
| 300 g | Farina 00 |
| 100 g | Burro morbido |
| 80 g | Zucchero semolato |
| 3 | Uova intere |
| 1 cucchiaino | Lievito per dolci |
| 250 g | Miele di acacia o castagno |
| 150 g | Noci sgusciate e tritate |
| 100 g | Mandorle pelate e tritate |
| 80 g | Canditi misti (cedro, arancia) a pezzi piccoli |
| 1 cucchiaino | Cannella macinata |
| 4 chiodi | Chiodi di garofano |
| q.b. | Olio di semi di arachide per friggere |
| 100 g | Zucchero semolato per la granella finale |
| 385 kcal | Energia |
| 6,5 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 4,5 g | di cui saturi |
| 52 g | Carboidrati |
| 38 g | di cui zuccheri |
| 3,2 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Il sapore è intensamente dolce, con note floreali del miele di acacia o castagno che dominano. La netta presenza di cannella e chiodi di garofano aggiunge profondità aromatica, mentre i canditi gialli e rossi regalano una punta di acidità e una consistenza chewy che contrasta con la croccantezza dell'impasto. Tradizionalmente si servono con un caffè espresso o un bicchierino di liquore dolce dopo i pasti festivi, soprattutto nelle ricorrenze natalizie.
L'errore più frequente è friggere l'olio a temperatura troppo bassa: gli «schiaffoni» assorbiranno olio e risulteranno untuosi e pesanti anziché leggeri e croccanti. Altrettanto problematico è sovraffollare la pentola durante la frittura, che fa abbassare improvvisamente la temperatura dell'olio. Friggi massimo 2-3 dolcetti per volta e mantieni il termometro sottomano. Un ulteriore sbaglio è ricoprire di zucchero i dolcetti già freddi: deve avvenire subito mentre sono ancora tiepidi perché lo zucchero aderisca e crei la granella caratteristica.
Gli «schiaffoni» sono dolcetti legati alle festività autunnali e invernali, in particolare al periodo natalizio e alle ricorrenze locali irpine. Si preparano tradizionalmente nei mesi tra ottobre e dicembre, quando il miele nuovo è disponibile e gli animi si rivolgono alle preparazioni casalinghe per le feste. Sono particolarmente apprezzati come regalo fatto in casa per vicini e amici, confezionati in buste di carta trasparente o vecchi barattoli di vetro donati su cui apporre un'etichetta scritta a mano.