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Saraghelle fritte

Vincenza Bertolino· 30 luglio 2024· 6 min di lettura ·Sorrento
Porzione di saraghelle fritte dorate e croccanti, servite in un piatto bianco con salsa di pomodoro fresca a bordo, pepe nero spolverato in superficie
Preparazione
20 min
Cottura
12 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gfarina di grano tenero tipo 0
3uova medie
100 mlacqua tiepida
1 cucchiainosale fine
1 litroolio di semi (arachide o girasole) per friggere
q.b.sale grosso per servire
q.b.pepe nero macinato fresco
200 mlsalsa di pomodoro naturale (facoltativa)

Valori nutrizionali

280kcal
8g Proteine
16g Grassi
3g di cui saturi
30g Carboidrati
0,5g di cui zuccheri
1g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Impastare la pasta
Versa la farina in una ciotola ampia e fai un buco al centro. Rompi le uova nel buco e inizia a mescolare con una forchetta, incorporando gradualmente la farina dai bordi. Quando l'impasto diventa grossolano, aggiungi l'acqua tiepida poco a poco e il sale. Continua a impastare con le mani per 8-10 minuti finché l'impasto non diventa liscio, elastico e non appiccicaticcio. Se è troppo bagnato, aggiungi un cucchiaio di farina; se è secco, un cucchiaio d'acqua.
2
Riposo della pasta
Forma una palla con l'impasto, riponila in ciotola coperta con un canovaccio umido e lascia riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Questo tempo consente al glutine di rilassarsi e alla pasta di diventare più elastica.
3
Dividere e stendere
Dividi l'impasto in 4-5 porzioni uguali. Con le mani ben infarinate, stendi una porzione su una superficie infarinata fino a ottenere uno strato di circa 3-4 millimetri, dalle forme irregolari. Non deve essere perfettamente uniforme: le saraghelle hanno proprio quelle forme frastagliate e rusticche.
4
Tagliare i pezzi
Con una rotella zigrinata o un coltello, taglia la pasta stesa in rettangoli o rombi di circa 8-10 centimetri di lato, o lascia delle forme ancora più irregolari secondo il gusto. Deposita i pezzi su un tegame leggermente infarinato.
5
Scaldare l'olio
Versa l'olio in un pentolone fondo e scaldalo a 180-190 °C. Usa un termometro da cucina per controllare la temperatura: è fondamentale. Se non hai il termometro, immergi uno stecchetto di legno nell'olio; quando produce bolle fitte e costanti, la temperatura è giusta.
6
Friggere le saraghelle
Immergi delicatamente alcuni pezzi di pasta nell'olio caldo, un po' alla volta, senza sovraccaricare il pentolone. Friggi per 3-4 minuti finché non diventano dorate e croccanti, girandole a metà cottura con uno schiumarola. Non devono stare insieme ammucchiate, altrimenti assorbono olio e rimangono molli. Man mano che cuociono, toglile con la schiumarola e mettile su carta assorbente per scolare l'olio in eccesso.
7
Condimento e servizio
Mentre le saraghelle sono ancora calde, spargi il sale grosso e il pepe macinato fresco. Servi subito in un piatto fondo con un filo d'olio d'oliva crudo sopra, oppure con la salsa di pomodoro naturale a parte per intingerle.

Gusto

Le saraghelle sanno di pasta all'uovo tostata, con quella nota leggermente amara e piena della frittura che non scivola mai nel rancido. La superficie è salata e croccante, l'interno conserva la morbidezza dell'impasto. Si mangiano con le mani o la forchetta, intinte nella salsa di pomodoro naturale o semplicemente con olio e aglio. Tradizionalmente si servono calde, come piatto di mezzo o da accompagnare a piatti di verdure o formaggi.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere a temperatura troppo bassa: le saraghelle assorbono un sacco di olio e rimangono molli e unte anzichè croccanti. Un altro errore è mettere troppe saraghelle insieme nell'olio, che abbassa la temperatura e le cuoce male. Infine, non tamponarle bene con la carta assorbente subito dopo la frittura: l'olio residuo continua a cuocerle e le ammorbidisce.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le saraghelle fritte sono un piatto invernale per eccellenza, quando il clima freddo rende gradito un cibo caldo e avvolgente. Si preparano bene anche d'autunno come piatto di mezzo in cene familiari o come antipasto abbondante. Vanno benissimo anche in primavera tardiva, quando le serate iniziano a rinfrescarsi. D'estate, invece, sono meno frequenti perché il calore della frittura non è sempre desiderato, anche se molte famiglie continuano a prepararlo come comfort food anche nei mesi più caldi.

Domande frequenti

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