
| 600 g | trippa di bovino fresca, già pulita |
| 400 g | polpa di pomodoro pelato o passata |
| 1 cipolla media | tritata |
| 2 gambi | di sedano tritati |
| 3 cucchiai | di olio extravergine |
| 1 cucchiaio | di concentrato di pomodoro |
| 500 ml | brodo di carne o acqua tiepida |
| 1 pizzico | di peperoncino fresco o secco |
| Sale e pepe | quanto basta |
| 1 ramo | di rosmarino fresco |
| Prezzemolo fresco | per la finitura |
| 145 kcal | Energia |
| 16 g | Proteine |
| 8 g | Grassi |
| 3,2 g | di cui saturi |
| 4 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 0,9 g | Sale |
Ha il sapore ricco e speziato del ragù tradizionale marchigiano, con il pomodoro che domina e la trippa che assorbe tutti gli aromi durante la cottura lunga. La nota caratterizzante è il soffritto di cipolla e sedano, arricchito spesso da un pizzico di peperoncino fresco e da spezie come il rosmarino. Si serve molto calda, da mangiare con il cucchiaio, accompagnata sempre da pane buono per raccogliere il sugo rimasto nel piatto. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso secco della zona, leggermente tannico.
Non accelerare la cottura aumentando il fuoco: la trippa ha bisogno di calore gentile e prolungato per diventare morbida. Se la cuoci troppo in fretta a fuoco forte, rimarrà gommosa e il sugo si ridurrà troppo. Un altro errore comune è non asciugare bene la trippa prima di rosolarlo: l'acqua in eccesso ne rallenta l'indoratura e rende il piatto acquoso. Infine, non rinunciare al rosmarino o alle spezie tipiche pensando di semplificare: sono loro a creare il sapore caratteristico del piatto.
È un piatto da cucina popolare adatto tutto l'anno, ma trova il suo momento migliore in autunno e inverno quando il clima freddo e umido richiede piatti caldi e nutrienti. Nelle zone marchigiane è tradizionale in occasione di feste paesane e mercati dell'usato dove si vendono le frattaglie, e rimane una ricetta da mensa di quartiere, piuttosto che da ristorante elegante.