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Puccia beneventana

Vincenza Bertolino· 17 novembre 2016· 6 min di lettura ·Benevento
Puccia beneventana tagliata a metà su un piatto bianco, con ripieno di mortadella rosa, formaggio cremoso e peperoni rossi visibili all'interno, crosta dorata e semola di grano sulla superficie
Preparazione
20 min
Cottura
25 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina di grano duro
200 mlAcqua tiepida
7 gLievito di birra fresco
10 gSale fino
3 gPepe nero macinato
200 gMortadella in fette spesse
150 gProvola o caciocavallo in fette
150 gPeperoni rossi arrostiti
20 gSemola di grano duro per cospargere

Valori nutrizionali

280kcal Energia
10g Proteine
11g Grassi
5g di cui saturi
35g Carboidrati
1g di cui zuccheri
2g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
In una ciotola versa 200 ml di acqua tiepida (circa 35 gradi). Sbricola il lievito di birra fresco e mescola fino a scioglierlo. Aggiungi la farina di grano duro poco per volta, mescolando con una mano. Incorpora il sale e il pepe nero. Lavora l'impasto per 10-12 minuti fino a renderlo liscio, elastico e poco appiccicaticcio. Se risulta troppo secco, aggiungi 20-30 ml di acqua tiepida.
2
Lievitazione in massa
Forma una palla, ponila in una ciotola leggermente oliata, copri con un telo umido. Lascia lievitare a temperatura ambiente (20-22 gradi) per almeno 4-5 ore, fino a che l'impasto raddoppia di volume. Puoi toccarla leggermente con un dito: se la buca non si richiude subito, è pronta.
3
Dividere e modellare
Trasferisci l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato. Dividi in quattro parti uguali. Prendi una porzione, stendila con le mani a forma ovale e piatta, di circa 15 centimetri di lunghezza e 10 di larghezza, con uno spessore di mezzo centimetro.
4
Farcire la puccia
Su metà dell'ovale disponi 50 grammi di mortadella a fette, 35-40 grammi di provola a scaglie, e 35-40 grammi di peperoni arrostiti. Non riempire fino ai bordi: lascia un margine di circa un centimetro. Piega l'altra metà dell'ovale sopra il ripieno, sigilla i bordi pressando con le dita bagnate.
5
Lievitazione finale
Posa la puccia su una carta da forno. Ripeti con le altre tre porzioni. Copri con un telo umido e lascia lievitare per 1,5-2 ore a temperatura ambiente, finché non aumenta di volume e diventa morbida al tatto.
6
Cottura
Scalda il forno a 220 gradi. Spolvera le pucce con semola di grano duro. Trasferisci in forno e cuoci per 20-25 minuti fino a che la crosta diventa dorata e croccante. Il colore deve essere dorato carico, quasi marrone chiaro sui bordi.
7
Ripouso
Estrai dal forno e posa su una griglia per 5 minuti, così la crosta rimane croccante. Servi tiepida.

Gusto

Il sapore è saporito e corposo: il pepe nero macinato al momento domina l'impasto, mentre la mortadella regala dolcezza e morbidezza, il formaggio (in genere provola o caciocavallo) aggiunge cremosità e filantza leggera, e i peperoni rossi arrostiti tagliano con una nota dolce e leggermente affumicata. Si mangia così com'è, tiepida, durante le festività campane, soprattutto nel periodo natalizio. L'abbinamento tradizionale è con vino bianco secco o un rosato leggero.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è sottovalutare i tempi di lievitazione. Una puccia poco lievitata rimane dura, compatta e pesante da digerire. La lievitazione in massa deve durare almeno 4 ore, anche se con lievito fresco può arrivare a 5-6 ore in una cucina fredda. Frettolosi che accorciano questo tempo a 2-3 ore trovano un impasto stopposo e un ripieno che non aderisce bene. Anche scaldare il forno a meno di 220 gradi o cuocere per troppo poco tempo lascia la puccia molle e appiccicaticcio.

I nostri consigli

Quando prepararla

La puccia beneventana è tradizionalmente natalizia e si prepara nel periodo invernale (novembre-gennaio), quando in Campania è consuetudine. Puoi però farla tutto l'anno se ami i sapori salati e sostanziosi. È perfetta per un pranzo di festa, per uno spuntino sostanzioso a metà mattina, o per un picnic di fine settimana. Il clima freddo non la penalizza: anzi, nei mesi invernali la lievitazione è più lenta e controllata, ideale per sviluppare profumi più complessi.

Domande frequenti

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