
| 300 g | Riso carnaroli o arborio |
| 150 g | Carne macinata di manzo |
| 80 g | Melanzana |
| 100 g | Piselli freschi o surgelati |
| 50 g | Formaggio ragusano o caciocavallo grattugiato |
| 40 g | Cipolla bianca |
| 800 ml | Brodo di manzo tiepido |
| 120 g | Pane grattugiato finissimo |
| 2 | Uova medie intere |
| 1,5 l | Olio di arachide per friggere |
| 20 g | Passata di pomodoro |
| 2 g | Sale fino |
| 1 g | Pepe nero macinato |
| 285 | kcal |
| 8 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 5 | g di cui saturi |
| 38 | g Carboidrati |
| 3 | g di cui zuccheri |
| 2 | g Fibre |
| 0,8 | g Sale |
L'arancino palermitano offre un contrasto fra la fragranza salata del ragù di carne macinata finemente e la dolcezza delicata dei piselli e della melanzana fritta. Il formaggio aggiunge una nota burrosa che non deve mai coprire il sapore principale del brodo di carne in cui il riso è stato cucinato. Si mangia preferibilmente tiepido, subito dopo la frittura, magari con una spicca di limone fresco o accompagnato da un bicchiere di latte freddo che attenua la ricchezza del grasso della frittura.
Non cuocere il riso in meno di 15 minuti e non aspettare che sia completamente freddo prima di modellare. Se il riso è ancora caldo non compatta bene e si rompe durante la frittura lasciando fuoriuscire il ripieno. Se invece diventa troppo freddo si indurisce e non modelli bene. Inoltre, non aggiungere il burro o il formaggio al riso prima della panatura: il riso deve restare asciutto per tenere meglio la forma durante la frittura.
L'arancino palermitano è un piatto della tradizione che si prepara tutto l'anno, dal lunedì al venerdì come merenda nelle strade di Palermo e zone circostanti. In inverno è apprezzato perché sazia e scalda, in estate è consumato a temperatura tiepida durante la pausa. Le ricorrenze religiose tradizionali come la festa di San Giuseppe vedevano gli arancini fra gli alimenti preparati dalle famiglie in cucina.