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Tajarin del giorno prima

Vincenza Bertolino· 10 maggio 2017· 6 min di lettura ·Torino
Nido di tajarin gialli su piatto bianco, spolverati di parmigiano grattugiato, accanto a una ciotola di ragù scuro e cucchiaio di legno
Preparazione
45 min
Cottura
3-4 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

400 gFarina di grano tenero tipo 00
4 uova intereUova
30 mlAcqua tiepida
5 gSale fino
2 gNoce moscata grattugiata
q.b.Semola di grano duro per spolverare

Valori nutrizionali

352 kcalEnergia
12 gProteine
3 gGrassi
0,8 gdi cui saturi
72 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
1,8 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Creare la fontana
Versa la farina sul piano di lavoro pulito e crea una conca al centro. Rompi le uova dentro la fontana, aggiungi il sale e la noce moscata. Con una forchetta, batte leggermente le uova per mescolarle tra loro, circa 2 minuti.
2
Incorporare la farina
Inizia a tracciare cerchi con la forchetta, incorporando la farina poco a poco dalle pareti della fontana verso il centro. Quando l'impasto diventa friabile, inizia a impastare con le mani. Se risulta troppo secco, aggiungi l'acqua tiepida mezzo cucchiaio per volta. Lavora l'impasto per circa 10-15 minuti fino a ottenere una pasta liscia e compatta.
3
Riposare l'impasto
Forma una palla, avvolgila in una pellicola trasparente e lasciala riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Questo passaggio rende la pasta più elastica e facile da stendere.
4
Stendere la pasta
Dividi l'impasto in quattro parti. Stendi ogni parte con il mattarello su un piano spolverato di semola fino a ottenere una sfoglia sottilissima, quasi trasparente. Lo spessore deve essere circa 1 millimetro. Con la rotella per pasta, taglia strisce di larghezza tra 3 e 4 millimetri, formando i «tajarin» classici.
5
Formare i nidi
Avvolgi delicatamente i tajarin su se stessi, creando piccoli nidi di pasta. Sistema ogni nido su un vassoio spolverato di semola, mantenendo spazi di almeno 2 centimetri tra uno e l'altro per evitare che si attacchino durante la conservazione.
6
Conservare in frigorifero
Copri il vassoio con una pellicola trasparente e riponi in frigorifero. I tajarin si conservano bene fino a 24 ore; oltre questo periodo iniziano a seccarsi leggermente, pur restando cucinabili.
7
Cuocere
In una pentola con abbondante acqua salata bollente, immergi i nidi di tajarin. Non hanno bisogno di scongelare; cuociono direttamente da freddi in 3-4 minuti. Scola la pasta non appena galleggia e continua a bollire per altri 30 secondi. Manteca con il condimento prescelto e servi subito, ben caldo.

Gusto

I tajarin conservati preparano un profilo di sapore che non risente del tempo trascorso. L'uovo rimane centrale, con quella nota lievemente dolce che caratterizza la pasta fresca ticinese e piemontese. Serviti con un ragù di carne lentamente cotto o con burro e salvia, i tajarin mantengono la loro capacità di assorbire il condimento senza perdere identità. È preferibile servirli caldi, appena dopo la cottura, per preservare l'elasticità e la morbidezza della pasta.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è conservare i tajarin senza separarli adeguatamente. Se impili i nidi uno sull'altro o li lasci troppo vicini, la pasta si attacca durante il riposo in frigorifero e si rompe al momento della cottura. Allo stesso modo, non usare la semola di grano duro per spolverare il vassoio è un errore: la farina 00 si inumidisce velocemente e fa appiccaticcio il pasta. Infine, non cuocerli direttamente da freddi, attendendo lo scongelamento, farà perdere l'elasticità e la morbidezza che li caratterizza.

I nostri consigli

Quando prepararla

I tajarin del giorno prima sono ideali quando desideri organizzare i tempi di cucina in anticipo: preparali il mattino o nel primo pomeriggio per una cena tranquilla. Sono perfetti durante i mesi freddi, da novembre a marzo, quando il frigorifero è naturalmente freddo e stabile. Se cucini per ospiti, prepara la pasta la vigilia e dedica il giorno della cena solo al ragù e al condimento, guadagnando tempo prezioso in cucina.

Domande frequenti

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