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Tigellas

Vincenza Bertolino· 7 aprile 2017· 6 min di lettura ·Sassari
Tigellas dorate e croccanti disposte su un piatto bianco, cosparse di zucchero semolato, con contorni morbidi e dorati, accanto a un bicchiere di latte
Preparazione
15 min
Cottura
12 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

250 gfarina di semola di grano duro
2 uovadi calibro medio
120 mllatte intero tiepido
40 gzucchero bianco
1 bustinavaniglia in polvere (o scorza di limone grattugiata)
5 gsale fino
q.b.olio di arachide per friggere (circa 500 ml)
80 gzucchero semolato per la copertura

Valori nutrizionali

280kcal
5g Proteine
12g Grassi
3g di cui saturi
38g Carboidrati
14g di cui zuccheri
1,2g Fibre
0,3g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Versa la farina di semola in una ciotola grande. In un'altra ciotola sbatti le uova con lo zucchero per 3 minuti finché il composto non diventa chiaro e spumoso. Aggiungi la vaniglia e il sale, poi unisci il latte. Versa il composto liquido sulla farina e mescola bene con una frusta per 2 minuti fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo, senza grumi.
2
Riposare l'impasto
Copri la ciotola con un canovaccio pulito e lascia riposare l'impasto a temperatura ambiente per 10 minuti. Durante questo tempo gli amidi iniziano ad assorbire il liquido e l'impasto diventa più gestibile.
3
Scaldare l'olio
Versa l'olio di arachide in una pentola dal fondo spesso o una friggitrice fino a un'altezza di circa 8 cm. Riscaldalo a 175 gradi Celsius. Se non hai un termometro da cucina, controlla la temperatura immergendo un bastoncino di legno: deve formarsi una corona di piccole bollicine intorno al bastoncino nel giro di 3 secondi.
4
Formare le tigellas
Con due cucchiai bagnati di acqua fredda, prendi una porzione di impasto grande circa quanto una noce e depositala nell'olio caldo. Se preferisci puoi usare due cucchiai: uno per prelevare l'impasto e l'altro per farlo scivolare delicatamente nell'olio. Friggine 4-5 pezzi per volta senza affollare la pentola, che si cuocherebbero male.
5
Friggere e girare
Lascia friggere le tigellas per 3 minuti finché non diventano dorate sul fondo, poi girale delicatamente con una schiumarola e friggile per altri 2-3 minuti dall'altro lato. Devono raggiungere un colore giallo-oro uniforme e croccante in superficie.
6
Scolare e zuccherar
Preleva le tigellas con la schiumarola e mettile su carta assorbente per 30 secondi. Mentre sono ancora calde, trasferiscile su un piatto e cospargiole subito di zucchero semolato da tutti i lati, in modo che aderisca alla superficie umida.
7
Servire
Disponi le tigellas ancora tiepide nel piatto di portata e servile subito, accompagnate da un bicchiere di latte freddo o tiepido. Non aspettare che si raffreddino completamente, perché perdono la loro caratteristica croccantezza in superficie.

Gusto

Le «tigellas» hanno un sapore dolce ma non eccessivo, con una nota caratteristica di vaniglia o limone che emerge dal composto di base. La consistenza è quella di una frittella leggera, croccante in superficie e umida dentro, quasi come un donut tradizionale ma meno grasso. Si mangiano meglio ancora tiepide, subito dopo la frittura, abbinate al latte freddo per contrasto o al caffè. Nella tradizione sarda si servono soprattutto a colazione o per merenda, accompagnate semplicemente a una bevanda calda o fredda.

