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Ragù irpino

Vincenza Bertolino· 4 giugno 2017· 5 min di lettura ·Avellino
Una ciotola di ragù irpino rosso scuro con pezzi visibili di carne, spolverato di prezzemolo fresco tritato, servito in un piatto di ceramica bianca su un tavolo di legno
Preparazione
20 min
Cottura
180 min
Difficoltà
media
Porzioni
6 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

400 gcarni miste: maiale, vitello, pancetta
800 gpomodori pelati o passata di pomodoro
2 spicchiaglio
150 mlvino rosso secco
3 cucchiaiolio d'oliva extra vergine
1cipolla media
2 fogliealloro
quanto bastasale e pepe nero macinato

Valori nutrizionali

185 kcalEnergia
14 gProteine
12 gGrassi
4,5 gdi cui saturi
4 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
0,9 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Preparare le carni
Taglia le carni a pezzi di circa 3-4 centimetri. Mantieni la pancetta con il grasso, che darà corpo al sugo. Asciugale leggermente con carta da cucina per farle rosolare meglio.
2
Rosolare in olio
Riscalda l'olio in una pentola ampia a fuoco medio-alto. Rosola i pezzi di carne in più passate, circa 3-4 minuti per lato, finché non prendono colore dorato. Non affollare la pentola: dovranno toccarsi appena. Trasferisci la carne in un piatto.
3
Fare il soffritto
Nella stessa pentola, aggiungi la cipolla tritata fine e l'aglio schiacciato. Rosola per 2 minuti a fuoco medio, mescolando, fino a quando profuma.
4
Sfumare con il vino
Versa il vino rosso e lascia evaporare per 3-4 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno per raccogliere i succhi della carne rimasti sul fondo.
5
Aggiungere i pomodori
Riversa i pomodori pelati o la passata, mescola bene e aggiungi le foglie di alloro. Rimetti le carni nel ragù.
6
Cottura lenta
Porta a bolla lenta e copri con il coperchio leggermente inclinato. Cuoci a fuoco bassissimo per 2 ore e mezzo, mescolando ogni 30 minuti. Il ragù deve ridursi, ispessirsi e diventare quasi attaccaticcio. Se dopo 2 ore è ancora molto liquido, togli il coperchio gli ultimi 20 minuti.
7
Regolare e riposare
Togli dal fuoco, assaggia e correggi il sale e il pepe. Lascia riposare 10 minuti prima di usarlo. Se vuoi un ragù ancora più denso, lascialo raffreddare mezza giornata in frigo e scaldi di nuovo: il grasso solidificato in superficie andrà tolto o lasciato a piacere.

Gusto

Il ragù irpino sa di carne cotta lentamente, di umami concentrato e di pomodoro dolce, senza acidità. Il profumo è quello dell'aglio e dell'olio d'oliva, con una sottile nota di vino rosso. Si serve tradizionalmente con pasta corta, rigatoni o penne, e poi la carne che rimane in fondo al sugo viene mangiata come secondo piatto. Accompagna molto bene anche le lasagne della domenica festiva, dove il sugo penetra ogni strato.

Benessere

  • La carne di maiale contiene proteine ad alto valore biologico, circa 15-20 grammi per 100 grammi di carne cotta, essenziali per mantenere la massa muscolare.
  • Il ferro della carne rossa è facilmente assimilabile dall'organismo; la carne di vitello ne apporta ancora più del maiale.
  • È un piatto sostanzioso e saziante, grazie alle proteine e ai grassi della carne; una porzione di ragù su pasta regge bene fino al pomeriggio.
  • Il lycopene del pomodoro, anche dopo cottura lunga, rimane presente e agisce come antiossidante; la cottura prolungata in realtà lo rende più biodisponibile.
  • Per un pasto equilibrato, accompagna il ragù con verdure crude o cotte, come un'insalata di cicoria o spinaci bolliti, per aumentare le fibre.
  • Falso mito da sfatare: Si crede che il ragù sia pesante da digerire e vada mangiato solo di tanto in tanto. In realtà, la cottura prolungata rende le proteine della carne più facili da digerire; il problema sorge solo se mangiato in porzioni enormi o in associazione a molti grassi aggiunti. Una porzione ragionevole di ragù è ben tollerata anche da chi ha uno stomaco sensibile, se non soffre di patologie specifiche.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere il ragù a fuoco troppo vivo o per tempo troppo breve. Con fiamma alta, la carne rimane stopposa, il sugo rimane acquoso e acido, e il sapore rimane superficiale. Il ragù irpino vive di lentezza: tre ore di cottica lenta trasformano le carni in morbida compatta e il sugo in melma saporita. Anche affrettare il processo con coperchio chiuso per tutto il tempo fa evaporare poco e lascia il sugo diluito.

I nostri consigli

  • Il ragù si conserva in frigorifero in un contenitore di vetro per 4-5 giorni, e in freezer per 2-3 mesi. Se lo congeli, lascia sempre uno spazio di mezzo centimetro dal bordo per permettere l'espansione.
  • Alcune famiglie aggiungono al ragù anche un pezzo di coda di bue o costine di maiale per arricchirlo ulteriormente di collagene e sapore; la cottura resta la stessa, solo aumenta leggermente il liquido iniziale.
  • Se il ragù risulta troppo acido, aggiungi al termine della cottura un pizzico di zucchero o una carota tagliata a metà (che assorbe l'acidità); togli la carota prima di usarlo.
  • Accompagna il ragù con pasta fresca all'uovo o rigatoni secchi, mai con paste troppo sottili che scomparirebbe dentro il sugo pesante.

Quando prepararla

Il ragù irpino si prepara bene in autunno e inverno, quando le temperature sono fresche e il frigo mantiene il sugo conservato senza rischi. È perfetto per le domeniche di famiglia, le festività natalizie e per chi vuole cucinare una volta e mangiare bene per giorni. Si è sempre cucinato in casa nei giorni festivi per avere il sugo pronto da riscaldare e servire subito.

Domande frequenti

  • Posso usare solo carne di maiale? Sì, ma il ragù perderà profondità. La combinazione maiale, vitello e pancetta è ideale perché ogni carne apporta una diversa nota di sapore e una diversa consistenza.
  • Il ragù è lo stesso della pasta alla bolognese? No. Il ragù irpino è più denso, più scuro e cotto molto più a lungo. La bolognese è più leggera, con meno pomodoro e meno tempo di cottura.
  • Posso usare la polpa di pomodoro fresco? Sì, ma aggiungerà più acidità e più acqua. Usa circa 1 kg di pomodori sbucciati e schiacciati, e aumenta il tempo di cottura di 20-30 minuti.
  • Che vino rosso uso? Un vino rosso secco della zona va bene, anche uno non quotato. Evita i vini dolci o frizzanti; il vino serve a sfumare, non a dolcificare.
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