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Turriedda

Vincenza Bertolino· 6 gennaio 2018· 6 min di lettura ·Oristano
Turriedda dorate e croccanti servite su un piatto bianco, tagliate a metà per mostrare il ripieno di ragù e formaggio filante, con un contorno di pomodori freschi
Preparazione
45 min
Cottura
20 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gfarina bianca tipo 0
3uova intere
1 pizzicosale fino
200 gcarne macinata di vitello o misto
100 gformaggio caciocavallo o ragusano a dadini
2 cucchiaipassata di pomodoro
30 gcipolla tritata finemente
1 litroolio di arachide per friggere

Valori nutrizionali

280kcal
10g Proteine
18g Grassi
7g di cui saturi
22g Carboidrati
1g di cui zuccheri
0,8g Fibre
0,6g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Disponi la farina a fontana su un piano da lavoro. Rompi le uova al centro, aggiungi un pizzico di sale e inizia a mescolare con una forchetta, incorporando la farina gradualmente dai bordi. Quando diventa difficile impastare con la forchetta, raccogli con le mani e lavora per 8-10 minuti finché non diventa liscio e elastico. Se risulta troppo secco aggiungi 1-2 cucchiai di acqua tiepida. Copri con una ciotola e lascia riposare 20 minuti.
2
Preparare il ragù del ripieno
Scalda un cucchiaio di olio in un tegame a fuoco medio, aggiungi la cipolla tritata e fai rosolare per 2 minuti. Incorpora la carne macinata e cuoci finché non cambia colore, rompendola bene con un cucchiaio di legno, circa 5-6 minuti. Versa la passata di pomodoro, aggiungi un pizzico di sale e un macinato di pepe. Continua la cottura a fuoco basso per altri 8 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché il ragù non diventa ristretto e i sapori ben amalgamati. Spegni il fuoco e lascia intiepidire.
3
Assemblare la turriedda
Stendi l'impasto con le mani o con un mattarello fino a raggiungere uno spessore di circa 3 millimetri. Ritaglia 8-10 dischi di circa 10 centimetri di diametro usando un bicchiere o una tazza. Distribuisci su metà di ogni disco circa 1 cucchiaio di ragù tiepido, due-tre dadini di formaggio e poi piega l'impasto a mezzaluna, pressando i bordi con le dita per sigillare bene. Assicurati che non rimangano bolle d'aria.
4
Preparare l'olio per la frittura
Versa l'olio in una padella profonda o una friggitrice e riscaldalo fino a 175 °C circa. Un modo pratico per verificare la temperatura è immergere un bastoncino di legno secco: se circonda di piccolissime bolle significa che la temperatura è giusta. Non portare mai l'olio al fumo, altrimenti avrà un sapore amarognolo e brucia più facilmente.
5
Friggere le turriedde
Immergi le mezzalune nell'olio caldo poche per volta, senza stipare la padella. Cuoci per 3-4 minuti per lato, finché non diventano dorate e croccanti. Se dorature troppo velocemente significa che l'olio è troppo caldo; abbassa leggermente. Estrai con una schiumarola e posiziona su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Tieni le prime turriedde al caldo mentre finisci di friggere le restanti.
6
Servire
Disponi le «turriedde» ancora calde nel piatto, accompagnate eventualmente da salsa di pomodoro fredda o da un contorno di verdure fresche. Mangia subito mentre la crosta è ancora croccante.

Gusto

Il sapore è ricco e carnoso, con la nota salata del formaggio che bilancia la dolcezza gentile del ragù di carne. Il contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza umida del ripieno è quello che rende la «turriedda» memorabile. La pasta all'uovo assorbe bene i succhi della carne e del formaggio senza diventare gommosa. Tradizionalmente si serve calda durante i pasti festivi o come secondo piatto, e si abbina bene a un contorno leggero di insalata verde o di verdure grigliate.

