Ingredienti
| 500 ml | Alcol alimentare a 95 gradi (o acquavite a 40 gradi) |
| 10 g | Salvia secca |
| 8 g | Timo secco |
| 8 g | Origano secco |
| 5 g | Assenzio secco (o artemisia) |
| 3 g | Anice stellato spezzettato |
| 2 g | Radice di genziana secca, tritata |
| 300 ml | Acqua distillata |
| 10 g | Zucchero di canna (facoltativo) |
Valori nutrizionali
| 310 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare il contenitore
Sterilizza un barattolo di vetro scuro da mezzo litro con acqua bollente, asciugalo bene con carta assorbente pulita. Un vetro scuro protegge l'infusione dalla luce solare diretta.
2
Aggiungere le erbe
Versa tutte le erbe secche e la radice di genziana nel barattolo. Accerta che siano secche e sgrassate, senza muffe. Se compri erbe sfuse da erboristeria, verificane la data.
3
Versare l'alcol
Aggiungi lentamente l'alcol alimentare diluito nel barattolo, oppure direttamente l'acquavite se usi quella. Copri interamente le erbe. L'alcol a 95 gradi va diluito con l'acqua distillata per ottenere una gradazione intorno ai 40-45 gradi, che facilita l'estrazione e rende la bevanda più bevibile.
4
Chiudere e mescolare
Chiudi saldamente il barattolo con il coperchio e agita energicamente per 30 secondi. Etichetta il barattolo con la data di inizio infusione.
5
Infondere al buio
Riponi il barattolo in un luogo fresco, al riparo dalla luce solare diretta, a temperatura ambiente (18-20 gradi è ideale). Agita il contenuto una volta ogni due giorni per 10 giorni, versando il liquido da un lato all'altro.
6
Filtrare il liquido
Dopo 10-14 giorni, versa il contenuto attraverso un colino a maglie fine rivestito di garza in una bottiglia pulita di vetro scuro. Strizza leggermente la garza con le erbe per estrarre il liquido rimasto. Getta le erbe esauste.
7
Dolcificare e invecchiare
Se desideri un gusto meno marcatamente amaro, sciogli 10 grammi di zucchero di canna in poca acqua tiepida e aggiungi il liquido all'amaro. Mescola bene. Lascia riposare la bottiglia chiusa in un luogo fresco e buio per almeno altri 3-5 giorni, così i sapori si assestano. Se puoi, attendi due settimane totali prima di servire.
Gusto
Il sapore è deciso e amaro, con note aromatiche pronunciate di erbe secche e spezie: origano, timo, salvia, con sfumature di anice e una leggera piccantezza che sale in gola. L'alcol è ben percettibile al naso e al palato, ma non deve essere bruciante se ben invecchiato. Si serve gelato, in bicchierini da 30 millilitri circa, preferibilmente dopo i pasti principali. L'abbinamento tradizionale è a fine pranzo o cena, spesso dopo un piatto ricco o grasso, proprio per le sue proprietà digestive.
Benessere
- Le erbe aromatiche utilizzate, come salvia e timo, contengono oli essenziali noti per favorire la digestione e calmare i disturbi gastrointestinali lievi.
- L'infusione a freddo preserva i principi attivi delle piante, mantenendo intact i composti volatili responsabili dell'aroma e dell'azione digestiva.
- Un bicchierino da 30 millilitri di amaro fornisce circa 100 calorie, con una minima parte di zuccheri residui se non addizionato durante la preparazione.
- L'alcol etilico, presente in percentuale tra il 25 e il 30 per cento, ha proprietà antisettiche e aiuta l'estrazione dei principi attivi dalle erbe.
- Da consumare con moderazione: una o due dosi a fine pasto, non quotidianamente, per evitare eccessi di alcol e sfruttarne i benefici digestivi senza controindicazioni.
- Falso mito da sfatare: un amaro dopo il pasto non accelera la digestione né la rende automaticamente completa. Quello che accade è che gli oli essenziali e le sostanze amare stimolano la salivazione e i succhi gastrici, favorendo il processo digestivo già in corso. Non è una medicina. Chi ha gastrite, reflusso acido o ulcere dovrebbe evitarlo o consultare il medico, perché l'alcol e le sostanze amare possono irritare la mucosa gastrica.
L'errore da non fare
Non usare alcol denaturato né liquori già zuccherati come base. L'alcol alimentare puro o l'acquavite controllata garantiscono sicurezza e gusto autentico. Inoltre, non lasciare il barattolo a infondere sotto il sole diretto, perché degraderebbe i pigmenti delle erbe e alcune sostanze aromatiche volatili. Un'altra trappola comune è non filtrare bene: se restano frammenti di erbe, l'amaro diventa torbido e il sapore si carica eccessivamente negli ultimi giorni in bottiglia.
I nostri consigli
- Conserva l'amaro finito in una bottiglia di vetro scuro ben tappata, in frigorifero o in un mobile fresco. Dura due anni senza problemi, se l'alcol è sufficiente a preservarlo.
- Se trovi difficile reperire l'assenzio, puoi sostituirlo con centaurea minore secca, che ha proprietà amare simili e non altera il profilo gustativo.
- Servi sempre gelato, anche se il giorno prima lo metti in freezer per 2-3 ore. Il freddo amplifica le note aromatiche e rende il retrogusto più piacevole.
- Puoi regalare bottigliette da 250 ml etichettate con la data di preparazione: l'amaro casalingo è apprezzato come regalo fatto in casa e dura mesi.
- Se l'infusione ti sembra troppo amara dopo 10 giorni, filtra subito. Se preferisci un gusto più marcato, lascia infondere fino a 14 giorni, ma non oltre.
Quando prepararla
L'amaro di San Benedetto è ideale da preparare in autunno e inverno, quando le erbe secche di qualità sono facilmente reperibili. La ricetta non dipende dalla stagione, ma il periodo invernale è tradizionalmente associato alla preparazione di liquori e digestivi fatti in casa. Se lo prepari in settembre-ottobre, avrà il tempo di invecchiare perfettamente prima delle festività natalizie, quando il suo consumo è più frequente.
Domande frequenti
- Posso usare alcol a 95 gradi senza diluire? No, è troppo aggressivo. Diluiscilo con acqua distillata fino a portarlo a 40-45 gradi, altrimenti il risultato sarà bruciante e le erbe non si estrarranno uniformemente.
- Quanto tempo devo aspettare prima di berlo? Minimo 10 giorni di infusione più 3-5 giorni di riposo finale dopo il filtraggio. Idealmente due settimane complessive, ma è già bevibile anche dopo il decimo giorno se il gusto ti piace.
- L'amaro deve essere dolce? No, la ricetta tradizionale è secca e molto amara. Lo zucchero è facoltativo e riduce solo l'amaro. Se aggiungi miele al posto dello zucchero, scioglilo in poca acqua calda e lascia raffreddare prima di aggiungere.
- Cosa faccio se diventa torbido? Filtra di nuovo con una garza pulita più fitta, oppure lascia sedimentare per una notte in frigorifero e versalo lentamente senza toccare il fondo. Non è un difetto di qualità, solo di presentazione.
- Posso usare erbe fresche invece di secche? No, le erbe fresche contengono troppa acqua e fermenterebbero. Usa sempre erbe secche, verificate come intere e non polverizzate.