
| 3 arance amare | di calibro medio, non trattate |
| 750 ml | vino bianco secco |
| 200 g | zucchero bianco di canna |
| 1 stecca | di cannella |
| 3 chiodi | di garofano |
| 1 foglia | di alloro |
| 4 grani | di pepe nero |
| 75 kcal | Energia |
| 0,1 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 6 g | Carboidrati |
| 5,5 g | di cui zuccheri |
| 0,2 g | Fibre |
| 0,02 g | Sale |
Il sapore è agrodolce, con una nota amara pulita e una dolcezza discreta che non prepotente. L'aroma è fragrante, principalmente di scorza d'arancia, con sfumature di mandorla e leggermente floreale. Si beve lentamente come digestivo dopo un pasto, oppure come aperitivo freddo da servire prima di cena. L'abbinamento tradizionale è con biscotti secchi o come accompagnamento a gelato alla vaniglia.
L'errore più frequente è non eliminare bene la parte bianca della buccia d'arancia prima di metterla in infusione. Quella polpa bianca contiene alcaloidi amari molto forti che non si bilanciano con lo zucchero, rendendo il liquore astringente e sgradevole. Un altro errore comune è aggiungere troppo zucchero fin dall'inizio sperando di coprire l'amaro: il risultato è una miscela appiccicosa senza equilibrio. Infine, non mescolate mai per più di 40-50 giorni, altrimenti il prodotto diventa eccessivamente amareggiante e perde la freschezza iniziale.
Il vino di arancia amara si prepara meglio in autunno, quando le arance amare sono disponibili nei mercati ortofrutticoli, tra settembre e novembre. La lunga infusione di 5-6 settimane permette che il liquore sia pronto verso l'inverno, perfetto da servire come digestivo dopo i pranzi e le cene festive di dicembre. È ideale anche come regalo fatto in casa per amici e parenti durante le festività.