Home · Piemonte · torte salate

Tajarin d'la Nonna

Vincenza Bertolino· 21 luglio 2020· 6 min di lettura ·Torino
Tajarin nel piatto, filo di pasta sottile ondulato color biondo paglierino, cosparsi di burro sciolto, formaggio grattugiato e pepe nero appena macinato
Preparazione
40 min
Cottura
3 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gFarina di tipo 0
5 uova intereUova fresche
1 pizzicoSale fino
80 gBurro fresco
60 gParmigiano reggiano grattugiato
1 litroBrodo di carne (o di verdura) tiepido
q.b.Pepe nero appena macinato

Valori nutrizionali

280 kcalEnergia
13 gProteine
12 gGrassi
5 gdi cui saturi
28 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
1 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Impasto veloce
Versate la farina sulla spianatoia, fate un fontana al centro. Rompete le uova dentro e battete con una forchetta per romperle completamente. Iniziate a incorporare la farina dall'interno con le dita, facendo cadere piano la farina dalla parete. Impastate per 5 minuti finché l'impasto non diventa liscio e compatto. Deve essere più morbido di una pasta all'uovo normale, quasi elastico. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare 20 minuti a temperatura ambiente.
2
Stesura e taglio
Dividete l'impasto in due dischi. Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete il primo disco con il mattarello fino a ottenere uno strato sottilissimo, quasi trasparente, di circa 1 millimetro. Non deve essere sfoglia per ravioli, deve essere ancora più sottile. Una volta steso, lasciate asciugare per 2 minuti appena, solo finché non appiccica più.
3
I tagliuzzi
Prendete un coltello a lama lunga e piatta. Iniziate da un'estremità della sfoglia e tagliate strisce larghe circa 3-4 millimetri, guidando il coltello con un movimento fluido e deciso. Le strisce non devono essere dritte e perfette: devono avere quel leggero ondeggiamento naturale. La nonna non tagliava con il rotolo smerlato, ma con il coltello a mano libera. Lavorate veloce prima che la pasta si secchi troppo.
4
Bollitura in brodo
Portate il brodo a ebollizione in una pentola ampia. Salate leggermente il brodo. Versate i tajarin dentro e mescolate dolcemente per evitare che si attacchino. Cuocete per 2-3 minuti soltanto: la pasta deve galleggiare e restare tenera, non gommosa. Assaggiate: una volta al dente tenue, spegnete il fuoco.
5
Mantecatura
Versate i tajarin con tutto il brodo in una zuppiera larga. Tagliate il burro freddo a pezzi e aggiungetelo nella pasta calda. Mescolate delicatamente per un minuto finché il burro non si fonde e avvolge la pasta in modo cremoso. Cospargete il parmigiano grattugiato e mescolate ancora brevemente.
6
Servizio
Portate subito in tavola con il brodo ancora caldo. Ogni commensale riceve una porzione nel piatto fondo con il brodo. Aggiungete un'altra macinata di pepe nero e un ultimo fiocco di burro se desiderate. Mangiate immediatamente, perché i tajarin in brodo si ammorbidiscono se rimangono a riposo.

Gusto

Il gusto è dolce e neutro, proprio della farina bianca legata dalle uova crude che si cuociono nel brodo. Ricordano l'aroma del burro caldo e del formaggio grattugiato, senza altro. Se serviti col ragù, assorbono il sugo senza perdersi: rimangono consistenti e sottili, non gommosi. La tradizione li vuole con burro e formaggio, o in brodo di carne, dove la pasta cede un poco di amido e diventa ancora più tenera.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più frequente è stendere la pasta troppo spessa o non lasciarla asciugare abbastanza prima di tagliare. Se la sfoglia è ancora umida e molle quando tagliate, i tajarin si incollano tra loro e nel brodo diventano una pappa. Un altro errore è cuocerli troppo a lungo: bastano 2-3 minuti, non di più. La pasta sottile si cuoce rapidamente e se rimane in brodo bollente oltre il tempo, perde la consistenza e il sapore delicato diventa insipido.

I nostri consigli

Quando prepararla

I tajarin sono una ricetta per tutto l'anno, ma trovano il loro momento naturale in autunno e inverno, quando il brodo di carne fatto in casa è già pronto e il caldo della cucina è piacevole. D'estate sono meno graditi, ma restano leggeri se preparati con brodo freddo scaldato al momento. Non sono legati a ricorrenze precise: era il piatto della domenica nelle famiglie piemontesi, quando c'era tempo per impastare e c'era brodo nel pentolone.

Domande frequenti

Facebook X Pinterest Email
Altre ricette · Piemonte
Fonduta: cremosità avvolgente che nutre il palato senza appesantire
Piemonte

Fonduta: cremosità avvolgente che nutre il palato senza appesantire

Salami Piemontesi: sapore speziato che energizza senza appesantire
Piemonte

Salami Piemontesi: sapore speziato che energizza senza appesantire

Tagliere di Formaggi Piemontesi: cremosità e minerali che nutrono senza appesantire
Piemonte

Tagliere di Formaggi Piemontesi: cremosità e minerali che nutrono senza appesantire