Toma di Asti

Ingredienti
| 300 g | Toma di Asti di tre mesi di stagionatura |
| 200 g | Pane di segale, tostato a fette sottili |
| 100 g | Noci sgusciate crude |
| 60 ml | Miele d'acacia |
| 1 mazzo | Rucola selvatica fresca |
| Quanto basta | Sale marino fino |
| Quanto basta | Pepe nero macinato |
Valori nutrizionali
| 385 kcal | Energia |
| 25 g | Proteine |
| 30 g | Grassi |
| 19 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 1,8 g | Sale |
Gusto
La Toma di Asti ha un sapore dolce e delicato, con note lattiche pulite e una leggerissima acidità che non aggredisce il palato. L'aroma è tenue e profumato, ricorda il pascolo e il fieno, senza essere penetrante. Si serve a temperatura ambiente, ricavata dal frigo almeno venti minuti prima, e regala il meglio di sé in compagnia di pane di segale tostato, miele d'acacia o un vino piemontese fresco come un Moscato d'Asti. È ideale anche grattugiato su minestre d'orzo o su polenta calda, dove la sua dolcezza ammorbidisce sapori più robusti.
Benessere
- Fornisce circa 25 grammi di proteine per 100 grammi: costruisce e mantiene la massa muscolare, utile in ogni fase della vita.
- Ricco di calcio (circa 700 milligrammi per 100 grammi) e fosforo: essenziali per ossa e denti, soprattutto nelle donne in menopausa e negli anziani.
- Formaggio a pasta semidura significa maggiore digeribilità rispetto ai formaggi a pasta dura: le proteine sono parzialmente pre-frammentate dalla stagionatura, che dura circa tre mesi.
- Contiene vitamina A e vitamine del gruppo B, in particolare B12: importanti per la visione e il metabolismo energetico.
- Abbinalo con verdure crude o con un'insalata mista a foglia larga per un pasto equilibrato, dove le fibre della verdura facilitano la digestione del formaggio.
- Falso mito da sfatare: non è vero che il formaggio piemontese sia indigesto per tutti. La digeribilità dipende dalla quantità consumata (una porzione corretta è 50 grammi, non 150) e dal fatto che sia assunto dopo un pasto principale, non da solo. Chi ha sensibilità al lattosio deve escluderlo, ma la maggior parte delle persone lo tollera bene, soprattutto a pasta semidura.
L'errore da non fare
Non portare il formaggio in tavola direttamente dal frigorifero. Quando è freddo, i grassi rimangono densi e la Toma risulta sgradevole, quasi gommosa, e il sapore dolce non emerge. Attendere il tempo necessario affinché raggiunga la temperatura ambiente è la differenza tra un tagliere ordinario e uno dove il formaggio parla davvero del suo territorio. Allo stesso modo, non usare un coltello bagnato o unto: il formaggio si spezzatura male e perde la sua nitidezza visiva.
I nostri consigli
- Conserva la Toma di Asti nel cassetto inferiore del frigorifero, avvolta in carta da formaggio o in una scatola ermetica, per massimo dieci giorni dopo l'apertura. Se acquistata intera, dura tre settimane.
- Se desideri usarla grattugiata su piatti caldi, scegli formaggio di sei mesi o più: sarà più granulosa e si disgregherà meglio sul caldo di una minestra o di una polenta.
- Abbinala anche a conserve di frutta acida come marmellata di lamponi o di fragole selvatiche, che contrastano bene la dolcezza del formaggio.
- Non scartare la crosta grigia: è commestibile, anche se molti la preferiscono eliminate. Se mantenuta, aggiunge carattere e consente di degustare il formaggio nelle sue diverse note.
Quando prepararla
La Toma di Asti è disponibile tutto l'anno nei negozi di formaggi di qualità e nei mercati locali piemontesi. È ideale in autunno e inverno, quando si cerca un sapore avvolgente ma non pesante per chi inizia a cucinare piatti più robusti. A primavera e estate, un tagliere con Toma fresca accompagna bene le cene all'aperto su terrazze, senza appesantire nei mesi caldi.
Domande frequenti
- Posso usare la Toma di Asti per la fonduta? Sì, ma non è l'ideale. I formaggi migliori per la fonduta piemontese sono la Fontina e il Toma Piemontese di pasta più morbida. La Toma di Asti rimane un po' filante e meno cremosa.
- Quanto formaggio devo consumare a porzione? Una porzione corretta è cinquanta grammi, il che corrisponde a una fetta di spessore medio. Non è un limite rigido, ma una guida per mantenere il pasto equilibrato senza eccedere di calorie e grassi saturi.
- La Toma di Asti contiene lattosio? Sì, ma in quantità ridotta rispetto al latte fresco, poiché i batteri lattici della stagionatura lo consumano. Chi ha sensibilità al lattosio dovrebbe comunque limitare le porzioni o escluderla.
- Come riconosco una Toma di Asti genuina? Deve riportare il nome in etichetta con chiarezza. Verifica che sia prodotta in Piemonte e stagionata almeno novanta giorni. La pasta deve essere compatta, non molliccia, e il colore giallo omogeneo.


