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Amaro Romanesco

Vincenza Bertolino· 2 agosto 2021· 5 min di lettura ·Roma
Bicchiere basso con liquore ambrato trasparente, servito a temperatura ambiente, su sfondo di erbe secche e rametti aromatici
Preparazione
15 min
Infusione
30 giorni
Difficoltà
facile
Porzioni
10 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 mlalcol puro a 95 gradi
20 gsalvia secca
10 gassenzio secco
8 gfiori di camomilla secchi
5 gradice di genziana
3 gcardo mariano
2 gruta secca
200 mlacqua naturale
50 gzucchero

Valori nutrizionali

110kcal
0gProteine
0gGrassi
0gdi cui saturi
3gCarboidrati
2,5gdi cui zuccheri
0gFibre
0gSale
Come si prepara
1
Pulire le erbe
Controlla che le erbe secche non abbiano muffe o residui. Se necessario, passale velocemente su un canovaccio pulito. Mantieni gli steli interi.
2
Versare in bottiglia
Metti l'alcol in una bottiglia di vetro scuro da un litro. Aggiungi in successione salvia, assenzio, camomilla, genziana, cardo e ruta. Chiudi bene il tappo.
3
Infondere per trenta giorni
Conserva la bottiglia al buio, a temperatura ambiente tra i 18 e i 22 gradi. Agita il contenuto ogni tre giorni per mezz'ora, invertendo la bottiglia. Dopo trenta giorni il liquido avrà assunto un colore ambrato scuro.
4
Filtrare
Versa il liquido attraverso una garza di cotone pulita o un filtro di carta in una ciotola. Non pressare le erbe per evitare di intorbidire il liquore. Conserva il filtrato in una bottiglia pulita.
5
Preparare lo sciroppo
Riscalda l'acqua in un pentolino fino a quarantacinque gradi. Aggiungi lo zucchero e mescola fino a scioglimento completo. Lascia intiepidire.
6
Assemblare
Versa lo sciroppo tiepido nel liquore filtrato. Mescola bene per cinque minuti con un cucchiaio di vetro. Il colore diverrà più omogeneo e luminoso.
7
Affinamento
Lascia riposare in bottiglia chiusa per altri sette giorni prima di servire. Se preferisci un amaro più intenso, puoi berlo subito dopo l'assemblaggio.

Gusto

L'Amaro Romanesco ha un sapore prevalentemente amaro, sostenuto da note di erbe aromatiche e spezie delicate. La lingua avverte subito il cardo mariano, la ruta, la salvia, seguite da una leggera piccantezza che scomparisce rapidamente. Si beve da solo, a temperatura ambiente o leggermente freddo, dopo i pasti principali. L'abbinamento tradizionale è col caffè, in piccoli sorsi di cinque centilitri circa. Alcuni lo servono con una fetta di limone o arancia candita.

Benessere

  • Le erbe aromatiche come la salvia contengono oli essenziali che stimolano la salivazione e la produzione di succhi gastrici, favorendo la digestione dopo i pasti.
  • Il cardo mariano è ricco di silimarina, una sostanza che la ricerca ha associato al supporto della funzione epatica; presente in tracce nell'infuso, non ha effetto terapeutico diretto.
  • Un bicchierino da quaranta millilitri è leggero e non appesantisce; la dose tradizionale come digestivo rimane piccola e controllata.
  • L'assenzio e la ruta erano utilizzati nella medicina popolare romana come tonici per l'appetito, sebbene l'evidenza scientifica moderna sia limitata.
  • Abbinalo dopo un pasto completo a base di verdure crude o cotte; il suo profilo amaro contrasta bene i piatti grassi e ricchi di proteine.
  • Falso mito da sfatare: Non è vero che l'amaro "bruccia" lo stomaco o lo danneggia. L'amaretto è una qualità sensoriale, non una bruciatura. Tuttavia, persone con gastrite, reflusso acido o ulcere devono evitarlo, poiché gli acidi e gli oli essenziali possono irritare le mucose già infiammate. La dose comune di un bicchierino dopo cena non causa danno a uno stomaco sano.

L'errore da non fare

Non agitare la bottiglia in modo violento durante l'infusione: rischi di spezzare gli steli fragili delle erbe, che produrranno particelle sospese nel liquore e lo intorbideranno. L'agitazione deve essere lenta e controllata, come se stessi invertendo delicatamente un bicchiere. Inoltre, non lasciare l'infuso al sole diretto: la luce ultravioletta degrada gli oli essenziali e il colore sbiadisce. Il buio è fondamentale.

I nostri consigli

  • Conserva l'Amaro Romanesco in una bottiglia di vetro scuro, ben chiusa, in un luogo fresco e al riparo dalla luce. Mantiene le qualità organolettiche per un anno intero, anche se il sapore si stabilizza dopo tre mesi.
  • Se le erbe secche non sono disponibili, puoi raccoglierle fresche in primavera, farle essiccare al sole per una settimana, e poi iniziare l'infusione. Usa il doppio del peso perché la disidratazione le concentra.
  • Servi l'Amaro in un bicchiere basso a temperatura ambiente, in un sorso di quaranta millilitri dopo cena. Puoi offrirlo anche a metà pomeriggio come aperitivo amaro, accompagnato da un biscotto secco.
  • Se l'amaro risulta troppo intenso al primo assaggio, diluiscilo con due dita di acqua fresca. Se preferisci una versione meno alcolica, prepara una variante sostituendo un terzo dell'alcol con acqua, allungando di due giorni il tempo di infusione.

Quando prepararla

L'Amaro Romanesco si prepara meglio in primavera o all'inizio dell'autunno, quando le erbe secche sono fresche e di buona qualità nei negozi specializzati. Se lo prepari in agosto, avrai il liquore pronto per le cene autunnali di settembre. Se lo inizi a novembre, sarà maturo per la pausa invernale e le festività natalizie. In estate è meno consigliabile perché le temperature elevate possono accelerare l'infusione in modo incontrollato.

Domande frequenti

  • Posso usare alcol a 90 gradi invece di 95? Sì, ma l'infusione richiederà trentacinque giorni invece di trenta. L'alcol più diluito estrae più lentamente i principi attivi.
  • Che differenza c'è tra assenzio e ruta? L'assenzio ha note più amare e leggermente mentolate, la ruta è più erbacea e astringente. Insieme creano una complessità aromatica. Puoi usarli singolarmente, ma il risultato sarà meno equilibrato.
  • Posso bere l'Amaro Romanesco se sono in gravidanza? No. L'alcol in gravidanza è controindicato, così come alcune erbe come l'assenzio e la ruta, tradizionalmente associate a proprietà emmenagoghe. Aspetta il termine dell'allattamento.
  • L'Amaro Romanesco è diverso dall'Amaro Averna? Sì. L'Amaro Romanesco è una preparazione casalinga con erbe specifiche romane, mentre l'Averna è un liquore industriale prodotto in Sicilia con una ricetta segreta. Non sono intercambiabili nel gusto.
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