Pinerolese

Ingredienti
| 200 g | Mandorle intere pelate |
| 150 g | Zucchero |
| 3 | Uova grandi |
| 120 g | Farina 00 |
| 1 cucchiaino | Lievito per dolci |
| Mezzo cucchiaino | Sale fino |
| 1 | Scorza di limone grattugiata (facoltativa) |
| 30 g | Mandorle spezzate per ricoprire |
Valori nutrizionali
| 420 kcal | Energia |
| 9 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 4 g | di cui saturi |
| 60 g | Carboidrati |
| 42 g | di cui zuccheri |
| 3 g | Fibre |
| 0,3 g | Sale |
Gusto
Ha il sapore deciso delle mandorle tostate, con una nota dolce ma non stucchevole dall'impasto a base di zucchero e uova. La mandorla è l'ingrediente protagonista: croccante sotto i denti, restituisce un aroma pulito e naturale. Si serve come biscotto da tè o da colazione, talvolta accompagnato a una bevanda calda. L'abbinamento tradizionale è con caffè o latte, oppure con vini dolci piemontesi come il Moscato.
Benessere
- Le mandorle forniscono proteine vegetali, circa 21 g per 100 g di frutto secco, che sostengono il senso di sazietà.
- Sono ricche di magnesio, fondamentale per la contrazione muscolare e il metabolismo energetico, e di potassio.
- Il biscotto, per la sua composizione secca e la presenza di fibre della mandorla, è saziante ma leggero alla digestione se consumato in porzioni moderate.
- Le mandorle contengono grassi insaturi, in particolare acido oleico, che non aumenta il colesterolo cattivo.
- Abbinalo a una tazza di latte scremato o yogurt naturale per un colazione equilibrata con proteine e calcio.
- Falso mito da sfatare: le mandorle non sono "grasse" nel senso negativo. Contengono lipidi ma sono principalmente insaturi, benefici per il cuore. Una porzione giornaliera di mandorle non fa ingrassare, anzi studi hanno dimostrato che chi le consuma regolarmente mantiene un peso più stabile. Il problema è la quantità: bastano pochi pezzi, non interi etti.
L'errore da non fare
Non cuocete i biscotti fino a renderli completamente secchi e duri come pietra. Molti li lasciano nel forno troppo a lungo con l'idea che diventino più croccanti, ma il risultato è un biscotto secco e privo di quella tenuta friabile che lo caratterizza. Togliete il vassoio dal forno quando la superficie inizia a colorarsi di dorato e il biscotto al tatto è ancora leggermente morbido: il resto della cottura avviene durante il raffreddamento.
I nostri consigli
- Conservate i biscotti in un contenitore di vetro o scatola di latta con chiusura ermetica a temperatura ambiente per 7-10 giorni. Se vostro clima è umido, aggiungete un topper di terracotta che assorbe l'umidità.
- Se le mandorle non sono ancora tostate, potete acquistarle già tostate al negozio, risparmiando tempo. Il risultato rimane ottimo.
- La scorza di limone aggiunge una nota aromatica leggera molto piacevole, ma non è indispensabile: potete omettarla o sostituirla con un pizzico di vaniglia.
- Questi biscotti si congelano bene fino a un mese. Scongelateli a temperatura ambiente senza aprire il contenitore per evitare la condensa.
Quando prepararla
Il «Pinerolese» è perfetto da preparare tutto l'anno, specialmente in autunno e inverno quando il tè caldo o il caffè diventano rituali quotidiani. È ideale per le merende di chi non ama i dolci eccessivi, per le colazioni veloci, per regali fatti in casa durante le festività. In estate si può servire anche freddo con un bicchiere di latte freddo.
Domande frequenti
- Posso usare mandorle con la pelle? Sì, ma il risultato sarà meno delicato. Le mandorle pelate garantiscono una pasta più morbida e un colore più uniforme. Se usate quelle con pelle, tostatele un poco di più per renderle più croccanti.
- Il biscotto si mantiene croccante anche i giorni dopo? Sì, se conservato in un contenitore ermetico. La croccantezza dipende dal grado di umidità dell'ambiente. Se diventasse leggermente morbido, riscaldatelo in forno a 150°C per 5 minuti.
- Posso ridurre lo zucchero? Potete ridurlo di 20-30 grammi, ma l'impasto sarà meno strutturato e i biscotti meno legati. Lo zucchero non serve solo al sapore, ma anche alla trama finale.
- Che differenza c'è tra mandorle pelate e intere? Le pelate hanno la buccia scura rimossa, rendono l'impasto più chiaro e omogeneo. Le intere hanno una pelle che scurisce durante la cottura. Entrambe si usano, ma cambiano l'estetica finale.


