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Tinca ripiena alla novarese

Vincenza Bertolino· 12 febbraio 2015· 6 min di lettura ·Novara
Tinca intera ripiena cotta al forno, dorata in superficie, presentata nel piatto con contorno di verdure grigliate e limone fresco, vapore appena visibile dalla cottura
Preparazione
25 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

1 kgTinca intera pulita
150 gPane bianco senza crosta
100 mlLatte intero
80 gParmigiano Reggiano grattugiato
1Uovo intero
20 gBurro
2 cucchiaiOlio extravergine di oliva
1 ramettoRosmarino fresco
3 foglieSalvia fresca
1 spicchioAglio
150 mlVino bianco secco
Sale e pepeq.b.

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
17 gProteine
7,5 gGrassi
2 gdi cui saturi
3,5 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0,3 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Preparare il ripieno
Affetta il pane bianco a fette spesse e immergile nel latte per 5 minuti fino a farle ammorbidire completamente. Strizzale con delicatezza per eliminare l'eccesso di liquido, poi sbriciola il pane in una ciotola. Aggiungi il parmigiano grattugiato, l'uovo intero, un pizzico di sale e pepe. Mescola bene finché il composto diventa omogeneo e compatto.
2
Farcire il pesce
Prendi la tinca e puliscila bene eliminando le interiora se non l'ha già fatto il pescivendolo. Risciacquala sotto acqua fredda e asciugala con carta assorbente. Con un cucchiaio, riempi il ventre del pesce del ripieno preparato, distribuendolo in modo uniforme. Non pressare eccessivamente: il ripieno deve aderire bene ma rimanere morbido. Se necessario, ferma l'apertura con uno stuzzicadenti o due.
3
Preparare la teglia
Rivestisci una teglia da forno rettangolare con carta forno. Distribuisci un cucchiaio d'olio extravergine sul fondo della teglia. Posiziona la tinca ripiena al centro con il ventre verso l'alto. Distribuisci intorno il rosmarino spezzettato e le foglie di salvia. Tritato l'aglio finemente e cospargilo attorno al pesce insieme a un secondo cucchiaio di olio.
4
Condire e infornare
Versasale e pepe leggermente sulla tinca. Distribuisci il burro in piccoli pezzetti sopra il pesce. Versa il vino bianco secco intorno al pesce nella teglia, non sopra il pesce stesso. Scalda il forno a 200 gradi e inforna la teglia per 35-40 minuti. Quando la pelle del pesce risulta dorata e la carne si scolla facilmente dalla spina, il piatto è pronto.
5
Controllare la cottura
A metà cottura, bagnaspatola il pesce con il sugo presente nella teglia per mantenerlo umido. La carne della tinca, una volta cotta, deve risultare opaca e bianca, mai traslucida. Se la pelle tende a scurirsi eccessivamente prima del tempo, riduci la temperatura a 180 gradi.
6
Servire il piatto
Estrai la teglia dal forno e lascia riposare il pesce per 2-3 minuti. Trasferiscilo delicatamente nel piatto di portata usando due spatole, evitando di romperlo. Versa il sugo di cottura raccolto nella teglia direttamente sul pesce. Accompagna con contorni a scelta: verdure grigliate, insalata cruda o patate al forno.

Gusto

Il pesce ha un sapore delicato, leggermente terroso, tipico della tinca d'acqua dolce. Il ripieno è sostanzioso e saporito grazie al pane ammollato, il formaggio grattugiato che crea una leggera croccantezza interna, le erbe aromatiche che profumano di rosmarino e salvia. Si serve caldo, direttamente dal forno, con il suo sugo di cottura versato sopra. L'abbinamento tradizionale è con un vino bianco secco piemontese, fresco e leggermente acido che contrasta con la ricchezza del piatto.

Benessere

L'errore da non fare

Non riempire il pesce con troppo ripieno: una tinca stuffata eccessivamente rischia di spaccarsi durante la cottura e il ripieno fuoriesce nella teglia. Inoltre, non aggiungere il vino versandolo sopra il pesce bensì intorno a esso nella teglia: il vino che scende direttamente sulla carne la rende asciutta e perde il suo sapore delicato. Infine, non cuocere la tinca a temperatura troppo alta: il pesce d'acqua dolce ha carni fragili che si sfaldano facilmente, 200 gradi è il massimo tollerato.

I nostri consigli

Quando prepararla

La tinca ripiena alla novarese si prepara preferibilmente in autunno e inverno, quando la tinca è di migliore qualità e il pesce d'acqua dolce raggiunge la massima consistenza. È un piatto tipico dei giorni festivi in famiglia o dei pranzi domenicali, quando si ha tempo per una preparazione attenta e la casa rimane riscaldata dal forno. Non è consigliata in estate perché il calore della cottura rende sgradevole la temperatura della cucina.

Domande frequenti

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