Ingredienti
| 500 ml | Alcol alimentare a 95 gradi (o grappa neutra) |
| 3 cucchiai | Radice di genziana essiccata e tritata |
| 2 cucchiai | Corteccia di rabarbaro secco |
| 1 cucchiaio | Radice di angelica essiccata |
| 1 cucchiaio | Foglie secche di carciofo selvatico o cardo |
| 2 stecche | Cannella |
| 4-5 grani | Cardamomo |
| 1 pizzico | Noce moscata grattugiata |
| 250 ml | Sciroppo semplice (125 g zucchero sciolto in 125 ml acqua, raffreddato) |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal |
| 0 | gProteine |
| 0 | gGrassi |
| 0 | gdi cui saturi |
| 22 | gCarboidrati |
| 18 | gdi cui zuccheri |
| 0 | gFibre |
| 0 | gSale |
Come si prepara
1
Preparare il contenitore
Procurati un barattolo di vetro scuro da 1 litro. Lavalo accuratamente con acqua calda e asciugalo bene con un panno pulito. L'umidità residua può rovinare l'infusione.
2
Pesare e triturare le erbe
Pesa tutte le erbe secche e gli aromi. Tritura leggermente la genziana e il rabarbaro con un mortaio, senza polverizzarli completamente. Mantienili in pezzi da 2-3 millimetri.
3
Versare l'alcol e le erbe
Versa l'alcol nel barattolo. Aggiungi tutte le erbe e gli aromi mescolando bene con un cucchiaio di legno. Copri il barattolo con un tappo ermetico e conservalo al buio a temperatura ambiente.
4
Infondere per trenta giorni
Lascia riposare il barattolo lontano dalla luce solare diretta per 30 giorni. Agita il contenitore con delicatezza ogni 3-4 giorni per favorire l'estrazione dei principi attivi dalle erbe.
5
Filtrare l'infuso
Dopo 30 giorni, filtra il liquido attraverso una garza fine o un colino a maglia fitta, versandolo lentamente in una bottiglia pulita. Scarta i residui di erbe. Questa operazione richiede una decina di minuti.
6
Aggiungere lo sciroppo
Prepara uno sciroppo semplice sciogliendo 125 g di zucchero in 125 ml di acqua calda, poi raffredda completamente. Versa lo sciroppo freddo nell'infuso filtrato e mescola bene. Assaggia: se desideri più dolcezza, aggiungi altro sciroppo a tuo piacimento.
7
Riposare e imbottigliare
Travasa l'amaro in una bottiglia di vetro scuro con tappo ermetico. Lascialo riposare per altri 5-10 giorni al buio prima di assaggiarlo. Questo periodo permette ai sapori di stabilizzarsi e integrarsi.
Gusto
L'Amaro Livornese ha un sapore deciso, amaro in primo piano, ma non aggressivo. Dominano le note di radice e corteccia, seguite da un accenno di spezie calde e un finale lievemente dulcificato che ripulisce la bocca. Si beve lentamente, a sorsi piccoli, al termine della cena. Tradizionalmente si serve a temperatura ambiente, talvolta in coppa gelata durante l'estate. Abbinato a formaggi erborinati o a un dolce non troppo dolce, esalta la digestione senza coprire i sapori.
Benessere
- Le erbe amare come genziana, rabarbaro e carciofo stimolano la produzione di succhi gastrici e facilitano la digestione dei grassi.
- Il profilo minerale dipende dalle erbe utilizzate: ferro, manganese e potassio sono presenti in quantità variabile secondo gli ingredienti secchi.
- Un bicchierino dopo i pasti aiuta la digestione senza appesantire: è una bevanda leggera dal punto di vista calorico, concentrata in sapori.
- Gli alcaloidi presenti nelle radici amare hanno proprietà toniche per l'apparato digerente, usate da secoli nella medicina popolare toscana.
- Abbinalo a una cena ricca di proteine e grassi: il suo effetto digestivo è particolarmente apprezzato dopo piatti a base di carne o formaggi.
- Falso mito da sfatare: "L'amaro fa male al fegato." In realtà, un amaro digeribile assunto in quantità moderate (un bicchierino dopo cena) non danneggia il fegato; anzi, le erbe amare tradizionali supportano la funzione epatica. Il problema nasce solo dall'abuso cronico di alcol in generale. Chi ha patologie epatiche accertate deve consultare il medico prima di consumare qualsiasi bevanda alcolica.
L'errore da non fare
Non usare alcol di qualità mediocre o diluito. Un alcol scadente, già diluito al 40 percento, non estrae efficacemente i principi amari dalle erbe e il risultato sarà piatto e confuso. Usa sempre alcol alimentare puro a 95 gradi oppure una grappa neutra di buona marca. Un altro errore frequente è lasciare le erbe in infusione più di 40-45 giorni: il sapore diventa eccessivamente amaro e sgradevole, quasi metallico.
I nostri consigli
- Conserva l'Amaro Livornese finito in bottiglia scura con tappo ermetico, al buio e a temperatura ambiente. Si mantiene perfetto per 18-24 mesi. Non ha bisogno di frigorifero, anzi il freddo può offuscare i sapori.
- Se non trovi tutte le erbe, puoi sostituire la radice di angelica con un pezzetto di radice d'iris secco, o aggiungere qualche foglia di salvia secca se preferisci note più erbose. La ricetta base rimane robusta.
- Servi l'Amaro Livornese in bicchiere piccolo a temperatura ambiente dopo i pasti, o leggermente fresco in estate. Un bicchierino da 40 ml è la porzione ideale.
- Se l'amaro finito è troppo concentrato, puoi diluirlo leggermente con altro alcol o con un po' di acqua fredda al momento del consumo, secondo il tuo gusto personale.
Quando prepararla
L'Amaro Livornese si prepara meglio in autunno o all'inizio dell'inverno, quando le erbe secche conservate dall'estate sono ancora fragranti. Il tempo di infusione di 30 giorni fa sì che sia pronto per le festività dicembrine, perfetto da regalare o per servire dopo i pasti invernali ricchi. Puoi preparlo in qualsiasi stagione, ma il periodo migliore è da settembre a novembre.
Domande frequenti
- Posso usare erbe fresche invece che secche? No, le erbe fresche contengono troppa acqua e compromettono l'equilibrio dell'infusione. Usa sempre erbe essiccate, che trovi in erboristeria o online.
- Dove trovo le erbe per l'Amaro Livornese? In erboristeria ben fornita o presso negozi online specializzati in ingredienti per liquori e infusi. Se una non è disponibile, puoi omettere quella singola erba senza alterare troppo il risultato finale.
- L'Amaro Livornese invecchia migliorando con gli anni? Sì, dopo il primo anno il sapore si stabilizza e diventa più armonioso. Può essere conservato anche 3-4 anni se tenuto al buio e al fresco, sempre in bottiglia ben sigillata.
- Quanta quantità posso berne al giorno? Un bicchierino da 40 ml dopo la cena è la dose standard e indicata per la digestione. Non superare i 100 ml giornalieri se vuoi sfruttarne i benefici senza eccedere con l'alcol.