
| 2 tordi puliti | da caccia (circa 250 g l'uno) |
| 400 g | polpa di pomodoro fresca o conservata |
| 1 | cipolla gialla media |
| 2 carote medie | tagliate a dadetti |
| 200 ml | vino rosso secco |
| 3 spicchi | aglio |
| 2 rami | timo fresco |
| 1 | foglia d'alloro |
| 3 cucchiai | olio extravergine d'oliva |
| sale e pepe nero macinato fresco | quanto basta |
| 145 kcal | Energia |
| 20,5 g | Proteine |
| 6,8 g | Grassi |
| 2,2 g | di cui saturi |
| 3,2 g | Carboidrati |
| 1,8 g | di cui zuccheri |
| 0,6 g | Fibre |
| 0,9 g | Sale |
Il tordo ha un sapore deciso, leggermente selvatico ma non aggressivo: la carne è delicata sotto il dente, il sugo è concentrato e leggermente acido dal pomodoro, equilibrato dal vino rosso che ha perso l'alcol e donato corpo. L'aroma che sale è di timo, aglio e pomodoro cotto lentamente. Si serve intero nel piatto, con il cucchiaio per aiutarsi, e si accompagna bene con un rosso giovane della zona, da bere a temperatura ambiente.
Non cuocere i tordi a fiamma alta e veloce. Una cottura violenta li rende duri e asciutti: la carne di selvaggina è delicata e ha bisogno di caldo dolce e prolungato per sciogliersi. Se il fuoco è troppo forte anche il pomodoro acidula il sugo senza addolcirsi. Controlla spesso che sobolla appena e abbassa il fuoco se senti il liquido bollire forte.
Il tordo in umido è un piatto di autunno e inverno, quando la cacciagione è di stagione e il freddo chiede piatti caldi e sostanziosi. Ideale da servire nelle cene di novembre e dicembre, quando si torna dalla campagna o dai boschi. In primavera diventa raro trovar buoni tordi freschi dal mercato.