Vermut di Torino

Ingredienti
| 750 ml | vino bianco secco |
| 100 ml | alcol di grano a 96 gradi |
| 8 g | assenzio secco (foglie e fiori) |
| 4 g | radice di genziana secca |
| 3 g | caramello naturale |
| 4 g | cardo secco |
| 2 g | chiodi di garofano |
| 1 | stecca di cannella spezzata |
| 50 g | zucchero semolato |
| 100 ml | acqua demineralizzata |
Valori nutrizionali
| 145 | kcal |
| 0 | g Proteine |
| 0 | g Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 2,5 | g Carboidrati |
| 2 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0 | g Sale |
Gusto
Il vermut di Torino offre un sapore secco e leggermente amaro, con una base morbida di vino bianco che viene nobilitata da erbe aromatiche fragranti. L'assenzio dona quella caratteristica nota erbacea e lievemente piccante, mentre il caramello naturale aggiunto durante la preparazione regala una dolcezza di sfondo equilibrata. Si beve ghiacciato, da solo o con una goccia di soda, ed è tradizionalmente abbinato a stuzzichini salati e olive.
Benessere
- Il vino bianco utilizzato come base contiene antiossidanti naturali, in particolare polifenoli, sebbene la quantità sia ridotta rispetto al vino rosso.
- Le erbe aromatiche come l'assenzio, il cardo e la genziana apportano principi amari utili per la digestione, anche se in quantità moderate.
- Come tutti gli aperitivi alcolici, il vermut di Torino è una bevanda che sazia l'appetito senza fornire valore nutritivo significativo: contiene alcol e calorie vuote.
- La percentuale di alcol varia fra il 16 e il 18 per cento circa, superiore al vino ordinario per effetto dell'alcol aggiunto durante la preparazione.
- Se consumato con moderazione prima del pasto, aiuta la produzione di succhi gastrici grazie alle sue proprietà amare, abbinato idealmente a un pasto leggero o a un antipasto.
- Falso mito da sfatare: il vermut non è un medicinale né aiuta la digestione in modo significativo se bevuto dopo il pasto. È un aperitivo alcalico che svolge la sua funzione se assunto freddo prima di mangiare, in quantità moderate (un bicchiere). Chi ha problemi di digestione, gastrite o patologie epatiche deve evitarlo o consultare il medico prima di consumarlo.
L'errore da non fare
L'errore più comune è usare vino già ossidato o di bassa qualità, oppure alcol di scarsa purezza. Il vino deve essere secco e bevibile, perché sarà la base del tuo vermut. Se usi vino dolce o ammuffito, il risultato finale sarà sgradevole. Un altro errore frequente è non filtrare bene le erbe, lasciando residui che intorpidiscono il liquido e danno un sapore sgradevole al palato. Infine, non accelerare i tempi: il vermut ha bisogno di almeno 7-10 giorni per sviluppare i sapori corretti.
I nostri consigli
- Conserva il vermut preparato in bottiglie di vetro scuro in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta. Dura fino a un anno se ben sigillato. Una volta aperto, consumalo entro tre mesi per mantenere intatte le proprietà aromatiche.
- Puoi regolare il grado di dolcezza aumentando o diminuendo la quantità di caramello e zucchero secondo i tuoi gusti personali. Se preferisci un vermut più secco, aggiungi meno sciroppo. Se lo desideri più dolce, aumenta leggermente lo zucchero.
- Servi il vermut ben ghiacciato in bicchieri da aperitivo, con una scorza di arancia o una fetta di limone fresco. Puoi anche aggiungere un getto di soda per renderlo più leggero e dissetante.
- Se non trovi l'alcol di grano, puoi sostituirlo con vodka neutra a 40 gradi aumentandone la dose a 200 ml per ottenere la giusta gradazione alcolica finale.
- Erbe alternative: se non trovi l'assenzio secco, puoi utilizzare verbena secca o artemisia. La genziana può essere sostituita con radice di ratania o cardamomo in chicchi.
Quando prepararla
Il vermut di Torino si prepara meglio in autunno e inverno, quando il tempo fresco mantiene stabile la temperatura durante l'infusione. È ideale prepararlo una decina di giorni prima di una festa o di una riunione fra amici, così da avere il tempo necessario per l'infusione. In primavera e estate, conservalo in frigorifero per evitare che il calore acceleri l'ossidazione.
Domande frequenti
- Posso usare vino rosso invece che bianco? No, il vino rosso cambierebbe completamente il colore e il profilo gustativo del vermut. La tradizione torinese richiede vino bianco secco come base.
- Quanto tempo deve riposare il vermut prima di servirlo? Dopo l'infusione di 10 giorni e la filtrazione, è già bevibile. Tuttavia, una settimana di riposo in bottiglia aiuta a stabilizzare i sapori e migliorare l'armonia generale.
- Posso prepararlo senza alcol aggiunto? No, l'alcol è necessario per estrarre i principi amari delle erbe e per preservare il prodotto. Senza alcol il risultato sarebbe una semplice tisana.
- Come faccio a sapere se il vermut è rovinato? Se presenta odore di aceto, muffe o colore verdognolo anomalo, scartalo. Un vermut corretto ha sempre un profumo fresco e aromatico.


