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Tajarin al tartufo

Vincenza Bertolino· 5 marzo 2024· 6 min di lettura ·Torino
Piatto di tajarin dorati conditi con tartufo nero grattugiato, burro fuso e parmigiano reggiano, serviti in un piatto bianco con bordo sottile
Preparazione
40 min
Cottura
3 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

300 gFarina tipo 00
3 uova intereUova fresche
50 gBurro
30 gTartufo nero fresco
40 gParmigiano reggiano grattugiato
2 cucchiaiAcqua tiepida
1 pizzicoSale fino
1 pizzicoNoce moscata macinata

Valori nutrizionali

340 kcalEnergia
11 gProteine
11 gGrassi
6 gdi cui saturi
48 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Versa la farina su un piano da lavoro e crea una fontana al centro. Rompi le uova e versale dentro, aggiungendo un pizzico di sale e mezzo pizzico di noce moscata. Con una forchetta inizia a sbattere leggermente le uova, poi inizia a incorporare la farina dai bordi della fontana, lentamente. Quando l'impasto diventa granuloso e difficile da mescolare con la forchetta, raccoglilo con le mani. Se risulta troppo asciutto, aggiungi l'acqua tiepida un cucchiaio per volta. Ci vorranno circa 8-10 minuti.
2
Impastare a mano
Lavora l'impasto con il palmo della mano per almeno 10 minuti, spingendo e piegando la pasta su se stessa. Deve diventare liscio, elastico e non appiccicaticcio. Se rimane appiccicoso, aggiungi un po' di farina. Se è troppo secco, bagna le mani con poca acqua. L'impasto è pronto quando è compatto e lucido.
3
Riposo
Avvolgi l'impasto in un panno pulito e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Questo riposo rende la pasta più elastica e facile da stendere.
4
Stendere la pasta
Dividi l'impasto in 4 porzioni. Su un piano leggermente infarinato, stendi ogni porzione con il mattarello fino a ottenere uno strato sottilissimo, quasi trasparente. Puoi anche usare la macchina per la pasta, regolata al massimo livello di finezza. La pasta deve essere uniformemente spessa e senza strappi.
5
Tagliare i tajarin
Arrotola delicatamente il foglio di pasta steso su se stesso, poi con un coltello ben affilato taglia strisce molto sottili, larghe 2-3 millimetri. Man mano che tagli, distendi i fili su un piano infarinato per evitare che si appiccichino. È il passaggio più delicato: il coltello deve essere affilato e il movimento rapido e deciso.
6
Cuocere
Porta a ebollizione una pentola grande con acqua salata. Quando l'acqua bolle, versa i «tajarin» lentamente, mescolando subito con un cucchiaio di legno. La pasta è cotta in 2-3 minuti: non aspettare, deve rimanere leggermente al dente. Scola con una schiumarola, trattenendo un bicchiere di acqua di cottura.
7
Condire
Metti il burro in un piatto caldo o in una padella larga a fuoco medio-basso. Versa i «tajarin» sgocciolati e mescola delicatamente per 30 secondi, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura se risulta troppo secco. Il burro deve fondere e coprire tutta la pasta. Spegni il fuoco, aggiungi il parmigiano reggiano e mescola ancora una volta. Grattugia il tartufo nero direttamente sopra al momento di servire.

Gusto

Il sapore è elegante e sobrio: la pasta all'uovo ha una nota dolce e burrosa, mentre il tartufo nero (meno intenso del bianco) aggiunge un aroma terroso e discretamente profumato. Il burro fonde sulla pasta ancora calda e crea una salsa naturale, senza bisogno di sughi complessi. Si mangia subito, appena tolti dal fuoco, perché i «tajarin» perdono la delicatezza se raffreddano. L'abbinamento tradizionale è con vini bianchi secchi piemontesi, anche freschi di temperatura.

