Home · Piemonte · bevande e liquori

Ratafia d'Asti

Vincenza Bertolino· 11 agosto 2021· 6 min di lettura ·Cuneo
Ratafia d'Asti in bottiglia di vetro scuro con liquore color ambra carico, spezie intere sul fondo, riflessi dorati alla luce naturale, etichetta bianca vintage
Preparazione
20 min
Cottura
nessuna
Difficoltà
facile
Porzioni
8-10 persone
Costo
basso
Stagione
estate (raccolta noci), consumo tutto l'anno

Ingredienti

30 noci verdi acerbenoci intere (raccolte tra giugno e luglio)
750 mlmoscato d'Asti
250 gzucchero bianco
1stecca di cannella (5 cm circa)
4-5chiodi di garofano
1stecca di vaniglia (tagliata a metà)
1 pezzettonoce moscata fresca (o mezzo cucchiaino se macinata)
1bottiglia di vetro scuro da 1 litro, sterilizzata

Valori nutrizionali

120 kcalEnergia
0,5 gProteine
1,2 gGrassi
0,2 gdi cui saturi
14 gCarboidrati
12 gdi cui zuccheri
0,1 gFibre
0,01 gSale
Come si prepara
1
Preparare le noci
Raccogli noci ancora verdi e tenere, idealmente a giugno o luglio quando il mallo è facile da incidere. Lava le noci sotto acqua fredda e asciugale bene. Con un coltello affilato, dividi ogni noce in 4-6 spicchi, mantenendo il mallo esterno. Scarta gli eventuali noccioli già formati, terresti e amari. Il processo impiega 15-20 minuti a seconda della quantità.
2
Versare in bottiglia
Riponi i pezzi di noce nella bottiglia di vetro scuro già sterilizzata e asciutta. L'alcol preserverà il prodotto, ma la sterilizzazione iniziale è importante. Versa il moscato d'Asti fino a coprire completamente le noci.
3
Aggiungere spezie e zucchero
Inserisci la stecca di cannella spezzata a pezzi, i chiodi di garofano, la vaniglia, la noce moscata. Versa lo zucchero bianco nella bottiglia. Chiudi bene il tappo e agita vigorosamente per almeno un minuto, finché lo zucchero inizia a sciogliersi.
4
Macerare al buio
Riponi la bottiglia in un luogo fresco, buio e tranquillo, lontano da fonti di calore e luce diretta. Ogni 3-4 giorni per il primo mese, agita leggermente la bottiglia per sciogliere completamente lo zucchero rimasto. Il colore inizierà a cambiare da giallastro a dorato entro due settimane.
5
Prima filtratura (opzionale)
Dopo 4-6 settimane, se il liquore è già dorato e il sapore ti piace, puoi filtrare i pezzi di noce attraverso un colino a maglie fini rivestito di garza. Travasalo in una bottiglia pulita. Oppure lascialo invecchiare ancora con i pezzi dentro per un aroma più intenso.
6
Invecchiamento finale
La ratafia migliora con il tempo. Dopo 2-3 mesi è già bevibile, ma raggiunge il suo equilibrio tra 6 mesi e un anno. Mantienila in bottiglia ermetica, al buio. Nel tempo gli zuccheri e i tannini si integrano e il colore diventa ambra profondo.
7
Assaggio e correzione
Dopo 2-3 mesi, assaggia un piccolo sorso. Se è troppo dolce, diluiscila leggermente con un po' di moscato d'Asti. Se il sapore di noce è troppo debole, puoi aggiungere 2-3 noci acerbe tagliate a pezzi e aspettare altre 2 settimane. Assaggia ancora prima di decidere di versarla o conservarla.

Gusto

La ratafia d'Asti sa di noci mature con una dolcezza moderata, equilibrata da note amare e astringenti tipiche delle noci acerbe. Il moscato d'Asti aggiunge una delicata fragranza floreale e un lieve frizzantino se appena imbottigliata, che scompare negli anni. Spezie come cannella, chiodi di garofano e vaniglia riscaldano il sorso finale. Si beve in piccoli sorsi, dopo pasto, a temperatura ambiente o lievemente fresca, non ghiacciata.

