfetta, senza torbidità o sedimenti visibili in sospensione.
7
Degustazione consapevole
Porta il calice al naso e inspira lentamente per percepire i profumi: ciliegia, prugna, spezie dolci e note floreali. Quindi assaggia una piccola quantità, lasciandola in bocca per qualche secondo. Dovresti sentire una struttura equilibrata dove i tannini non risultano aggressivi e l'acidità sostiene la freschezza. Il finale deve essere pulito e persistente, con echi di frutta secca.

Gusto

Il sapore del Cesanese del Piglio combina dolcezza fruttata con una leggera astringenza tanninca che non risulta mai aggressiva. La ciliegia è l'ingrediente aromatico caratterizzante, seguita da note di prugna scura e un sottofondo speziato con cenni di violetta. Questo vino si serve a una temperatura tra i 16 e i 18 gradi Celsius in calici a forma di tulipano, che concentrano gli aromi verso l'olfatto. L'abbinamento tradizionale laziale prevede carni rosse cucinate in modo semplice, salumi stagionati, formaggi semiduri e piatti a base di selvaggina, dove il vino non viene mai sovrastato da sapori troppo intensi.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il Cesanese del Piglio subito dopo l'apertura o a temperature troppo elevate, come quella ambiente in estate. Se versato caldo o subito dopo lo stappamento, il vino perde definizione aromatica e i tannini risultano pesanti e astringenti. Non conservarlo nemmeno in piedi, posizione che accelera l'ossidazione del sughero e compromette il contenuto della bottiglia nel giro di poche settimane. Infine, non riporre una bottiglia già aperta e ricchiusa in frigorifero per più di tre giorni: il vino inizia a degradarsi e perde i caratteri che lo rendono affascinante.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Cesanese del Piglio si consuma durante tutto l'anno, ma il periodo ideale è l'autunno e l'inverno, quando il clima più fresco favorisce la conservazione corretta in cantina e la ricerca di piatti robusti come minestre, brasati e selvaggina, con cui il vino brilla. D'estate, se desideri comunque berlo, scegli un Cesanese più giovane e servilo leggermente più fresco, non gelato, abbinandolo a insalate con carne grigia o a formaggi freschi per bilanciare l'aridità tanninca con freschezza.

Domande frequenti

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