
| 1 bottiglia | Moscato d'Asti DOCG |
| 1 calice | da vino bianco, capienza 300 ml |
| 2-3 cubetti | di ghiaccio (opzionale, solo se molto caldo) |
| 1 piattino | piccolo |
| 3-4 mandorle | o 2-3 noci sgusciate |
| 1 fetta sottile | di pane tostato integrale |
| 60 kcal | Energia |
| 0,1 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 4 g | Carboidrati |
| 3,8 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,01 g | Sale |
Al sorso il Moscato d'Asti è dolce ma non stucchevole, con un equilibrio naturale fra zuccheri residui e acidità. La frizzantezza è soft, non aggressiva. I profumi che sentirai al naso persisteranno anche sulla lingua: albicocca, muscatello, note di fiori selvatici e una leggerissima sensazione di miele. La gradazione alcolica bassa, intorno ai 5,5 gradi, lo rende perfetto per chi cerca un sorso consapevole senza appesantimento. Va degustato freddo, intorno ai 6-8 gradi, da solo o con piccoli dolcetti, e invita naturalmente alla lentezza.
Non servire il Moscato d'Asti a temperatura ambiente e non riempire il calice fino all'orlo. A temperatura ambiente il vino perde la frizzantezza che caratterizza la sua leggerezza, e riempiendo il calice completamente si eliminano i profumi che dovrebbero galleggiare nello spazio vuoto sopra il vino. La meditazione nel sorso muore se il vino è tiepido e il profumo disperso.
Il Moscato d'Asti è perfetto tutto l'anno, ma trova il suo momento migliore fra maggio e settembre, quando la voglia di qualcosa di fresco e leggero è naturale. Le serate estive lunghe e luminose invitano naturalmente a questa meditazione lenta. In autunno e inverno rimane una pausa dolce quando il sole scende presto e il bisogno di rallegramento è maggiore.