Benessere

  • Le noci contengono acidi grassi insaturi, soprattutto omega-3, che supportano la salute cardiovascolare. Una porzione di ratafia ne apporta una quantità moderata poiché diluita in alcol e zucchero.
  • Noci, moscato e spezie forniscono minerali come potassio e magnesio, utili al rilassamento muscolare e alla regolazione della pressione.
  • È un liquore denso e dolce, moderatamente saziante. Una dose corretta è di 40-50 ml dopo i pasti per favorire la digestione, non come aperitivo.
  • Le noci acerbe, raccolte ancora verdi, contengono tannini che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, sebbene la fermentazione alcolica ne modifichi parzialmente l'efficacia.
  • Si abbina bene dopo un pasto ricco di grassi o proteine, in quanto le spezie facilitano i processi digestivi. Una tazza di tè caldo completa il momento.
  • Falso mito da sfatare: la ratafia non è una medicina per la digestione. Contiene alcol, che rallenta lo svuotamento gastrico se assunto in quantità eccessiva. Un bicchierino dopo cena è tradizione conviviale, non cura. Chi ha gastrite, reflusso o prende certi farmaci deve evitarla o chiedere al medico, poiché l'alcol irrita la mucosa gastrica.

L'errore da non fare

Non usare noci mature e scure: contengono il mallo già secco e un aroma troppo forte e amarognolo che renderà la ratafia sgradevole e astringente. Le noci devono essere acerbe, ancora con il mallo verde o marrone chiaro, raccolte a giugno o luglio. Un secondo errore comune è versare tutto in una bottiglia trasparente: l'alcol e la luce diretta degraderanno il colore e l'aroma in poche settimane. Usa bottiglie scure e tieni il liquore in un mobile chiuso. Infine, non agitare la bottiglia continuamente: nei primi giorni sì, per sciogliere lo zucchero, ma dopo la prima settimana dovresti lasciarla riposare senza disturbi.

I nostri consigli

  • Conserva la ratafia in bottiglia chiusa e al buio per almeno 2-3 anni. Se conservata bene, non scade: l'alcol preserva indefinitamente, anche se il colore e l'aroma si modificano leggermente verso tonalità più scure e complesse.
  • Se il moscato d'Asti frizzante risulta troppo leggero per te, puoi sostituirlo con moscato secco o addirittura con brandy piemontese: il risultato sarà più caldo e alcolico, con una gradazione finale intorno ai 18-20 gradi.
  • La ratafia è perfetta come dono in bottiglie piccole personalizzate, sigillate con ceralacca. Se la regali, accompagnala con una carta che indica il mese di preparazione e quello consigliato per il primo assaggio.
  • Puoi versarne un cucchiaio in un piatto di panna cotta o in un gelato alla vaniglia per un tocco sofisticato, oppure berla tiepida d'inverno come digestivo dopo una cena fredda.
  • Se dopo alcuni mesi noti un leggero deposito di cristalli di zucchero o particelle sul fondo, è normale. Puoi filtrare nuovamente il liquore e travasarlo in una bottiglia pulita, o versare lasciando il deposito sul fondo.

Quando prepararla

La ratafia si prepara a giugno e luglio, quando le noci verdi sono disponibili sui mercati locali o direttamente dagli alberi. È un progetto di fermentazione lenta ideale per l'inizio dell'estate, quando hai il tempo di accudire la bottiglia a cadenza regolare. Se finita entro dicembre o gennaio, è perfetta come digestivo durante le festività invernali; se lasciata invecchiare oltre l'anno, diventa un liquore da meditazione per momenti tranquilli in qualsiasi stagione.

Domande frequenti

  • Dove trovo le noci verdi acerbe? Nei mercati rionali a giugno-luglio, da fruttivendoli che hanno contatti diretti con produttori di noci, oppure presso alberi in campagna. Se abiti vicino a colline o zone agricole piemontesi, chiedi direttamente ai contadini. Non trovarle a settembre: a quel punto sono già mature e non vanno bene.
  • Posso usare il vino bianco normale al posto del moscato d'Asti? Sì, ma perderai la delicatezza floreale e il lieve frizzantino. Il risultato sarà più asciutto e diretto. Il moscato è tradizionale e il suo zucchero naturale bilancia l'amarezza della noce, quindi è consigliato.
  • Quanto alcol ha la ratafia finita? Circa 14-16 gradi se usi moscato d'Asti puro e rispetti le proporzioni. Se aggiungi brandy o alcolici forti, sale a 18-20 gradi.
  • La ratafia si può bere subito dopo la preparazione? Tecnicamente sì dopo 4-6 settimane, ma è ancora aspra e squilibrata. Aspetta almeno 2-3 mesi per un risultato decente, meglio 6 mesi per apprezzarla davvero.
  • Se la bottiglia diventa torbida, è rovinata? Non sempre. Torbidità leggera è normale per depositi di spezie e zuccheri. Filtra in garza fine e travasala. Se diventa verdognola o puzza di aceto, c'è stata contaminazione batterica: buttala via e sterilizza meglio le bottiglie la prossima volta.
Altre ricette · Piemonte