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Stoccafisso alla spezzina

Vincenza Bertolino· 22 marzo 2024· 6 min di lettura ·La Spezia
Stoccafisso alla spezzina servito in un piatto fondo bianco: filetti di baccalà morbido di colore bianco-grigio, patate gialle tagliate a pezzi, olive nere interi, pomodori rossi, tutto in un brodo ri
Preparazione
20 min (più 24-48 ore di reidratazione)
Cottura
45 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

600 gstoccafisso (baccalà secco) già dissalato
500 gpatate a pasta gialla
150 golive taggiasche denocciolate
400 gpomodori pelati in scatola
150 mlolio extravergine di oliva
2 spicchiaglio
1 pizzicopepe nero
5 foglieprezzemolo fresco

Valori nutrizionali

85 kcalEnergia
18 gProteine
1,2 gGrassi
0,2 gdi cui saturi
5 gCarboidrati
1,5 gdi cui zuccheri
0,8 gFibre
1,2 gSale
Come si prepara
1
Preparare lo stoccafisso
Se acquistate lo stoccafisso intero e salato, reidratarlo: metterlo in acqua fredda per 24-48 ore cambiando l'acqua tre-quattro volte al giorno. Se acquistate già dissalato dal vostro pescivendolo, partite direttamente dalla cottura. Una volta reidratato, verificare che la carne sia morbida al tatto e procedere a eliminare la pelle e le lische maggiori delicatamente con le dita, dividendo il pesce in filetti irregolari.
2
Preparare le patate
Sbucciare le patate e tagliarle a pezzi di circa 3 centimetri. Immergerle in una ciotola con acqua fredda per evitare che anneriscano. Quando servono, scolarle bene.
3
Rosolate l'aglio
In una pentola dal fondo pesante (o in una cocotte), versare l'olio extravergine a fuoco medio. Aggiungere gli spicchi di aglio schiacciati e lasciarli dorare per 2-3 minuti fino a che non profumano e iniziano a ingiallire. Controllare che non brucino.
4
Cuocere il tutto insieme
Aggiungere i filetti di stoccafisso reidratato, le patate scole e le olive taggiasche. Mescolare delicatamente per un minuto in modo che tutto si insaporisca dell'olio. Versare i pomodori pelati, aggiungere il pepe nero (non salare, il pesce rilascia sale). Portare a ebollizione, poi ridurre il fuoco al minimo e coprire parzialmente con il coperchio per evitare che evapori completamente il brodo. Cuocere per 45 minuti circa, mescolando ogni 15 minuti con delicatezza.
5
Verificare la cottura
Lo stoccafisso è cotto quando i filetti si sfaldano facilmente al cucchiaio e le patate sono diventate tenere ma non disfatte. Il brodo deve essere ridotto e più denso, non acquoso. Se troppo liquido dopo 45 minuti, proseguire la cottura con il coperchio sollevato.
6
Aggiustare di gusto
Assaggiare e regolare il sale se necessario (il baccalà reidratato cede salinità, ma dipende dalla marca e dalla reidratazione). Non deve essere salato eccessivamente. Aggiungere il pepe nero macinato fresco se gradito.
7
Servire
Trasferire in piatti fondi caldi, distribuendo equamente pesce, patate e olive. Cospargere con il prezzemolo fresco tritato. Accompagnare con pane tostato o carasau se desiderato.

Gusto

Il sapore è salato in modo misurato, perché il baccalà cede la sua salinità al brodo. Il pomodoro dà una nota acida discreta, non dominante. Le olive donano una polpa morbida e un'amaricanza delicata. Il pesce rimane il protagonista: non piccante, non aromatico, ma puro e deciso, con quella consistenza elastica e dolce che solo il baccalà secco riesce a dare dopo la reidratazione. Si serve caldo, direttamente dal tegame, con un cucchiaio di brodo per ogni porzione. Tradizionalmente accompagnato da pane tostato o pane carasau per raccogliere il sugo.

