Ingredienti
| 500 g | Farina integrale di grano |
| 3 | Uova medie |
| 100 ml | Olio di oliva extra vergine |
| 150 ml | Acqua tiepida |
| 7 g | Sale marino fine |
| 5 g | Lievito di birra secco |
| 1 cucchiaino | Semi di sesamo bianco o nero |
Valori nutrizionali
| 370 kcal | Energia |
| 10 g | Proteine |
| 5 g | Grassi |
| 1 g | di cui saturi |
| 72 g | Carboidrati |
| 3 g | di cui zuccheri |
| 6 g | Fibre |
| 1 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Metti la farina in una ciotola ampia. Crea una fontana al centro e versa le uova, l'olio e l'acqua tiepida. Aggiungi il sale e il lievito di birra. Mescola prima con un cucchiaio, poi affonda le mani e impasta per 8-10 minuti fino a ottenere un impasto liscio e coeso. Deve essere moderatamente sodo, non appiccicaticcio.
2
Lievitare
Trasferisci l'impasto in una ciotola leggermente unta di olio. Copri con un canovaccio umido e lascia riposare in un luogo tiepido per 90 minuti, finché non raddoppia di volume.
3
Modellare e infornare
Scarica l'impasto su un tavolo e ripiegalo delicatamente su se stesso due volte. Trasferiscilo su una teglia rettangolare rivestita di carta da forno. Appiattisci con le mani fino a uno spessore di circa 3-4 centimetri. Spolvera con semi di sesamo se desideri. Inforna a 180 gradi per 30 minuti, finché la superficie non è dorata.
4
Primo raffreddamento
Estrai la teglia dal forno e lascia raffreddare la paximada per 15 minuti. Deve essere ancora calda al tatto ma abbastanza salda per essere maneggiata senza rompersi.
5
Tagliare in fette
Con un coltello seghettato, taglia il pane in fette di circa 1,5-2 centimetri di spessore. Tagli diagonali rendono più affascinante la presentazione.
6
Seconda cottura
Disponi le fette su una o più teglie rivestite di carta da forno, in posizione verticale o leggermente inclinate. Riduci il forno a 160 gradi e fai essiccare per 25-30 minuti, girandole a metà cottura. Devono diventare completamente dure e croccanti, con una tonalità dorata più intensa.
7
Raffreddamento e conservazione
Lascia raffreddare completamente su una griglia prima di conservare. Riponi in un contenitore ermetico al riparo dall'umidità.
Gusto
Il sapore è neutro e leggermente dolce, con le note predominanti della farina d'orzo o grano. Non è un dolce nel senso stretto: è un pane biscottato che nutre e placa la fame. La paximada si gustava principalmente in mare, negli eserciti e nei campi di lavoro, dove la lunga conservazione era essenziale. Tradizionalmente si intinge in acqua, vino o brodo per ammorbidirla e renderla commestibile.
Benessere
- Ricca di carboidrati complessi dalla farina integrale o d'orzo, che fornisce energia duratura senza picchi di glicemia.
- Contiene fibre che favoriscono la regolarità intestinale e il senso di sazietà prolungato nel tempo.
- La doppia cottura riduce l'umidità, concentrando i nutrienti e le proteine presenti nella farina e nelle uova.
- Conserva bene calcio e ferro se preparata con farina integrale, minerali essenziali per ossa e trasporto dell'ossigeno.
- Un biscotto saziante e leggero: perfetto per la colazione con yogurt e frutta, o come spuntino nel pomeriggio.
- Falso mito da sfatare: molti credono che il biscotto secco sia sempre difficile da digerire. La paximada, grazie alla doppia cottura che riduce ulteriormente i lieviti e favorisce l'essiccazione completa, è invece facilmente digeribile. Tuttavia, chi ha denti deboli o difficoltà di masticazione deve sempre ammorbidirla prima del consumo.
L'errore da non fare
Il principal errore è saltare la seconda cottura o farla troppo velocemente. La paximada richiede quella doppia essiccazione per raggiungere la durezza e la conservabilità che la caratterizzano. Se tagli le fette quando sono ancora tiepide e troppo morbide, si scheggiano e non si essicano in modo uniforme. Aspetta il primo raffreddamento completo prima di tagliare, altrimenti il biscotto si frantuma.
I nostri consigli
- Conserva la paximada in un contenitore ermetico a temperatura ambiente: si mantiene croccante per 2-3 settimane, o anche oltre se tenuta al riparo da umidità e calore.
- Puoi variare la farina usando metà grano e metà orzo per un sapore leggermente più profondo e una consistenza ancora più soda.
- Servi con olio di oliva per intingerla, come tradizione vuole, oppure con ricotta fresca, formaggio, marmellata o miele per una colazione più dolce.
- Se preferisci meno dura, bagna la fetta in acqua per pochi secondi prima di mangiarla, senza lasciarla impregnare completamente.
Quando prepararla
La paximada è perfetta tutto l'anno perché si conserva a lungo senza deteriorarsi. Ideale per rifornire la dispensa con uno snack genuino e nutriente. Durante i mesi più caldi è apprezzata per la portabilità e per non richiedere refrigerazione, rendendola ottima per gite e picnic. In inverno accompagna bene la colazione calda accanto al caffè.
Domande frequenti
- Posso usare farina bianca normale invece di integrale? Sì, ma la ricetta sarà meno ricca di fibre. Usa la stessa quantità. Il tempo di cottura rimane uguale.
- Quanto a lungo si conserva la paximada? In un contenitore ermetico a temperatura ambiente dura 2-3 settimane, talvolta anche un mese se l'umidità è bassa. Non ha bisogno di frigorifero.
- Devo usare il lievito di birra fresco o secco? Puoi usare entrambi: se fresco, raddoppia la quantità (circa 10 g). Il lievito secco è più concentrato e pratico per questa ricetta.
- La paximada è adatta ai celiaci? La ricetta classica contiene farina di grano e non è adatta. Puoi provare con una farina senza glutine di buona qualità, ma il risultato potrebbe essere leggermente diverso nella consistenza.