
| 5 kg | Uve bianche da tavola o Trebbiano (raccolte mature, possibilmente locali) |
| q.b. | Soluzione di metabisolfito di potassio (5 g per 10 litri d'uva) |
| quanto serve | Lievito secco naturale per fermentazione (Saccharomyces cerevisiae, 5 g per 10 litri) |
| 2-3 | Damigiane o recipienti in vetro capaci 5-10 litri con tappo ermetico |
| quanto occorre | Acqua distillata (se necessario aggiustare densità dopo appassimento) |
| una | Stuoia o graticcio in legno per appassimento in fruttaio |
| uno | Densimetro per controllare la densità iniziale e la fermentazione |
| 150 | kcal |
| 0,3 | g Proteine |
| 0 | g Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 15 | g Carboidrati |
| 14 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0 | g Sale |
Il Vin Santo marchigiano ha un sapore profondamente dolce, con note di miele, nocciola tostata e albicocca secca. La bocca percepisce una piacevole amarezza finale, quasi di mandorla, che bilancia la dolcezza. Si beve lentamente, a sorsi piccoli, a fine pasto o con biscotti secchi. Tradizionalmente lo si serve con i «cantucci» o i «biscotti di Prato», per intingervi il biscotto e assaporare l'insieme dolce e croccante.
Non comprimere l'uva durante l'appassimento e non bagnarla se spunta muffa bianca (è un processo naturale). Non accelerare l'appassimento con fonti di calore artificiali: il sole diretto o il caldo esagerato danneggiano gli aromi delicati. Non usare damigiane di plastica o metallo: il vetro è obbligatorio per evitare reazioni con il vino acido e in fermentazione.
Inizia la preparazione del Vin Santo marchigiano in estate, quando raccogli le uve (luglio-agosto), e lascia appassire fino all'autunno e all'inverno. La fermentazione avanza durante i mesi freddi, ideali per una fermentazione lenta e controllata. Il vino sarà pronto a degustare verso giugno-luglio dell'anno seguente, per un ciclo completo di 10-12 mesi.