Benessere

  • Il baccalà secco è una fonte proteica magra: contiene circa 80 grammi di proteine per 100 grammi di prodotto disidratato, che una volta reidratato ne rilascia tra i 18 e i 20 grammi per 100 grammi.
  • Ricco di minerali essenziali: potassio, magnesio, fosforo e selenio. Il pesce secco concentra questi elementi, rendendoli biodisponibili dopo la cottura in brodo.
  • È un piatto saziante ma non pesante: la combinazione di proteine leggere e verdure fa durare la sazietà senza appesantire la digestione, ideale per un pasto serale moderato.
  • Le olive taggiasche apportano polifenoli e grassi insaturi, molecole che supportano la salute cardiovascolare.
  • Per equilibrare il pasto: abbinate uno stoccafisso alla spezzina con un contorno di verdure crude in insalata o, in inverno, con un'insalata di radicchio leggermente salata.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che il baccalà secco sia dannoso per chi soffre di pressione alta solo per la salinità. Una volta reidratato e cucinato in brodo, gran parte del sale si diluisce. Se consumato senza aggiungere sale in cottura, rimane un alimento accessibile anche a chi vigila sulla sodio, soprattutto se mangiate il pesce e non bevete tutto il brodo. Chi deve monitorare l'assunzione di sale per prescrizione medica dovrebbe consultare il proprio medico.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non reidratare a sufficienza lo stoccafisso o interrompere troppo presto la reidratazione. Un pesce non completamente ammorbidito rimane elastico e difficile da mangiare, anche dopo la cottura in brodo. La reidratazione richiede 24-48 ore e il cambio dell'acqua è essenziale per eliminare la salinità residua. Un secondo errore è aggiungere troppo sale durante la cottura: il baccalà ne contiene già, e il brodo finale sarà saporito naturalmente. Infine, non aggiungere acqua extra oltre i pomodori: il piatto è uno stufato, non una zuppa, e deve avere una consistenza brodosa ma non acquosa.

I nostri consigli

  • Lo stoccafisso alla spezzina si conserva in frigorifero in un contenitore ermetico per 3-4 giorni. L'olio in superficie protegge il piatto dall'ossidazione. Riscaldare a fuoco basso in padella, aggiungendo un filo d'acqua se necessario.
  • Una variante regionale prevede l'aggiunta di capperi dissalati al posto di una parte delle olive, per una nota più acidula e pungente.
  • Se non trovate lo stoccafisso già dissalato dal pescivendolo, cercatelo online da fornitori specializzati in alimenti liguri. Il baccalà secco di qualità viene da Norvegia o Islanda e costa leggermente di più, ma la differenza di gusto è notevole.
  • Per chi non ama le olive nere, è possibile usare le olive verdi denocciolate, che donano un'amaricanza diversa e più leggera.

Quando prepararla

Lo stoccafisso alla spezzina è un piatto invernale per eccellenza, ideale tra novembre e marzo quando il freddo richiede pasti caldi e sostanziosi. In realtà, essendo un piatto di conservazione basato su ingredienti che si mantengono bene (baccalà secco, pomodori in scatola, olive), lo potete cucinare tutto l'anno. È particolarmente adatto al venerdì, seguendo la tradizione cattolica del pesce, e rappresenta un'ottima soluzione per un pasto economico ma nutriente in qualsiasi momento dell'anno.

Domande frequenti

  • Dove trovo lo stoccafisso dissalato? Presso i pescivendoli liguri o nel banco pesce di grandi supermercati, oppure online da fornitori di specialità alimentari liguri. Se non disponibile, chiedete il baccalà secco intero e dissalate voi secondo le istruzioni.
  • Posso usare il baccalà congelato invece dello stoccafisso secco? No, il risultato è completamente diverso. Il baccalà congelato è già idratato ed ha una consistenza morbida naturale, mentre lo stoccafisso secco, una volta reidratato e cotto, acquire una consistenza particolare e un sapore più concentrato.
  • Per quante persone basta questa ricetta? La dose proposta (600 g di pesce) serve comodamente 4 persone in piatto fondo come piatto unico, oppure 5-6 persone se accompagnato da altri piatti.
  • Posso prepararlo in anticipo? Sì, anzi migliora il giorno dopo perché i sapori si integrano ancora meglio. Preparatelo il giorno prima, conservate in frigorifero e riscaldate dolcemente a fuoco basso il giorno stesso.
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