Ingredienti
| 1 litro | alcol alimentare a 95 gradi (o grappa) |
| 30 g | radice di genziana essiccata, spezzettata |
| 15 g | assenzio essiccato (o artemisia) |
| 10 g | finocchiella selvatica essiccata |
| 8 g | corteccia di cinnamomo |
| 5 g | radice di angelica essiccata |
| 4 g | chiodi di garofano interi |
| 200 g | zucchero di canna |
| 250 ml | acqua filtrata o distillata |
Valori nutrizionali
| 45 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 1,2 g | Carboidrati |
| 0,8 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare le erbe
Versa l'alcol a 95 gradi in un barattolo di vetro scuro da 1,5 litri, pulito e asciutto. Aggiungi la radice di genziana spezzettata, l'assenzio, la finocchiella, la corteccia di cinnamomo, l'angelica e i chiodi di garofano. Mescola bene con un cucchiaio di legno.
2
Infondere
Chiudi il barattolo con tappo ermetico. Riponi in un luogo buio, a temperatura ambiente stabile (18-22 gradi). Lascia riposare per 21 giorni, agitando il contenuto ogni 3-4 giorni per favorire l'estrazione.
3
Filtrare
Dopo 21 giorni, versa il liquido in un colino a maglie fitte rivestito di garza doppia, sopra una ciotola pulita. Filtra lentamente, senza spremere le erbe. Raccogli il liquore filtrato in bottiglie di vetro scuro.
4
Preparare lo sciroppo
In un pentolino, sciogli lo zucchero di canna in 250 ml di acqua a fuoco basso, mescolando fino a completo scioglimento. Lascia raffreddare completamente prima di aggiungerlo.
5
Assemblare l'amaro
Versa il liquore filtrato in una bottiglia pulita, aggiungi lentamente lo sciroppo freddo, mescolando delicatamente. Il liquido finale deve risultare omogeneo e di colore bruno ambrato uniforme.
6
Riposare
Lascia riposare almeno 7 giorni in luogo fresco e buio prima di degustare. In questo tempo i sapori si stabilizzano e si integrano.
7
Conservare e servire
Versa in bottiglie di vetro scuro con tappo di sughero o a vite. Conserva in luogo fresco al riparo dalla luce. Bevi a temperatura ambiente in bicchierini da liquore, puro o con una goccia di acqua.
Gusto
Il sapore è amaro misurato, mai aggressivo: predominano le note di radice di genziana, il finocchiella selvatica porta una lieve freschezza anicata, l'assenzio dona una certa durezza amichevole. Non è dolce, per nulla sciroposo. Si serve a temperatura ambiente oppure leggermente raffreddato. Tradizionalmente viene bevuto da solo dopo mangiato, in quantità piccola, per favorire la digestione.
Benessere
- La genziana, radice principale di questo amaro, contiene glucosidi amarissimi che stimolano i succhi gastrici e favoriscono il transito intestinale.
- Assenzio e finocchiella apportano oli essenziali: mentolo naturale, timolo e anetolo, con proprietà antispasmodiche documentate nella tradizione erboristica.
- L'assunzione in piccole dosi dopo i pasti è leggermente saziante e può ridurre il senso di pesantezza post-pranzo per tempi brevi.
- Il contenuto alcolico (circa 40 gradi nel prodotto finito) agisce conservante e solubilizzante dei principi attivi delle erbe.
- In un pasto equilibrato, un bicchierino di amaro completa la fine del pasto senza aggiungere calorie significative: circa 40-50 kcal per 30 ml.
- Falso mito da sfatare: l'amaro non cura il fegato e non "disintossica". Può favorire la digestione grazie ai suoi componenti, ma non è un farmaco. Chi soffre di ulcera, reflusso gastroesofageo o ipersensibilità ai tannini dovrebbe evitarlo o consultare il medico: l'alcol e l'amaricante possono irritare lo stomaco.
L'errore da non fare
L'errore più comune è agitare troppo durante i 21 giorni d'infusione, pensando che aumenti l'estrazione. In realtà, l'agitazione eccessiva può estrarre anche tannini e componenti astringenti in eccesso, rendendo l'amaro troppo duro al palato. Bastano 3-4 agitazioni delicate in tre settimane. Un altro sbaglio frequente è usare alcol di qualità scadente o a bassa gradazione: il liquore finale risulterebbe debole di sapore e a rischio conservazione.
I nostri consigli
- Conserva l'amaro finito in bottiglie di vetro scuro con tappo a vite, in cantina o dispensa fresca. Dura facilmente 2-3 anni, a condizione che il tappo sia ben chiuso: l'alcol agisce da conservante naturale.
- Se non trovi la radice di genziana, puoi sostituirla con radice di bardana essiccata in eguale quantità, anche se il profilo gustativo cambierà leggermente verso note più dolci.
- Abbina questo amaro a dolci secchi come biscotti alle mandorle o panettone leggero a fine pasto, oppure servilo puro come digestivo serale.
- Se preferisci un amaro meno dolce, riduci lo zucchero a 150 g. Se preferisci più dolcezza, aggiungi fino a 250 g di zucchero di canna al sciroppo finale.
Quando prepararla
L'Amaro dei Castelli si prepara preferibilmente in autunno o in inverno, quando le erbe essiccate sono di qualità migliore e reperibili con facilità nei negozi di erboristeria. Il tempo di infusione di tre settimane lo rende disponibile per le cene natalizie o come dono gradito. Può essere prodotto in qualsiasi momento dell'anno, ma in stagioni fresche la stabilità dell'infusione è garantita meglio.
Domande frequenti
- Posso usare alcol a 40 gradi invece che a 95? No: l'alcol a bassa gradazione estrae meno efficacemente gli oli essenziali delle erbe e il liquore finale risulterebbe debole e con rischio di fermentazione indesiderata. Usa almeno grappa a 40 gradi se non trovi alcol alimentare, ma il risultato sarà meno intenso.
- Se il liquore diventa torbido, è rovinato? Non necessariamente. Una leggera torbidità può dipendere da particelle di erbe molto fini che non hai filtrato completamente. Rifiltra con garza più stretta. Se il sapore resta buono, il liquore è consumabile. Se sente di aceto, allora è andato a male per contaminazione.
- Quanto amaro posso bere al giorno? La dose tradizionale è un bicchierino da liquore (30 ml) dopo i pasti principali, massimo una volta al giorno. Non è una bevanda da consumare in quantità abbondanti: è un digestivo, non un drink.
- Dove trovo le erbe essiccate? In erboristerie locali, nei negozi di alimentari biologici, o online presso fornitori certificati. Accertati che siano destinate all'uso alimentare e conservate correttamente al riparo dall'umidità.