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Vino di Taurasi

Vincenza Bertolino· 3 giugno 2023· 9 min di lettura ·Avellino
Calice di vino rosso rubino scuro con riflessi granato, versato da una bottiglia, su sfondo di vigne in collina con terreno vulcanico grigio e cielo nuvoloso
Preparazione
0 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
1 persona
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottiglia da 750 mlVino Taurasi DOCG, almeno 5 anni di invecchiamento
150 ml a personaVersamento in calice bordeaux
1 caliceCristallo o vetro incolore a stelo, capienza 250-350 ml
200 gFormaggio stagionato duro, tipo Pecorino Romano o Parmigiano
100 gPane integrale tostato, a fette spesse
50 gNocciole tostate sgusciate
200 gRagù di maiale o cacciagione, preparato in precedenza

Valori nutrizionali

120 kcalEnergia
0,2 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,025 gSale
Come si prepara
1
Scelta della bottiglia e stoccaggio
Acquista una bottiglia di Taurasi DOCG da un produttore noto della zona di Taurasi, in provincia di Avellino. Verifica l'annata in etichetta: preferisci annate di almeno 5-8 anni fa per una maturità già evidente, oppure scegli annate recenti se ami scoprire la complessità in evoluzione. Conserva la bottiglia in posizione orizzontale in una cantina fresca, buia e a temperatura costante, lontana da vibrazioni e da fonti di calore. Non aprirla se non a pochi giorni dalla degustazione prevista, in quanto il vino è già stato affinato dal produttore.
2
Preparazione dell'ambiente e della vetreria
Estrai la bottiglia dalla cantina 30-40 minuti prima di versare, così raggiunga la temperatura di 16-18 gradi centigradi. Risciacqua il calice bordeaux con acqua tiepida e asciugalo con un canovaccio senza odore. Non mescolare profumi di detersivo nella vetreria, che coprirebbe gli aromi del vino. Posiziona il calice su un tavolo ben illuminato a luce naturale, lontano da fonti di calore diretto e da correnti d'aria.
3
Apertura e ossigenazione iniziale
Togli la capsula, estrai il tappo con un cavatappi a leva o a vite, con movimenti fluidi senza strappi. Non versare immediatamente il vino nel calice. Lascia la bottiglia aperta per 5-10 minuti affinché il vino respiri naturalmente dall'apertura, rilasciando gli aromi più volatili che si concentrano nel collo della bottiglia. Questo passaggio aiuta a smorzare la struttura tannica ancora chiusa e prepara il vino alla degustazione.
4
Versamento e osservazione visiva
Versa il vino nel calice fino a raggiungere un terzo dell'altezza del bicchiere, circa 120-150 ml. Osserva il colore contro una fonte di luce: dovresti vedere un rosso rubino profondo con eventuali riflessi granato ai bordi se il vino è maturo. Inclina il calice di 45 gradi e nota la limpidezza e la densità del colore. Non dovrebbero esserci depositi sospesi o torbidità anomale nel corpo del vino. Se il vino è molto giovane, il colore sarà rosso porpora più acceso.
5
Esame aromatico e olfatto
Avvicina il calice al naso senza inghiottire e inspira lentamente per 3-4 secondi. Annota i profumi principali: ciliegia nera, prugna, spezie dolci, terra vulcanica. Dopo qualche secondo, fai ruotare dolcemente il vino nel calice per 10-15 secondi, aumentando la superficie di contatto con l'aria. Inspira di nuovo: nuovi aromi emergeranno, tipicamente note di cacao, cuoio, humus. Questa evoluzione è segno di buona struttura e invecchiamento corretto.
6
Degustazione e valutazione gustativa
Porta il calice alle labbra e assaggia una piccola quantità, circa 10-15 ml. Lascia che il vino tocchi tutto il palato, in particolare la punta della lingua che percepisce la dolcezza (inesistente nel Taurasi secco), i lati che percepiscono l'acidità, il centro che accusa la struttura e i tannini. Mastica dolcemente il vino per 3-5 secondi, facendo entrare aria attraverso i denti: questa ossigenazione in bocca libera ulteriori aromi e amplifica la percezione dei tannini. Inghiottisci e osserva il finale, che dovrebbe essere persistente per almeno 8-12 secondi, con sensazioni di astringenza leggera e sapore di cacao o nocciola.
7
Abbinamento a tavola e porzioni successive
Servi il vino con i piatti preparati: formaggio stagionato in pezzi, pane tostato, nocciole, ragù in ciotola tiepida da aggiungere al pane. Dopo il primo sorso di vino puro, alterna: un boccone di formaggio, un sorso di vino, un po' di ragù nel pane, di nuovo vino. Gli abbinamenti smorzano i tannini e donano freschezza al vino, che a sua volta amplifica la sapidità dei cibi. Non versare una volta sola tutto il vino nel calice; rabbocchia mano a mano, mantenendo sempre una temperatura e un ossigenazione corretta nel bicchiere.

Gusto

In bocca il Taurasi è secco, robusto ma elegante, mai pesante se bevuto con consapevolezza. I tannini sono la firma del vino, presenti ma non aggressivi, specialmente nelle annate mature. Il sorso rivela una freschezza acidica che equilibra la potenza estrattiva, con un finale persistente che lascia una sensazione di leggera astringenza piacevole. Si serve in calice bordeaux riscaldato leggermente tra le mani, preferibilmente tra i 16 e i 18 gradi, e richiede di essere aperto qualche minuto prima di bere, ma non più di un'ora, per lasciare che la struttura si assesti senza dispersione aromatica. L'abbinamento tradizionale è con carni rosse di struttura, ragù di cacciagione, formaggi stagionati di pasta dura, piatti con funghi porcini e tartufo.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il Taurasi troppo freddo, come se fosse un vino bianco. Se schiacci la temperatura sotto i 12 gradi, i tannini si contraggono e il vino diventa amaro e spigoloso, quasi sgradevole. Allo stesso modo, non aprire una bottiglia e versarla immediatamente in calici freddi prelevati dal freezer: il contrasto termico blocca la dispersione degli aromi. Un altro errore frequente è bere il Taurasi a fine pasto senza cibo; la struttura del vino ha bisogno di contrappeso gustativo, altrimenti l'astringenza tannica rimane prepotente in bocca e affatica la digestione.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Taurasi si degusta bene durante l'autunno e l'inverno, quando le temperature esterne permettono di servire il vino fresco naturalmente senza raffreddamenti eccessivi, e quando i piatti a tavola sono più sostanziosi e carnosi, perfetti per sostenere la struttura del rosso. Durante la primavera e l'estate, puoi comunque degustarlo se scegli una serata fresca o una sala climatizzata, ma il vino esprime meglio la sua complessità quando i sapori in bocca non sono leggeri e estivi. Ricorrenze come compleanni importanti, cene di lavoro, occasioni di festa meritano una bottiglia di Taurasi maturo; nei giorni ordinari, una bottiglia giovane (5-6 anni) è più accessibile e comunque già piacevole.

Domande frequenti

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