La barbabietola al forno esce calda dal ripiano con la buccia che si stacca quasi da sola. La polpa è di un rosso intenso, compatta e morbida, leggermente lucida sulla superficie dove il taglio l'ha esposta. Il profumo è dolce, terroso, appena caramellato. Si serve tiepida o fredda, a spicchi o a cubetti, spesso con un filo d'olio e un pizzico di sale.

Gusto

Il sapore è dolce naturale, con una punta di amaricante che bilancia la dolcezza. La consistenza è morbida e densa, senza fibrare. Si mangia bene da sola, con un olio buono, oppure insieme a formaggi freschi o a verdure amare come la cicoria. La barbabietola non ha bisogno di spezie complicate, ma un pizzico di pepe nero o di cumino la valorizza.

Benessere

  • La barbabietola è ricca di fibre, soprattutto se mangiata con la buccia dopo la cottura. Le fibre aiutano la digestione e il transito intestinale.
  • Contiene molti minerali: potassio per il cuore, ferro per il sangue, magnesio per i muscoli, e manganese per ossa e metabolismo.
  • È un alimento saziante ma leggero: cento grammi forniscono circa quarantatre calorie, quindi perfetto per chi vuole riempire il piatto senza esagerare.
  • La barbabietola contiene betaina, una sostanza che supporta il fegato e favorisce la depurazione naturale dell'organismo.
  • Abbinala a un piatto proteico come legumi o pesce per un pasto equilibrato e completo.
  • Falso mito da sfatare: molti credono che la barbabietola faccia male ai diabetici perché dolce. In realtà, il suo indice glicemico è moderato e la fibra ralenta l'assorbimento degli zuccheri. Per i diabetici resta una scelta ragionevole, purché non eccedere nelle porzioni e non associarla a carboidrati raffinati in grandi quantità.
Valori nutrizionali (per 100 g)
  • 43 kcalEnergia
  • 1,7 gProteine
  • 0,2 gGrassi
  • 0,1 gdi cui saturi
  • 9,6 gCarboidrati
  • 7 gdi cui zuccheri
  • 2,8 gFibre
  • 0,1 gSale

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione10 min
Cottura40 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  • 800 gbarbabietole rosse, intere e non pelate
  • 3 cucchiaiolio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaioaceto di vino rosso
  • 1 spicchioaglio
  • 4-5 foglietimo fresco, oppure un pizzico di secco
  • sale marino finoquanto basta
  • pepe nero macinatoquanto basta
  • 2 cucchiaiacqua
  1. Lavare le barbabietoleStrofina le barbabietole sotto acqua fredda corrente con una spazzola morbida per eliminare la terra. Non pelarle: la buccia rimane durante la cottura e protegge la polpa. Asciugale tamponandole con carta da cucina.
  2. Preparare la tegliaDisponi le barbabietole intere in una teglia da forno. Forano il fondo di ciascuna con uno stuzzicadenti in due o tre punti, in modo che il vapore possa fuoriuscire lentamente.
  3. Condire e aromatizzareVersa due cucchiai d'olio sulla teglia, aggiungi l'aceto, lo spicchio d'aglio schiacciato (senza pelarlo), il timo, un pizzico di sale e un macinata di pepe. Mescola le barbabietole in questo condimento affinché ne siano unte leggermente.
  4. Coprire e cuocereCopri la teglia con carta da forno o un coperchio. Inforna a 180 gradi per quaranta minuti. Dopo venti minuti, mescola le barbabietole e bagna il fondo della teglia con i due cucchiai d'acqua. La cottura è completa quando pungendo la polpa con un coltello non incontra resistenza.
  5. Raffreddare e pelareEstrai la teglia dal forno e lascia riposare cinque minuti a temperatura ambiente. Quando le barbabietole sono ancora tiepide ma non scottanti, passale sotto acqua fredda e strofina dolcemente con le dita: la buccia scivola via come una guaina. Asciuga bene.
  6. Tagliare e condireTaglia le barbabietole a spicchi di circa uno centimetro e mezzo di spessore, oppure a cubetti. Disponi nel piatto, versa un filo d'olio crudo, una goccetta di aceto balsamico, sale e pepe. Servi tiepida o fredda.

L'errore da non fare

Non sbucciare le barbabietole prima di cuocerle. Se lo fai, perdono i colori più intensi e la polpa diventa un poco asciutta. Molti anche sbagliano a cuocere troppo ad alta temperatura: il calore violento le indurisce. Quaranta minuti a centoottanta gradi sono il tempo e la temperatura giusti per una cottura che rimane morbida.

I nostri consigli

  • Conserva le barbabietole cotte in frigorifero in un contenitore ermetico per cinque giorni. Non scurisce ulteriormente e resta morbida. Puoi congelarla per un mese, anche se la texture diventa leggermente più fragile dopo lo scongelo.
  • Se usi barbabietole di diversa grandezza, tagliale a pezzi più o meno uniformi prima di metterle in forno, così cuociono tutte nello stesso tempo.
  • La barbabietola al forno è perfetta fredda in insalata estiva, insieme a rucola e feta. D'inverno la mangi tiepida con lenticchie bollite e un filo d'olio.
  • Se non hai il timo fresco, usa un pizzico di origano secco o anche un po' di cumino in polvere: amplifica la dolcezza naturale senza coprire il gusto.

Quando prepararla

La barbabietola al forno va bene tutto l'anno. D'estate è leggera e rinfrescante se servita fredda; d'inverno scaldala appena e accompagnala a zuppe di legumi. L'autunno e la primavera sono i momenti in cui la barbabietola è più succosa e dolce al mercato.

Domande frequenti

  • Posso cuocere le barbabietole in tempo inferiore? No, il tempo di quaranta minuti a centoottanta gradi è importante. Se cuoci più veloce a fuoco alto, l'interno rimane duro. Puoi accelerare pochissimo riducendo il tempo a trentatre minuti se le barbabietole sono piccole, ma rischi di non cuocerle bene.
  • La barbabietola al forno macchia le mani di rosso. Come evitarlo? È normale. Usa guanti di lattice quando la peli e quando la tagli, oppure lavati le mani subito con acqua e un po' di aceto: il colore esce più facilmente.
  • Posso aggiungere altri ortaggi nella stessa teglia? Sì, patate piccole, carote tagliate e cipolle si cuociono bene insieme, ma aumenta il tempo a cinquanta minuti perché cuociano uniformemente.
  • Che differenza c'è tra barbabietola rossa e dorata? La dorata è più dolce e non macchia. Si cucina allo stesso modo, sempre a centoottanta gradi per quaranta minuti, ma tende a essere leggermente meno fibrosa.