Ingredienti
| 300 g | Toma di Asti di tre mesi di stagionatura |
| 200 g | Pane di segale, tostato a fette sottili |
| 100 g | Noci sgusciate crude |
| 60 ml | Miele d'acacia |
| 1 mazzo | Rucola selvatica fresca |
| Quanto basta | Sale marino fino |
| Quanto basta | Pepe nero macinato |
Valori nutrizionali
| 385 kcal | Energia |
| 25 g | Proteine |
| 30 g | Grassi |
| 19 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 1,8 g | Sale |
Come si prepara
1
Estrarre dal frigo
Togli la Toma di Asti dal frigorifero almeno venti minuti prima di servirla. Il formaggio a temperatura ambiente rilascia meglio aromi e sapori.
2
Pulire la crosta
Con un coltello pulito, gratta leggermente la crosta della Toma per eliminare eventuali residui di muffa superficiale grigia, che è naturale ma estetica.
3
Tagliare il formaggio
Affetta la Toma con un coltello da formaggio affilato, facendo movimenti decisi e puliti, ottenendo fette di circa mezzo centimetro. Disponi le fette su un tagliere di legno naturale.
4
Preparare il pane
Tosta le fette di pane di segale in forno a 180 gradi per tre minuti, finché non diventano croccanti ai bordi ma ancora leggermente morbide al centro.
5
Assemblare il tagliere
Disponi le fette di Toma intorno al tagliere, le fette di pane tostato su un lato, le noci crude sgranocchiate al centro, la rucola fresca accanto. In una piccola ciotola di ceramica, versa il miele.
6
Condire
Distribuisci una grattugia leggera di pepe nero fresco sulle fette di Toma. Lascia il sale marino nella ciotola: ognuno lo aggiungerà secondo il gusto.
7
Servire
Accompagna il tagliere con un vino bianco fresco come il Moscato d'Asti o un Gavi piemontese, servito a otto-dieci gradi.
Gusto
La Toma di Asti ha un sapore dolce e delicato, con note lattiche pulite e una leggerissima acidità che non aggredisce il palato. L'aroma è tenue e profumato, ricorda il pascolo e il fieno, senza essere penetrante. Si serve a temperatura ambiente, ricavata dal frigo almeno venti minuti prima, e regala il meglio di sé in compagnia di pane di segale tostato, miele d'acacia o un vino piemontese fresco come un Moscato d'Asti. È ideale anche grattugiato su minestre d'orzo o su polenta calda, dove la sua dolcezza ammorbidisce sapori più robusti.
Benessere
- Fornisce circa 25 grammi di proteine per 100 grammi: costruisce e mantiene la massa muscolare, utile in ogni fase della vita.
- Ricco di calcio (circa 700 milligrammi per 100 grammi) e fosforo: essenziali per ossa e denti, soprattutto nelle donne in menopausa e negli anziani.
- Formaggio a pasta semidura significa maggiore digeribilità rispetto ai formaggi a pasta dura: le proteine sono parzialmente pre-frammentate dalla stagionatura, che dura circa tre mesi.
- Contiene vitamina A e vitamine del gruppo B, in particolare B12: importanti per la visione e il metabolismo energetico.
- Abbinalo con verdure crude o con un'insalata mista a foglia larga per un pasto equilibrato, dove le fibre della verdura facilitano la digestione del formaggio.
- Falso mito da sfatare: non è vero che il formaggio piemontese sia indigesto per tutti. La digeribilità dipende dalla quantità consumata (una porzione corretta è 50 grammi, non 150) e dal fatto che sia assunto dopo un pasto principale, non da solo. Chi ha sensibilità al lattosio deve escluderlo, ma la maggior parte delle persone lo tollera bene, soprattutto a pasta semidura.
L'errore da non fare
Non portare il formaggio in tavola direttamente dal frigorifero. Quando è freddo, i grassi rimangono densi e la Toma risulta sgradevole, quasi gommosa, e il sapore dolce non emerge. Attendere il tempo necessario affinché raggiunga la temperatura ambiente è la differenza tra un tagliere ordinario e uno dove il formaggio parla davvero del suo territorio. Allo stesso modo, non usare un coltello bagnato o unto: il formaggio si spezzatura male e perde la sua nitidezza visiva.
I nostri consigli
- Conserva la Toma di Asti nel cassetto inferiore del frigorifero, avvolta in carta da formaggio o in una scatola ermetica, per massimo dieci giorni dopo l'apertura. Se acquistata intera, dura tre settimane.
- Se desideri usarla grattugiata su piatti caldi, scegli formaggio di sei mesi o più: sarà più granulosa e si disgregherà meglio sul caldo di una minestra o di una polenta.
- Abbinala anche a conserve di frutta acida come marmellata di lamponi o di fragole selvatiche, che contrastano bene la dolcezza del formaggio.
- Non scartare la crosta grigia: è commestibile, anche se molti la preferiscono eliminate. Se mantenuta, aggiunge carattere e consente di degustare il formaggio nelle sue diverse note.
Quando prepararla
La Toma di Asti è disponibile tutto l'anno nei negozi di formaggi di qualità e nei mercati locali piemontesi. È ideale in autunno e inverno, quando si cerca un sapore avvolgente ma non pesante per chi inizia a cucinare piatti più robusti. A primavera e estate, un tagliere con Toma fresca accompagna bene le cene all'aperto su terrazze, senza appesantire nei mesi caldi.
Domande frequenti
- Posso usare la Toma di Asti per la fonduta? Sì, ma non è l'ideale. I formaggi migliori per la fonduta piemontese sono la Fontina e il Toma Piemontese di pasta più morbida. La Toma di Asti rimane un po' filante e meno cremosa.
- Quanto formaggio devo consumare a porzione? Una porzione corretta è cinquanta grammi, il che corrisponde a una fetta di spessore medio. Non è un limite rigido, ma una guida per mantenere il pasto equilibrato senza eccedere di calorie e grassi saturi.
- La Toma di Asti contiene lattosio? Sì, ma in quantità ridotta rispetto al latte fresco, poiché i batteri lattici della stagionatura lo consumano. Chi ha sensibilità al lattosio dovrebbe comunque limitare le porzioni o escluderla.
- Come riconosco una Toma di Asti genuina? Deve riportare il nome in etichetta con chiarezza. Verifica che sia prodotta in Piemonte e stagionata almeno novanta giorni. La pasta deve essere compatta, non molliccia, e il colore giallo omogeneo.