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Vino da dessert alle mandorle

Vincenza Bertolino· 11 settembre 2024· 6 min di lettura ·Ascoli Piceno
Bicchiere di vino ambrato alle mandorle con sfumature dorate, mandorle tostate sparse accanto, bottiglia di vetro scuro con il liquore, su tavolo di legno in luce naturale
Preparazione
20 min
Infusione
3 settimane
Difficoltà
facile
Porzioni
1 bottiglia da 750 ml (15 bicchierini)
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

750 mlVino bianco dolce (Moscato o Prosecco extra dry)
200 gMandorle con pelle, tostate grossolanamente
150 gZucchero di canna o bianco
1Stecca di vaniglia, spezzettata
3-4Chiodi di garofano interi
1 pizzicoNoce moscata grattugiata
1Bottiglia di vetro scuro pulita e asciutta da 750 ml
1Filtro o garza sottile di cotone bianco

Valori nutrizionali

120kcal
0,4gProteine
0,5gGrassi
0,1gdi cui saturi
10gCarboidrati
8gdi cui zuccheri
0gFibre
0,02gSale
Come si prepara
1
Tostate le mandorle
Versate le mandorle con pelle in una padella antiaderente a fuoco medio. Tostate per circa 5-7 minuti, mescolando frequentemente, finché non sprigionano aroma intenso e il colore vira dal biondo al castano dorato. Trasferite subito su un piatto freddo per bloccare la cottura. Lasciate raffreddare completamente, poi rompete grossolanamente con le mani o un pestello.
2
Preparate la bottiglia
Riempite d'acqua calda la bottiglia di vetro scuro, lasciate riposare un minuto, poi svuotate. Asciugate bene con un panno pulito o carta assorbente. Questo evita contaminazioni durante l'infusione.
3
Unite gli ingredienti
Versate il vino bianco nella bottiglia. Aggiungete lo zucchero di canna, la stecca di vaniglia spezzettata, i chiodi di garofano e un pizzico di noce moscata. Mescolate bene finché lo zucchero non si dissolve completamente, impiegando circa 2 minuti.
4
Aggiungete le mandorle
Versate le mandorle tostate nella bottiglia, mescolando delicatamente. Se la bottiglia non è completamente piena, aggiungete altri 50-100 ml di vino bianco dolce per coprire le mandorle. Tappate saldamente con un tappo a vite o a sughero nuovo.
5
Infusione lenta
Riponi la bottiglia in un luogo fresco, buio e asciutto per tre settimane. Ogni tre giorni, agita leggermente il contenitore con movimenti rotatori per favorire l'estrazione degli aromi. La soluzione progressivamente diventa più scura e profumata.
6
Filtrate il vino
Dopo tre settimane, posizionate un filtro o una garza di cotone bianco su un colino pulito. Versate il vino lentamente nel colino, raccogliendolo in una bottiglia nuova o nel bicchiere. Le mandorle resteranno nel filtro. Eliminate le mandorle residue.
7
Conservazione
Tappate la bottiglia con il vino filtrato. Conservate in frigorifero o in una cantina fresca per fino a 6 mesi. Servite in bicchierini a temperatura ambiente o leggermente freddi, come digestivo dopo cena.

Gusto

Il sapore è dolce ma equilibrato, non stucchevole, con tannini leggeri che compensano la dolcezza. La mandorla tostata dona una componente amara delicata e profumi di nocciola che persistono in gola. Si beve lentamente, sorso dopo sorso, come digestivo dopo cena o come aperitivo nel pomeriggio. Tradizionalmente si abbina a biscotti secchi, savoiardi o mandorlini croccanti per enfatizzare la nota di mandorla e creare un contrasto piacevole tra la dolcezza liquida e la secchezza del biscotto.