Benessere

  • Le uova forniscono proteine complete e colina, essenziale per il benessere cognitivo e il tono muscolare, con un apporto proteico di circa 13 g per 100 g di uovo.
  • Il latte (se presente nell'impasto) apporta calcio e fosforo, minerali fondamentali per le ossa. Una frittura occasionale non compromette l'assorbimento se il resto della dieta è equilibrato.
  • La farina di semola, se integrale, contiene fibre che favoriscono la regolarità intestinale, anche se in quantità modest. Nel complesso resta un piatto moderatamente saziante, indicato per colazione abbondante.
  • Il processo di frittura in olio caldo aumenta la densità calorica, ma per porzioni controllate (3-4 tigellas) il contributo energetico non è problematico se consumate occasionalmente.
  • Abbinale sempre a una bevanda, preferibilmente latte o acqua, e considera una colazione completa aggiungendo un frutto o una manciata di frutti di bosco freschi per bilanciare zuccheri semplici con vitamine e fibre.
  • Falso mito da sfatare: le frittelle dolci non sono "peggiori" del dolcetto industriale confezionato se preparate con ingredienti genuini e senza additivi. Una tigella fatta in casa contiene meno zuccheri aggiunti e conservanti di molti snack confezionati. Mantenere le porzioni moderate e la frequenza occasionale è l'elemento chiave, non l'eliminazione assoluta.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non aspettare che l'olio raggiunga la giusta temperatura prima di immergere l'impasto. Se l'olio non è abbastanza caldo, le tigellas assorbono il grasso e diventano oleose e pesanti, invece di croccanti. Un altro sbaglio è girare troppo spesso le frittelle durante la cottura: disturbandole continuamente non si forma una crosta dorata uniforme e si rompono facilmente. Infine, cosprivi di zucchero quando sono completamente fredde: lo zucchero non aderisce più e si stacca facilmente nel piatto.

I nostri consigli

  • Conserva le tigellas in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per un giorno. Passato questo tempo perdono la croccantezza e diventano gommose. Non riporle in frigorifero, che accelera l'indurimento. Per ricetta intera, prepara una dose e consuma nel giro di poche ore per il miglior risultato.
  • Se vuoi una variante salata, ometti lo zucchero nell'impasto, aggiungi un pizzico di pepe nero e una grattugia di formaggio pecorino, e servi senza zucchero finale: perfette come stuzzichino con un aperitivo.
  • L'impasto può riposare anche 30 minuti in più se preferisci: diventa ancora più sviluppato. Se lo prepari la sera, copri bene la ciotola e lascialo in frigorifero: usalo il giorno dopo a temperatura ambiente.
  • Usa uno spolverizzatore per lo zucchero se ne hai uno: consente una distribuzione più uniforme e riduce gli sprechi.

Quando prepararla

Le «tigellas» sono perfette tutto l'anno come colazione o merenda, ma sono particolarmente apprezzate nei mesi freddi quando si desidera qualcosa di caldo e avvolgente al mattino. In Sardegna si preparano spesso durante le festività e le riunioni familiari. Non hanno stagionalità culinaria poiché gli ingredienti sono disponibili tutto l'anno, ma il freddo invernale rende il contrasto con una bevanda calda particolarmente gradevole.

Domande frequenti

  • Posso usare farina di tipo 0 o 00 al posto della semola? Sì, ma il risultato cambia leggermente: l'impasto diventa più morbido e le tigellas risulteranno leggermente meno croccanti. La semola dura è la scelta migliore perché mantiene meglio la struttura.
  • Come faccio se non ho la vaniglia? Puoi omettere la vaniglia e aggiungere la scorza grattugiata di mezzo limone, che dona un aroma gradevole e una leggerezza ulteriore. Altrimenti preparale nature: il sapore della farina rimane comunque delizioso.
  • Qual è la temperatura giusta dell'olio? 175 gradi Celsius è la temperature ideale. Se è più fredda le tigellas assorbono olio, se è troppo calda la superficie brucia mentre l'interno resta crudo.
  • Che tipo di latte devo usare? Va bene il latte intero parzialmente scremato, ma preferibilmente non skyr o latte vegetale che alterano il sapore e la consistenza dell'impasto. Scaldalo un poco prima di aggiungerlo: rende l'impasto più omogeneo.
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