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Soppressata marchigiana

Vincenza Bertolino· 22 novembre 2014· 7 min di lettura ·Ancona
Fette di soppressata marchigiana su un tagliere di legno, colore rosa acceso con marezzatura bianca, accanto a una fetta di pane toscano
Preparazione
30 min
Cottura
stagionatura 60-90 giorni
Difficoltà
impegnativa
Porzioni
consumo per 8-10 persone
Costo
medio-alto
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

700 gCarne di spalla di maiale, fresca
300 gPancetta di maiale, con pezzo di lardo interno
12 gSale marino fino
3 gPepe nero macinato fresco
2 gPepe bianco macinato
100 mlVino rosso secco locale
1,5 gNitriti di sodio conservante
40 cmBudello naturale di maiale, diametro 8-10 cm

Valori nutrizionali

415 kcalEnergia
25 gProteine
34 gGrassi
12 gdi cui saturi
0 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
2,2 gSale
Come si prepara
1
Preparazione della carne
Taglia la spalla e la pancetta in pezzi da 2-3 centimetri, già freddi da frigorifero a meno 4 gradi. Mettili nel freezer per 15 minuti per indurirli ancora. Questo passaggio è essenziale perché il grasso rimanga disperso e non si fonda durante la macinatura.
2
Macinatura e miscelazione
Macina la carne con il disco medio dell'apposito tritacarne elettrico, oppure fallo fare dal tuo macellaio di fiducia, mantenendo il composto il più freddo possibile. Subito dopo, mescola in una ciotola di acciaio la carne macinata con sale, pepe nero e bianco, nitriti di sodio e vino rosso. Usa la mano per circa 3-5 minuti: l'impasto deve leggersi in modo omogeneo, con il vino assorbito uniformemente. Se noti che si riscalda, fermi e lascia riposare 10 minuti in frigorifero.
3
Insaccatura
Prepara il budello naturale sciacquandolo più volte in acqua tiepida, interno ed esterno, per togliere il sale conservante. Usalo fresco o morbido. Inserisci il budello bagnato sul tubo del riempitore a mano o meccanico, e riempi lentamente con l'impasto, comprimendo con le dita per eliminare bolle d'aria. Quando il budello è pieno per tre quarti circa, chiudi il fondo facendo un nodo. Se vuoi, puoi farne due soppressate più piccole anziché una grande, per una stagionatura più uniforme.
4
Massaggio e primi giorni
Appena insaccata, stendi la «soppressata» su un tavolo pulito e massaggia per 2-3 minuti, dal nodo verso l'aperto, per far uscire le bolle rimaste intrappolate. Poi pratica alcuni fori minuscoli sulla casing con uno spillo sterilizzato per facilitare l'essiccazione. Appendi in un luogo fresco (10-14 gradi), asciutto e ben ventilato, preferibilmente cantina o camera aperta con correnti d'aria naturali. I primi 5-7 giorni sono critici: l'insaccato perde umidità rapidamente e il rischio di muffe proliferanti è alto se l'aria non circola.
5
Stagionatura
Aspetta 60-90 giorni, controllando ogni 2-3 settimane che non compaiano muffe grigie o nere (quella bianca è il sale efflorescente, normale). Se noti muffe scure, pulisci con una spugnetta di carta e alcol alimentare. La «soppressata» è pronta quando al tatto risulta soda ma ancora leggermente elastica, non dura come una pietra. Il peso cala di circa il 35-45% rispetto a quello iniziale.
6
Controllo finale
Affetta una fetta test dal fondo: la pasta deve essere compatta, senza pori, il colore rosa acceso con marezzature bianche. Se vedi zone grigiastre o ammuffiate profondamente, scarta l'intero insaccato per prudenza. Se il colore e la consistenza sono giusti, è pronta per il consumo.

Gusto

Il sapore è deciso ma non aggressivo: la carne di maiale emerge netta, con note aromatiche di pepe nero macinato fresco e un accenno delicato di vino rosso, che conferisce leggerezza al palato. L'alcol utilizzato nella preparazione tende a evaporare durante la stagionatura, lasciando solo una lievissima punta speziata. La consistenza è compatta al morso, senza essere dura. Si mangia da sola, in fette sottili, accompagnata da pane toscano senza sale o in sfogliatelle di pasta lievitata locale. Tradizionalmente si abbina a vini rossi di corpo medio, come un Montepulciano d'Abruzzo o un Sangiovese.

Benessere

L'errore da non fare

Non improvvisare sulla stagionatura credendo che 30-40 giorni bastino. La «soppressata marchigiana» vera richiede minimo 60 giorni: velocizzare vuol dire ottenere un salume molliccio, con muffe proliferanti e sapore piatto. Un altro errore è non mantenere la temperatura stabile. Oscillazioni tra 5 e 20 gradi ogni giorno creano condense sulla casing e favoriscono ammuffimento interno. Infine, non disattendere l'igiene: utensili, ciotole e mani pulite durante la preparazione sono obbligatori.

I nostri consigli

Quando prepararla

La stagionatura della «soppressata marchigiana» va iniziata in autunno e inverno, quando le temperature naturali sono stabili e fresche. Un inizio tra settembre e novembre garantisce il completamento della stagionatura in primavera, con le migliori condizioni climatiche. Se vivi in un clima caldo, usa una cantina refrigerata o una cantinetta del vino a 12-14 gradi costanti. Non tentarla d'estate in una casa senza condizionamento: il rischio di deterioramento è troppo alto.

Domande frequenti

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