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Sciacchetrà

Vincenza Bertolino· 6 marzo 2016· 5 min di lettura ·Genova
Calice di vetro con vino sciacchetrà di colore ambrato profondo, contorni sfocati di bottiglie di vino e bicchieri su tavolo di legno scuro con luce naturale calda
Preparazione
0 min
Cottura
N/A
Difficoltà
facile
Porzioni
1 calice
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 bottigliaSciacchetrà di produzione ligure autentica, presso una cantina riconosciuta
1 caliceDa vino da dessert, di cristallo trasparente
CubettiDi ghiaccio di qualità alimentare, eventualmente
BiscottiniSecchi della tradizione ligure, per accompagnamento

Valori nutrizionali

160 kcalEnergia
0,3 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
20 gCarboidrati
18 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,01 gSale
Come si prepara
1
Scegliere la bottiglia
Acquista una bottiglia di sciacchetrà presso un rivenditore specializzato. Verifica che la denominazione sia DOCG Cinque Terre Sciacchetrà e che l'annata sia recente, entro gli ultimi 5-6 anni.
2
Conservazione in cantina
Riponi la bottiglia in posizione orizzontale in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta, a temperatura costante tra i 10 e i 15 gradi centigradi. Il vino passito resiste bene nel tempo, ma non è pensato per invecchiamenti lunghi.
3
Raffreddamento
Estrai la bottiglia dal luogo di conservazione almeno 2 ore prima della degustazione. Posizionala in frigorifero per portarla a 10-12 gradi centigradi. Non metterla mai nel congelatore.
4
Stappatura
Apri la bottiglia con il cavatappi, estraendo il tappo di sughero con movimenti regolari e lenti. Pulisci l'imboccatura con un panno pulito per eliminare eventuali residui.
5
Versamento
Versa lo sciacchetrà nel calice da dessert fino a riempirlo per metà o tre quarti al massimo. L'ampiezza del calice deve permettere al vino di ossigenarsi e al naso di catturare l'aroma senza disperdersi.
6
Degustazione consapevole
Osserva il colore controcuce, annusa il bouquet senza affrettarsi, bevi a piccoli sorsi mantenendo il liquido in bocca per alcuni secondi prima di deglutire. Percepiscilo nel contesto del pasto, meglio dopo una portata salata o allo stesso tempo di biscotti dolci.

Gusto

Lo sciacchetrà ha un sapore dolce persistente, con note di caramello, frutta cotta e un lieve tannino di fondo. L'aroma caratterizzante è quello dell'uva appassita, spesso accompagnato da sentori di mandorla e uvetta. Si serve preferibilmente a fine pasto, in piccoli sorsi, come vino da meditazione oppure accompagnato a biscottini secchi o a formaggi stagionati. L'abbinamento tradizionale è con i canestrelli liguri o con la focaccia dolce.

Benessere

L'errore da non fare

Non servirlo ghiacciato come un vino da aperitivo ordinario, perché il freddo eccessivo appiattisce gli aromi e nasconde la complessità del vino. Analogamente, non versare quantità eccessive nel calice, convinto di offrire un'abbondanza: lo sciacchetrà va degustato in piccole dosi, consapevolmente. Infine, non conservarlo in piedi o in un ambiente esposto a luce artificiale intensa, perché la bottiglia potrebbe danneggiarsi e il vino ossidarsi più rapidamente.

I nostri consigli

Quando prepararla

Lo sciacchetrà si serve meglio nei mesi freddi, da ottobre a marzo, quando i pasti sono più lunghi e il vino dolce offre comfort e calore emotivo. Ideale dopo cene formali o riunioni familiari in cui ci sia tempo per la meditazione. Nei mesi caldi rimane comunque valido, se servito ben refrigerato e in quantità ancora più contenute, come breve conclusione di un pasto leggero.

Domande frequenti

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