
| 600 g | filetti di branzino fresco |
| 50 ml | vermouth bianco secco |
| 200 ml | brodo vegetale tiepido |
| 1 | limone non trattato |
| 3 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| 1 spicchio | aglio |
| 4-5 foglie | salvia fresca |
| sale e pepe | quanto basta |
| 155 | kcal |
| 0 | g |
| 0 | Grassi |
| 0 | g di cui saturi |
| 3 | g Carboidrati |
| 2 | g di cui zuccheri |
| 0 | g Fibre |
| 0,01 | g Sale |
Il vermouth sa di erbe, spezie dimenticate, di radici e bucce di agrumi lasciate macerare nel tempo. Quando entra in una padella calda, il calore lo trasforma: l'alcol evapora in pochi secondi e lascia dietro di sé una complessità aromatica che una semplice salsa con vino bianco non avrebbe mai. È secco, non dolce, con quella nota lievemente amara che richiede rispetto. Si usa per deglaziare il pesce dopo la cottura, per sfumare un brodo di pesce o verdure, per dare corpo a una salsa che altrimenti resterebbe piatta.
Non versare il vermouth quando il pesce è ancora crudo o appena inizia la cottura. Il calore non basta a farlo evaporare bene e il sapore rimane troppo alcolico e aspro. Aspetta sempre che il pesce abbia già una superficie dorata e il calore sia stabile. Un altro errore comune è usare vermouth già aperto da mesi o conservato male: l'ossidazione lo rende piatto e amareggia il piatto finale. Tienilo in frigo dopo l'apertura e usalo entro 3-4 settimane.
Questa ricetta con vermouth è adatta tutto l'anno. Il pesce fresco si trova con facilità nei mesi primaverili e estivi quando il branzino è in stagione, ma funziona bene anche con altri pesci bianchi quali dentice o spigola. In autunno e inverno puoi usare vermouth per preparare brodi densi e salse per carni grigliate, cambiando completamente il carattere del piatto.