Benessere

  • La carne macinata nel ragù apporta proteine complete di elevato valore biologico, oltre a ferro biodisponibile e vitamine del gruppo B.
  • Il formaggio aggiunge calcio, fosforo e proteine ulteriori, pur contribuendo al contenuto di grassi saturi; la combinazione con le uova nell'impasto fornisce colina, importante per il cervello.
  • Pur essendo un fritto, la «turriedda» sazia adeguatamente e il ripieno sostanzioso permette porzioni controllate; non è un piatto leggero ma se accompagnato da verdure crude bilancia il pasto.
  • La pasta all'uovo contiene luteina e zeaxantina, pigmenti protettivi per la vista, anche se presenti in quantità modeste.
  • Per un pasto equilibrato, servi la «turriedda» con abbondante insalata fresca, verdure grigliate o un minestrone leggero: le fibre vegetali facilitano la digestione del fritto.
  • Falso mito da sfatare: la frittura non è sempre nemica della salute se fatta correttamente. L'olio a temperatura giusta (170-180 °C) crea una crosta che sigilla l'ingrediente e limita l'assorbimento. La «turriedda» fritta bene non è più grassa di un pasticcio al forno; il problema è la frittura ripetuta con olio sporco o a temperatura bassa, che favorisce l'imbibizione. Chi ha difficoltà digestive importanti dovrebbe limitare le porzioni, non eliminarle.

L'errore da non fare

L'errore più comune è sottostimare il riposo dell'impasto: se lo salti, la pasta diventa difficile da stendere e le «turriedde» rimangono gommose dopo la frittura. Un secondo errore frequente è riempire troppo abbondantemente: il ripieno esce fuori durante la cottura e l'interno non cuoce uniformemente. Infine, non controllare la temperatura dell'olio porta a fritture oleose e indigeribili. Usa un termometro da cucina la prima volta se non sei sicuro.

I nostri consigli

  • Conserva le «turriedde» non cotte in frigorifero coperte per un massimo di 6 ore, oppure surgelale su un vassoio per un'ora e poi in freezer per 2-3 mesi. Friggile direttamente dal freezer aggiungendo 1-2 minuti di cottura.
  • Se preferisci una versione meno ricca, puoi ridurre la quantità di formaggio della metà e aggiungere al ragù anche 50 grammi di melanzana fritta e raffreddata: è una variante siciliana che rende il piatto più leggero.
  • L'olio usato per la frittura, se filtrato subito con un colino a maglie fini per eliminare le particelle bruciate, può essere conservato in bottiglia scura e riutilizzato una sola volta ancora per fritti simili; dopo va scartato.
  • Se ami i sapori più dolciastri, aggiungi al ragù 1 cucchiaino di uvetta ammollata in acqua tiepida insieme a qualche pinolo: è un'accortezza che ricorda le contaminazioni arabe-normanne della cucina siciliana.

Quando prepararla

La «turriedda» è perfetta durante l'autunno e l'inverno, quando il freddo esterno invita a piatti più sostanziosi. Si prepara tradizionalmente in occasione di feste familiari o cene più importanti. Non richiede ingredienti stagionali particolari, quindi puoi farla tutto l'anno, ma riscuote più successo nei mesi più freschi, quando un fritto caldo e generoso è ben accolto.

Domande frequenti

  • Posso usare un'altra verdura al posto del pomodoro nel ragù? Sì, alcuni cuochi aggiungono melanzana fritta o zucca cotta in piccole quantità per ammorbidire il ragù, ma il pomodoro rimane la base tradizionale che garantisce il miglior equilibrio di sapore.
  • Qual è la differenza tra turriedda e arancino? La «turriedda» è una frittella di pasta all'uovo ripiena, mentre l'«arancino» è una palla di riso ripiena. Hanno forme, impasti e origini diverse, anche se entrambi sono fritti siciliani celebri.
  • Devo friggerle subito dopo averle formate o posso aspettare? È meglio friggerle entro 30 minuti dalla formatura, quando l'impasto è ancora elastico. Se aspetti troppo, la pasta si asciuga e si spacca durante la frittura.
  • L'olio deve bollire quando immetto le turriedde? No, non deve bollire visibilmente. L'olio giusto ha una temperatura di 170-180 °C e produce un leggero soffio senza bolle vigorose. Se bolle forte l'olio è troppo caldo.
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