
| 2 litri | succo di melograno fresco |
| 300 g | zucchero semolato |
| 1 bustina | lievito secco per vini (tipo Saccharomyces cerevisiae) |
| 1/2 cucchiaino | acido tartarico o succo di limone fresco |
| 1 l | acqua filtrata |
| 1 cucchiaio | lievito nutritivo (opzionale, per fermentazione stabile) |
| 3-4 | bottiglie di vetro scuro da 750 ml, sterilizzate |
| 70 kcal | Energia |
| 0,3 g | Proteine |
| 0,1 g | Grassi |
| 0,0 g | di cui saturi |
| 4,5 g | Carboidrati |
| 3,8 g | di cui zuccheri |
| 0,2 g | Fibre |
| 0,01 g | Sale |
Il sapore è dolce con una sottile acidità che ricorda il melograno fresco, mai aspro. L'aroma prevalente è fruttato, con note lievemente fermentate e una persistenza tannina delicata sulle gengive. Si beve come aperitivo o a fine pasto, servito intorno ai 12-14 gradi. Si abbina a formaggi stagionati, carni rosse leggere e frutti di bosco.
Non utilizzare succo pastorizzato o da bottiglia: contiene conservanti che bloccano la fermentazione e impedisce ai lieviti di attivarsi completamente. Il vino rimane dolce e appiccicaticcio, senza trasformazione alcoletica. Usa sempre succo fresco appena estratto o, se necessario, scongela succo congelato in casa. Inoltre, non coprire ermeticamente la damigiana durante la fermentazione tumultuosa: il gas CO2 accumula pressione e rischia di far scoppiare il contenitore o di spingere il tappo via con violenza.
Prepara il vino di melograno in settembre e ottobre, quando i melograni sono a piena maturazione e il succo ha il massimo contenuto di zuccheri naturali e polifenoli. La fermentazione completata a novembre ti permette di bere il vino a dicembre o di conservarlo per l'inverno. Un vino fatto in autunno raggiunge il massimo equilibrio nel primo trimestre dell'anno seguente.