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Taralli all'anice

Vincenza Bertolino· 31 agosto 2023· 5 min di lettura ·Imperia
Taralli all'anice dorati a forma di anello, disposti su un piatto bianco. Superficie croccante e screpolata, colore giallo-beige uniforme, semi d'anice visibili sulla superficie leggermente lucida.
Preparazione
20 min
Cottura
25 min
Difficoltà
facile
Porzioni
30 taralli circa
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

400 gFarina di grano tenero tipo 0
120 mlOlio extravergine di oliva
100 mlVino bianco secco
15 gSemi d'anice
8 gSale fino
3 gLievito di birra secco
acqua tiepidaper regolare l'impasto

Valori nutrizionali

410 kcalEnergia
9 gProteine
18 gGrassi
2,5 gdi cui saturi
55 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
2 gFibre
1,2 gSale
Come si prepara
1
Tostare l'anice
Versa i semi d'anice in una padella asciutta a fuoco medio-basso e tostagli per 2-3 minuti, mescolando. Appena profumano, trasferiscili in un piattino per farli raffreddare. L'anice tostato rilascia più aromi e non rimane crudo nell'impasto.
2
Preparare l'impasto
In una ciotola grande versa la farina e crea una fontanella al centro. Aggiungi il lievito sbriciolato, il sale, l'olio e il vino bianco. Inizia a mescolare con una forchetta, poi con le mani, finché non si forma un impasto irregolare. Se è troppo secco, aggiungi un cucchiaio d'acqua tiepida alla volta. Il tempo è di circa 5 minuti.
3
Aggiungere l'anice e impastare
Versa i semi d'anice tostati nell'impasto e continua a impastare con le mani per altri 3-4 minuti, finché l'anice è distribuito uniformemente e l'impasto è compatto, non appiccicaticcio. Deve formare una palla morbida ma gestibile.
4
Primo riposo
Copri l'impasto con un canovaccio pulito e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. L'impasto si rilassa leggermente e il lievito inizia il suo lavoro.
5
Formare i taralli
Prendi piccole porzioni d'impasto (circa 10-12 grammi ciascuna) e, con le mani leggermente umide, rotolale su un piano per formare cordoncini lunghi 12-15 centimetri. Unisci le due estremità per creare un anello, pressando delicatamente. Disponi i taralli su una teglia coperta di carta forno, lasciando circa 2 centimetri tra uno e l'altro. Tempo totale: 10-12 minuti.
6
Secondo riposo
Copri i taralli con un canovaccio e lasciali lievitare a temperatura ambiente per 40 minuti. Aumenteranno leggermente di volume e diventeranno meno densi.
7
Cottura in forno
Scalda il forno a 200°C statico. Cuoci i taralli per 20-25 minuti, finché non diventano dorati e la superficie è lievemente screpolata. Non devono colorarsi troppo: se il forno cucina veloce, riduci a 190°C. Lasciali raffreddare sulla teglia per 5 minuti, poi trasferiscili su una gratella.

Gusto

Il sapore è intensamente aromatico per merito dei semi d'anice, delicatamente dolciastro e leggermente speziato. La croccantezza è il punto forte: ogni morso produce una frattura netta e soddisfacente. Si servono come snack, accompagnati a un vino bianco fresco o a un caffè. Tradizionalmente vanno benissimo anche come merenda pomeridiana, da soli o con formaggio duro.

Benessere

  • La farina di frumento contiene carboidrati complessi che forniscono energia duratura, con un apporto proteico medio di circa 10 grammi per 100 grammi di farina.
  • L'olio extravergine di oliva apporta grassi monoinsaturi e polifenoli, oltre a vitamina E con proprietà antiossidanti.
  • I semi d'anice contengono minerali come calcio e ferro, e componenti volatili come l'anetolo che facilita la digestione.
  • La bassa quantità di zuccheri naturali rende i taralli un'opzione leggera, poco saziante ma adatta a spezzare la fame senza appesantire.
  • Abbinali a una porzione di frutta fresca o a uno yogurt naturale per un pasto più equilibrato dal punto di vista nutrizionale.
  • Falso mito da sfatare: spesso si dice che i taralli siano vietati a chi segue diete ristrette perché contengono olio. In realtà, l'olio di oliva presente è di qualità e in quantità controllata, i taralli sono a basso contenuto di sale se preparati in casa, e una porzione moderata (30-40 grammi) rientra facilmente in un piano alimentare consapevole. Non vanno evitati, ma consumati con misura.

L'errore da non fare

L'errore più comune è saltare il tostaggio dei semi d'anice. Senza questa fase, l'anice rimane crudo nel biscotto e il sapore è piatto e legnoso. Un altro errore frequente è impastare troppo dopo aver aggiunto il vino: un impasto strapazzato produce taralli gommosi invece che croccanti. Infine, molti cuociono a temperatura troppo bassa, ottenendo biscotti molli: la cottura veloce a 200°C è quello che serve.

I nostri consigli

  • Conserva i taralli in un barattolo di vetro con coperchio ermetico a temperatura ambiente per 7-8 giorni. Se perdono croccantezza, mettili in forno a 160°C per 5-10 minuti.
  • Se preferisci un sapore più delicato, riduci i semi d'anice a 10 grammi. Per un aroma più intenso, aggiungine fino a 20 grammi.
  • Puoi sostituire il vino bianco con acqua tiepida, anche se il vino dona una punta di sapore più interessante e aiuta la conservazione.
  • Una variante tradizionale prevede un pizzico di pepe nero macinato al momento, aggiunto insieme all'anice: dona un leggero pizzico speziato.

Quando prepararla

I taralli all'anice si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzati durante le feste invernali come accompagnamento al caffè o al vino. In primavera e autunno, quando le temperature sono miti, la lievitazione procede in tempi regolari. Durante l'estate, il riposo può accorciarsi di 10-15 minuti perché il caldo accelera il lievito.

Domande frequenti

  • Posso congelarli? Sì, conservali in freezer in un contenitore ermetico per fino a 2 mesi. Scongela a temperatura ambiente per 1-2 ore.
  • Perché i miei taralli sono venuti piatti? Probabilmente l'impasto era troppo secco o non ha riposato abbastanza nella seconda lievitazione. Aggiungi più acqua tiepida se necessario e lascia riposare almeno 40 minuti.
  • Si possono fare senza lievito? Sì, ma i taralli saranno più compatti e meno fragili. Togli i 3 grammi di lievito e procedi normalmente: il risultato è comunque buono, solo più masticabile.
  • L'impasto puzza di lievito: è normale? Completamente normale. Il profumo di lievito fresco è segno che il processo è avviato. Scompare durante la cottura.
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