
| 1 litro | Brodo di carne povera (fatto in casa con scarti di carne, ossa, verdure) |
| 200 g | Polenta di mais giallo (o farina di mais bramata) |
| 60 g | Burro o olio di oliva |
| 40 g | Parmigiano Reggiano grattugiato |
| 1,5 cucchiai | Sale fino (da adattare al brodo) |
| Mezzo cucchiaio | Pepe nero macinato |
| quanto basta | Prezzemolo fresco tritato (facoltativo) |
| 85 kcal | Energia |
| 3,5 g | Proteine |
| 1,2 g | Grassi |
| 0,4 g | di cui saturi |
| 17 g | Carboidrati |
| 0,1 g | di cui zuccheri |
| 0,7 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Il sapore è profondo e caloroso, costruito dal brodo di carne che penetra ogni grana di polenta. Il gusto non è delicato: il brodo di ossa e carne meno pregiata dà una nota salata, leggermente gelatinosa, che contrasta con la morbidezza della polenta stessa. Si serve fumante, direttamente dal paiolo. L'abbinamento tradizionale è con un filo di olio di oliva fresco o un pezzo di burro sciolto in superficie.
L'errore più comune è versare tutta la polenta nel brodo in una volta sola, creando una massa di grumi duri che non si scioglie nemmeno mescolando a lungo. Questo succede perché la polenta entra in contatto con il liquido caldo in modo simultaneo, forma uno strato esterno gelatinoso che trattiene l'amido interno. La soluzione è versarla sempre a pioggia, lentamente, mescolando senza interruzioni. Un secondo errore frequente è smettere di mescolare prima dei 30-35 minuti di cottura: la polenta non cuoce completamente e rimane sabbiosa in bocca, priva di cremosità.
La polenta con brodo di carne povera è un piatto autunnale e invernale per eccellenza: quando fuori fa freddo e il corpo chiede cibi caldi e consistenti. È perfetta nei mesi da novembre a marzo, nelle sere in cui torna anche solo un'ora prima del solito. È piatto da giorno di festa popolare, da preparare anche in occasione di riunioni familiari che cadono nel freddo.