
| 320 g | risotto carnaroli o vialone nano |
| 1 l | brodo vegetale caldo |
| 100 g | burro freddo a pezzi |
| 80 g | parmigiano reggiano grattugiato |
| 1 cipolla media | tritata fine |
| 150 g | vino bianco secco |
| 20 g | tartufo bianco fresco |
| sale e pepe | quanto basta |
L'errore più diffuso è cuocere il tartufo. Molti lo aggiungono al risotto mentre è ancora in pentola, credendo che si amalgami meglio. Invece il calore prolungato dissolve i suoi oli essenziali e lo trasforma in un profumo piatto, quasi fastidioso. Il tartufo bianco entra sempre negli ultimi secondi, quando il piatto è già servito. Un altro sbaglio è affettarlo troppo spesso: una fetta di 1-2 millimetri è più che sufficiente e rende il tartufo sufficiente per più piatti.
La stagione giusta è novembre e dicembre, quando i tartufi bianchi raggiungono la massima profumazione. È il periodo in cui trovare il prodotto fresco di raccolta è più facile e i prezzi, pur alti, sono un po' meno proibitivi. Durante l'autunno e l'inizio dell'inverno le temperature fresche mantengono il tartufo in ottime condizioni fino alla cucina.