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Vino di Greco di Tufo

Vincenza Bertolino· 23 dicembre 2016· 6 min di lettura ·Avellino
Calice trasparente con vino bianco giallo paglierino, contro luce, con gocce di condensa sul vetro e bottiglia di Greco di Tufo sullo sfondo sfocato
Preparazione
5 min
Raffreddamento
2-3 ore in frigo
Difficoltà
facile
Porzioni
4-6 persone
Costo
medio
Stagione
primavera/estate

Ingredienti

1 bottigliaGreco di Tufo DOC o DOCG
6-8 cubettiGhiaccio (opzionale, solo se molto caldo)
1Cavatappi o apribottiglie
4-6Calici bianchi trasparenti, volume 300-350 ml
1Secchiello del ghiaccio o ciotola con ghiaccio tritato
MezzoLimone fresco (opzionale, per presentazione)

Valori nutrizionali

68 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,6 gCarboidrati
0,2 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,01 gSale
Come si prepara
1
Scegliere il vino
Prendi una bottiglia di Greco di Tufo recente, preferibilmente della vendemmia dell'anno precedente o attuale. Verifica l'etichetta: DOC o DOCG Greco di Tufo garantiscono provenienza e standard. Evita bottiglie esposte al sole o con etichette staccate, segno di conservazione scarsa.
2
Raffreddare la bottiglia
Metti la bottiglia in frigorifero almeno 2-3 ore prima di servire. Se la bottiglia è stata conservata a temperatura ambiente e hai poco tempo, usa il secchiello del ghiaccio: riempilo a metà di ghiaccio, aggiungi acqua fredda e posiziona la bottiglia per 20-30 minuti, ruotandola ogni 10 minuti.
3
Preparare i calici
Togli i calici dal mobiletto e disponili sulla tavola almeno 15-20 minuti prima di servire. Se possibile, raffredda anche i calici nel congelatore per 10 minuti: il vino rimarrà fresco più a lungo e il bicchiere eviterà condense eccessive.
4
Stappare il vino
Con un movimento fermo e verticale, inserisci il cavatappi nella capsula di cera. Ruota il cavatappi a sinistra per estrarre il tappo di sughero lentamente, senza strappare. Asciuga la bottiglia con una salvietta pulita attorno all'imboccatura per eliminare polvere o residui.
5
Versare con control
Versa il vino lentamente, con un movimento fluido. Riempi ogni calice fino a due terzi circa, circa 80-100 ml. Il vino deve ricevere molta aria per sprigionare gli aromi, quindi non strafare il livello di liquido.
6
Assaggiare e temperare
Assaggia il primo sorso: la temperatura ideale è attorno ai 10-12 gradi, quando il vino è fresco ma non gelato. Se senti il palato intorpidito dal freddo, il vino è troppo ghiacciato; se sente piatto e senza nerbo aromatico, è troppo tiepido. Regola di conseguenza aggiungendo poco ghiaccio al secchiello oppure attendendo qualche minuto se è troppo freddo.
7
Conservare il resto
Mantieni la bottiglia nel secchiello del ghiaccio o in frigorifero tra un versamento e l'altro. Una volta aperta, il vino si conserva bene per 2-3 giorni in frigorifero se tappato bene, ma il profumo e la freschezza iniziale calano dopo 24 ore.

Gusto

Ha un sapore asciutto e fresco, con prevalenza di note agrumate e una vena erbacea delicata. La mineralità non è sfumatura ma carattere vero, eredità della composizione vulcanica dei suoli campani. Si serve freddo, attorno ai 10-12 gradi, in calici bianchi di media dimensione. Abbina naturalmente con i piatti di mare, dai frutti di mare crudi ai pesci bianchi al forno, ma valorizza anche formaggi freschi e antipasti a base di verdure grigliate.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il Greco di Tufo freddo da congelatore a meno di 8 gradi. Il freddo eccessivo addormenta gli aromi e il vino perde carattere, diventando insipido. Inversamente, non berlo tiepido solo perché è un bianco leggero: la mineralità e la freschezza che lo caratterizzano si notano solo con il freddo calibrato. Evita anche il ghiaccio nella bottiglia stessa: sciogliendosi dilluisce il vino e ne altera il sapore.

I nostri consigli

Quando prepararlo

Il Greco di Tufo è ideale da aprire in primavera e durante l'estate, quando il bisogno di vini freschi e sapidi è maggiore e i piatti a base di pesce dominano la tavola. È perfetto anche per cene in giardino o serate informali dove serve un vino che non stanca e non appesantisce. In autunno e inverno è meno naturale, ma nulla vieta di servirlo anche in queste stagioni, purché accompagnato da piatti leggeri e non troppo speziati.

Domande frequenti

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