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Sidro piemontese

Vincenza Bertolino· 13 luglio 2019· 7 min di lettura ·Cuneo
Bicchiere di vetro trasparente con sidro piemontese color ambrato chiaro, leggermente frizzante con piccole bolle visibili, posato su una tavola di legno rustico accanto a mele rosse e gialle intere
Preparazione
15 min
Fermentazione
30-45 giorni
Difficoltà
media
Resa
10 litri circa
Costo
basso
Stagione
autunno e inverno

Ingredienti

10 kgmele piemontesi mature (Renetta, Golden Russet, Rosa Selvatica o mix locali)
q.b.acqua fredda non clorata per il risciacquo
1 cucchiaio circasale marino integrale (facoltativo, per evitare ossidazione)
50 gzucchero di canna integrale (facoltativo, se le mele sono poco zuccherine)
2-3 chiodi di garofanospezie per aromatizzare (opzionale)
1 steccacannella o noce moscata (opzionale)

Valori nutrizionali

44 kcalEnergia
0,2 gProteine
0,1 gGrassi
0 gdi cui saturi
3 gCarboidrati
1,5 gdi cui zuccheri
0,2 gFibre
0 gSale
Come si prepara
1
Scelta e pulizia delle mele
Scegli mele piemontesi mature, con buccia intatta, senza ammaccature gravi. Risciacquale delicatamente con acqua fredda senza sfregare la buccia, perché su di essa vivono i lieviti selvaggi necessari alla fermentazione naturale. Asciugale su una carta assorbente. Se le mele hanno una patina biancastra naturale (pruina), mantenila.
2
Spremitura e raccolta del mosto
Usa un torchio manuale, una pressa per frutta o un estrattore lento per ricavare il mosto direttamente dalle mele intere sminuzzate. Non cuocere il mosto: deve restare crudo per preservare i lieviti naturali. Filtra il mosto attraverso una garza pulita per eliminare i frammenti di buccia e polpa. Misura il volume totale: dovrai ottenere circa 5-6 litri da 10 chilogrammi di mele.
3
Trasferimento in contenitore di fermentazione
Versa il mosto in un damigiana di vetro da 10 litri, precedentemente lavata e asciugata perfettamente, oppure in una botte di legno non solforata se la preparazione è più importante. Il contenitore non deve essere riempito completamente, ma fino a circa tre quarti: la fermentazione avrà bisogno di spazio per svilupparsi senza fuoriuscire. Aggiungi un pizzico di sale marino integrale (circa mezzo cucchiaino) per evitare l'ossidazione, e uno zucchero di canna integrale se le mele sono poco dolci di natura.
4
Installazione del gorgogliatore
Chiudi il contenitore con un tappo a gorgogliatore (airlock) o con un semplice tubo di gomma che scende in un bicchiere d'acqua. Questo permette all'anidride carbonica di fuoriuscire senza far entrare aria o insetti nel mosto. Posiziona il contenitore in un luogo fresco e asciutto, intorno ai 15-18 gradi centigradi, lontano dalla luce diretta del sole e da odori forti. Una cantina è ideale.
5
Monitoraggio della fermentazione
Dopo 2-3 giorni vedrai il mosto iniziare a fare piccole bolle attraverso il gorgogliatore: è il segnale che la fermentazione naturale è iniziata. Osserva il contenitore ogni 3-4 giorni senza aprirlo. La fermentazione procederà lentamente per 20-30 giorni, poi rallenterà gradualmente. Non deve mai emanare odore pungente di aceto o marcio: se accade, la fermentazione è andata male.
6
Stabilizzazione e riposo
Dopo circa 30-45 giorni il gorgogliatore sarà quasi immobile: è il segnale che la fermentazione è completa. Lascia riposare il sidro ancora 10-15 giorni senza disturbarlo, in modo che i lieviti morali scendano sul fondo (feccia). Il liquido soprastante dovrebbe essere limpido o leggermente velato.
7
Travasamento in bottiglia
Con un tubo sifone o una siringa, trasvasare delicatamente il sidro chiarificato dalla damigiana in bottiglie di vetro scuro, lasciando la feccia sul fondo. Non riempire completamente le bottiglie: lascia 2-3 centimetri di spazio dal collo. Tappa con tappi da bottiglie di spumante o tappi a pressione. Se desideri una maggiore frizzantezza, puoi aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero per litro prima di tappare, aspettando altri 7-10 giorni in frigorifero per la rifermentazione naturale.

Gusto

Il sidro piemontese ha un sapore secco o leggermente secco, mai dolce, con una piacevole acidità di fondo che ricorda la mela fresca. La frizzantezza è naturale e contenuta, non invadente come in una bevanda gassata industriale. Al palato si percepisce subito l'assenza di zucchero residuo e una certa leggiadria gustativa. Va servito ben freddo, intorno ai 6-8 gradi, in bicchieri di vetro trasparente. Tradizionalmente si beve a fine pasto come aperitivo leggero, oppure durante i mesi freddi come accompagnamento conviviale. Spesso nelle famiglie piemontesi si abbina a formaggi stagionati, salumi locali e mele cotte al forno.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è sciacquare e strofinare vigorosamente le mele prima di spremere. La buccia della mela porta naturalmente i lieviti selvaggi necessari per la fermentazione spontanea: se la elimini con acqua calda o spazzola, il mosto non fermenterà oppure fermerà male, lasciando odori sgradevoli. Un secondo errore è usare mele marcescenti, ammaccate o con parti ossidate: queste porteranno batteri cattivi che creano aceto per osmosi prematura anziché sidro. Infine, mai usare contenitori metallici o bottiglie di plastica per la fermentazione: il contatto con il metallo ossida il mosto, la plastica rilascia composti indesiderati.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il sidro piemontese si prepara da fine agosto a novembre, subito dopo la raccolta delle mele locali. È il periodo in cui la disponibilità di mele mature e il clima fresco della cantina garantiscono la miglior fermentazione. Se prepari il sidro in autunno inoltrato, avrai il primo assaggio a gennaio, perfetto per sorseggiare durante i mesi freddi e umidi. Chi ha spazio in cantina e terreno può coltivare mele specifiche per la siderificazione e avere una piccola produzione ogni anno, trasformandola in una tradizione familiare.

Domande frequenti

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