Benessere

  • Le mandorle contengono proteine vegetali e grassi insaturi, in particolare acido oleico, benefici per il profilo lipidico.
  • Apportano magnesio, importante per la contrazione muscolare e il metabolismo energetico, e calcio per la salute ossea.
  • Questo vino è morbido al palato e altamente digeribile, non appesantisce dopo i pasti grazie alla bassa gradazione alcolica tipica dei vini da dessert.
  • Le mandorle tostate contengono polifenoli e vitamina E, antiossidanti che rimangono parzialmente nel liquore durante l'infusione.
  • Per un pasto equilibrato, servi questo vino con formaggi a pasta dura o con piccoli pasticcini, creando un abbinamento che fornisce proteine e sapori complementari.
  • Falso mito da sfatare: Non è vero che il vino da dessert alle mandorle faccia ingrassare più di un vino fermo. Una porzione da 50 ml (un bicchierino) apporta circa 60 calorie, simile a un vino bianco comune. La gradazione alcolica inferiore (tra 12-16 gradi) lo rende meno impegnativo per il fegato. Chi ha intolleranze all'alcol o problematiche epatiche deve comunque limitare il consumo o evitarlo, indipendentemente dalla dolcezza.

L'errore da non fare

Non tostiamo le mandorle solo per pochi minuti con fiamma alta, né le lasciamo crude: le mandorle crude cedono poco aroma e il risultato è piatto e inodore. Allo stesso modo, non eliminiamo la pelle delle mandorle: quella sottile pelle brunastra contiene la maggior parte dei polifenoli e dei tannini che danno corpo e profondità al vino. Un altro errore frequente è saltare il filtro finale: se non staccate le mandorle dal liquido, fermeraranno lentamente sul fondo e il vino potrebbe diventare torbido o assumere off-flavors sgradevoli dopo settimane.

I nostri consigli

  • Se preparate il vino in autunno, potete aggiungervi una piccola mela affettata o due stecche di cannella durante l'infusione per creare sfumature speziate più marcate. Rimuovete la mela dopo due settimane per evitare fermentazioni indesiderate.
  • Conservate il vino filtrato in una bottiglia di vetro scuro in frigorifero: dura senza problemi fino a sei mesi. Se volete una conservazione più lunga, potete riscaldare il vino a 70 gradi per brevissimi istanti prima di imbottigliare per eliminare i lieviti residui, anche se rischiate di perdere leggermente gli aromi volatili.
  • Chi preferisce una versione più alcolica può usare al posto di metà vino bianco, mezzo bicchiere di grappa o acquavite: il risultato sarà un liquore più robusto e persistente. Riducete il tempo di infusione a due settimane per evitare estrazioni troppo spinte.
  • Regalate il vino fatto in casa in bottiglie con etichette scritte a mano: è un presente elegante per fine anno o per ospiti. La preparazione casalinga e l'aromaticità naturale lo rendono apprezzato anche da chi non beve abitualmente alcolici dolci.

Quando prepararla

Il vino da dessert alle mandorle è ideale da preparare in autunno o in inverno, quando le mandorle appena tostate profumano la cucina e la voglia di dolci e digestivi sale. Se lo preparate a settembre, dopo tre settimane avrete il vino pronto per le cene autunnali di ottobre e novembre. È perfetto anche per le festività: chi lo prepara a novembre lo serve a dicembre, aggiungendo un elemento fatto in casa alle tavole natalizie. Essendo un progetto che non richiede cottura vera e propria, è adatto a tutto l'anno, ma la stagione fredda lo rende più appetibile e celebrativo.

Domande frequenti

  • Posso usare mandorle sgusciate e pelate invece di quelle con la pelle? Sì, ma il risultato sarà più delicato e meno corposo. Le mandorle pelate cedono meno tannini e colore, quindi il vino resterà più chiaro e gli aromi saranno più tenui. La ricetta resta comunque buona, solo meno marcata.
  • Che tipo di vino bianco scelgo? Un vino bianco dolce naturale come un Moscato d'Asti, un Prosecco extra dry o un vino da dessert leggero funzionano bene. Evitate vini rossi (il colore diventa marrone scuro e i sapori si confondono) e vini secchi molto acidi che competono con la dolcezza della mandorla.
  • Devo mescolare ogni giorno durante l'infusione? No, ogni tre giorni basta. Mescolare troppo spesso non accelera l'estrazione, è solo una precauzione per evitare che le mandorle si depositino sul fondo senza cedere aromi uniformemente.
  • Il vino diventa più dolce col tempo? No, la dolcezza rimane stabile. Quello che cambia è l'intensità dell'aroma di mandorla, che aumenta la prima settimana, raggiunge il picco verso il giorno 20, poi leggermente cala se lasciate infondere oltre tre settimane.
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