Benessere

  • Le uova utilizzate nella pasta forniscono proteine complete, tra 6 e 7 grammi per 100 grammi di pasta fresca, oltre a luteina e colina per la vista e il cervello.
  • Il tartufo nero contiene potassio, ferro e zinco, anche se in quantità modesta poiché se ne usa poco come aroma. Non è un alimento nutritivo vero, ma un condimento di valore.
  • I «tajarin» sono piuttosto sazianti nonostante la leggerezza visiva, grazie alle proteine dell'uovo e ai carboidrati della semola. Una porzione lascia sazio per ore senza appesantire la digestione.
  • La pasta fresca all'uovo ha un indice glicemico leggermente inferiore rispetto alla pasta secca, perché il processo di idratazione è meno intenso durante la produzione casalinga.
  • Serviti da soli o con un contorno di verdure crude in insalata, formano un pasto equilibrato e non troppo ricco di calorie, a patto che il burro sia misurato (20-30 grammi per porzione).
  • Falso mito da sfatare: il tartufo non è afrodisiaco né ha proprietà magiche. È un fungo sotterraneo dal sapore complesso ma nutrienti ordinari. Chi è allergico ai funghi può avere reazioni al tartufo, così come a porcini e ovoli. Il costo elevato del tartufo è dovuto alla difficoltà di coltivazione e raccolta, non a proprietà nascoste.

L'errore da non fare

Non stendere la pasta a occhio: deve essere davvero sottilissima, quasi trasparente, altrimenti i «tajarin» risulteranno pesanti e non avranno la caratteristica delicatezza. Anche tagliare troppo largamente rovina il piatto. Se hai fretta, meglio non farli: richiedono tempo e precisione, non sono una ricetta da improvvisare in 20 minuti. Un altro errore frequente è usare tartufo surgelato o conservato, che perde profumo: il tartufo deve essere fresco o al massimo conservato sotto sale per pochi giorni.

I nostri consigli

  • I «tajarin» si mangiano subito dopo la cottura e l'aggiunta del condimento. Non si conservano in frigorifero perché la pasta si indurisce e perde la delicatezza. Se vuoi farli in anticipo, prepara i fili di pasta cruda e congelali su un vassoio per 2 ore, poi metti in freezer per massimo 3 settimane.
  • Se il tartufo fresco è costoso o non lo trovi, puoi usare tartufo nero in scatola sotto olio (qualità migliore) o anche un buon olio tartufato, anche se il sapore sarà meno intenso e autentico. In questo caso, un paio di gocce è sufficiente.
  • Per una versione più semplice, sostituisci il tartufo con funghi porcini soffritti nel burro, o semplicemente con il parmigiano reggiano generoso e un pizzico di pepe nero. Non è la ricetta originale, ma rimane un piatto gustoso.
  • Servili in piatti caldi, appena tolti dal forno a 60 gradi. Anche il piatto freddo rovina la pasta, perché il burro si solidifica subito.

Quando prepararla

I «tajarin» al tartufo sono il piatto dell'autunno inoltrato e dell'inverno, quando il tartufo nero è fresco e abbondante sul mercato, tra settembre e dicembre. Sono perfetti per una cena speciale o un pranzo festivo durante i mesi freddi. Evita di farli in estate quando il tartufo non è di stagione e costa spropositato.

Domande frequenti

  • Posso usare pasta all'uovo già fatta al supermercato? Tecnicamente sì, ma la ricetta perde il suo senso principale, che è fare pasta fresca tirata a mano. La pasta industriale non ha la stessa delicatezza. Se proprio non hai tempo, scegli una pasta fresca di qualità, non secca.
  • Quanto tartufo serve veramente? 30 grammi per 4 persone è la dose tradizionale, circa 7-8 grammi per piatto. Il tartufo è aroma, non ingrediente principale. Se ne usi di meno, il sapore sarà più delicato; se ne usi di più, il gusto diventa invadente.
  • Che differenza c'è tra tartufo nero e bianco? Il tartufo bianco ha aroma più intenso e pungente, costa molto di più e è ancora più fragile. Il nero è più mite, più conservabile e adatto ai «tajarin» perché non copre il sapore delicato della pasta all'uovo.
  • Posso fare i tajarin senza mattarello? È difficile, ma non impossibile. Serve una macchina per la pasta manuale o elettrica. A mano con le dita riuscirai difficilmente a stendere uniformemente.
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