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Paximada

Vincenza Bertolino· 19 dicembre 2015· 5 min di lettura ·Olbia
Paximada dorate e croccanti tagliate a fette spesse, disposte su una superficie in legno con briciole dorate intorno, con tonalità ambrate uniform
Preparazione
20 min
Cottura
60 min
Difficoltà
facile
Porzioni
12 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina integrale di grano
3Uova medie
100 mlOlio di oliva extra vergine
150 mlAcqua tiepida
7 gSale marino fine
5 gLievito di birra secco
1 cucchiainoSemi di sesamo bianco o nero

Valori nutrizionali

370 kcalEnergia
10 gProteine
5 gGrassi
1 gdi cui saturi
72 gCarboidrati
3 gdi cui zuccheri
6 gFibre
1 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
Metti la farina in una ciotola ampia. Crea una fontana al centro e versa le uova, l'olio e l'acqua tiepida. Aggiungi il sale e il lievito di birra. Mescola prima con un cucchiaio, poi affonda le mani e impasta per 8-10 minuti fino a ottenere un impasto liscio e coeso. Deve essere moderatamente sodo, non appiccicaticcio.
2
Lievitare
Trasferisci l'impasto in una ciotola leggermente unta di olio. Copri con un canovaccio umido e lascia riposare in un luogo tiepido per 90 minuti, finché non raddoppia di volume.
3
Modellare e infornare
Scarica l'impasto su un tavolo e ripiegalo delicatamente su se stesso due volte. Trasferiscilo su una teglia rettangolare rivestita di carta da forno. Appiattisci con le mani fino a uno spessore di circa 3-4 centimetri. Spolvera con semi di sesamo se desideri. Inforna a 180 gradi per 30 minuti, finché la superficie non è dorata.
4
Primo raffreddamento
Estrai la teglia dal forno e lascia raffreddare la paximada per 15 minuti. Deve essere ancora calda al tatto ma abbastanza salda per essere maneggiata senza rompersi.
5
Tagliare in fette
Con un coltello seghettato, taglia il pane in fette di circa 1,5-2 centimetri di spessore. Tagli diagonali rendono più affascinante la presentazione.
6
Seconda cottura
Disponi le fette su una o più teglie rivestite di carta da forno, in posizione verticale o leggermente inclinate. Riduci il forno a 160 gradi e fai essiccare per 25-30 minuti, girandole a metà cottura. Devono diventare completamente dure e croccanti, con una tonalità dorata più intensa.
7
Raffreddamento e conservazione
Lascia raffreddare completamente su una griglia prima di conservare. Riponi in un contenitore ermetico al riparo dall'umidità.

Gusto

Il sapore è neutro e leggermente dolce, con le note predominanti della farina d'orzo o grano. Non è un dolce nel senso stretto: è un pane biscottato che nutre e placa la fame. La paximada si gustava principalmente in mare, negli eserciti e nei campi di lavoro, dove la lunga conservazione era essenziale. Tradizionalmente si intinge in acqua, vino o brodo per ammorbidirla e renderla commestibile.

Benessere

  • Ricca di carboidrati complessi dalla farina integrale o d'orzo, che fornisce energia duratura senza picchi di glicemia.
  • Contiene fibre che favoriscono la regolarità intestinale e il senso di sazietà prolungato nel tempo.
  • La doppia cottura riduce l'umidità, concentrando i nutrienti e le proteine presenti nella farina e nelle uova.
  • Conserva bene calcio e ferro se preparata con farina integrale, minerali essenziali per ossa e trasporto dell'ossigeno.
  • Un biscotto saziante e leggero: perfetto per la colazione con yogurt e frutta, o come spuntino nel pomeriggio.
  • Falso mito da sfatare: molti credono che il biscotto secco sia sempre difficile da digerire. La paximada, grazie alla doppia cottura che riduce ulteriormente i lieviti e favorisce l'essiccazione completa, è invece facilmente digeribile. Tuttavia, chi ha denti deboli o difficoltà di masticazione deve sempre ammorbidirla prima del consumo.

L'errore da non fare

Il principal errore è saltare la seconda cottura o farla troppo velocemente. La paximada richiede quella doppia essiccazione per raggiungere la durezza e la conservabilità che la caratterizzano. Se tagli le fette quando sono ancora tiepide e troppo morbide, si scheggiano e non si essicano in modo uniforme. Aspetta il primo raffreddamento completo prima di tagliare, altrimenti il biscotto si frantuma.

I nostri consigli

  • Conserva la paximada in un contenitore ermetico a temperatura ambiente: si mantiene croccante per 2-3 settimane, o anche oltre se tenuta al riparo da umidità e calore.
  • Puoi variare la farina usando metà grano e metà orzo per un sapore leggermente più profondo e una consistenza ancora più soda.
  • Servi con olio di oliva per intingerla, come tradizione vuole, oppure con ricotta fresca, formaggio, marmellata o miele per una colazione più dolce.
  • Se preferisci meno dura, bagna la fetta in acqua per pochi secondi prima di mangiarla, senza lasciarla impregnare completamente.

Quando prepararla

La paximada è perfetta tutto l'anno perché si conserva a lungo senza deteriorarsi. Ideale per rifornire la dispensa con uno snack genuino e nutriente. Durante i mesi più caldi è apprezzata per la portabilità e per non richiedere refrigerazione, rendendola ottima per gite e picnic. In inverno accompagna bene la colazione calda accanto al caffè.

Domande frequenti

  • Posso usare farina bianca normale invece di integrale? Sì, ma la ricetta sarà meno ricca di fibre. Usa la stessa quantità. Il tempo di cottura rimane uguale.
  • Quanto a lungo si conserva la paximada? In un contenitore ermetico a temperatura ambiente dura 2-3 settimane, talvolta anche un mese se l'umidità è bassa. Non ha bisogno di frigorifero.
  • Devo usare il lievito di birra fresco o secco? Puoi usare entrambi: se fresco, raddoppia la quantità (circa 10 g). Il lievito secco è più concentrato e pratico per questa ricetta.
  • La paximada è adatta ai celiaci? La ricetta classica contiene farina di grano e non è adatta. Puoi provare con una farina senza glutine di buona qualità, ma il risultato potrebbe essere leggermente diverso nella consistenza.
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