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Passito del Piemonte

Vincenza Bertolino· 9 dicembre 2021· 7 min di lettura ·Alessandria
Bicchiere con passito piemontese color ambra dorato, uva appassita fresca disposta su carta di giornale in una cesta di vimini, ambiente interno luminoso
Preparazione
20 min
Appassimento
10-14 giorni
Fermentazione
2-4 settimane
Difficoltà
impegnativa
Porzioni
8-10 persone
Costo
medio
Stagione
settembre-novembre

Ingredienti

4 kguva moscato (o nebbiolo) a grappoli integri, matura al punto giusto
1damigiana di vetro da 5 litri, pulita e asciutta
1 cucchiainodi lievito di birra secco o starter per vini da passito
50 mldi acqua tiepida (25°C) per il lievito
1telo di cotone naturale non sbiancato, per coprire l'uva durante l'appassimento
1sifone o tubo per il travaso dal primo al secondo contenitore
bottiglie di vetro scuroper l'imbottigliamento finale

Valori nutrizionali

153kcal
0,2gProteine
0gGrassi
0gdi cui saturi
15,5gCarboidrati
15gdi cui zuccheri
0gFibre
0,01gSale
Come si prepara
1
Selezione e preparazione dell'uva
Scegli uva moscato o nebbiolo matura e sana, con acini ben sviluppati. Stacca i grappoli dai viti il pomeriggio e disponili in una cassa di legno o su carta da giornale in un ambiente asciutto, ventilato e al riparo da pioggia e insetti. La temperatura ideale è tra 12 e 18 gradi centigradi. Non lavare l'uva: mantieni la pruina naturale sulla buccia.
2
L'appassimento dell'uva
Lascia l'uva appassire per 10-14 giorni. Ogni 2 giorni, gira delicatamente i grappoli con le mani per evitare marciumi. Osserva il colore: l'uva deve diventare leggermente avvizzita, le bucce più scure, e gli acini devono avere una consistenza semiappassita. Evita l'appassimento totale, che renderebbe difficile l'estrazione del succo.
3
Pigiatura e macerazione iniziale
Dopo l'appassimento, piggia l'uva delicatamente dentro la damigiana, lasciando la buccia. Versa il succo con la massa solida nel contenitore e copri con il telo di cotone legato ai bordi. Lascia riposare per 24 ore a temperatura ambiente, tra 18 e 20 gradi. Questo tempo permette ai lieviti naturali di iniziare l'opera.
4
Attivazione del lievito e fermentazione principale
Sciolgi il lievito secco in 50 millilitri di acqua tiepida e attendere 15 minuti fino a che non diventi schiumoso. Versalo nel mosto della damigiana e rimescola con un mestolo di legno per 5 minuti. Copri di nuovo con il telo. La fermentazione inizia entro 24-48 ore, con rilascio di bollicine. Continua per 10-15 giorni, fino a che il movimento non rallenta visibilmente. Controlla ogni 3 giorni, rimescolando dolcemente la massa solida sommersa.
5
Primo travaso e chiarificazione
Quando la fermentazione principale è finita, utilizza il sifone per travasare il vino chiaro in una seconda damigiana, lasciando le bucce e la feccia nel fondo. Chiudi il contenitore con un turacciolo forato dotato di un gorgogliatore di plastica (airlock). La fermentazione secondaria continua lentamente per altre 2-4 settimane. L'airlock permette l'uscita di anidride carbonica ma blocca l'entrata di aria e batteri.
6
Secondo travaso e affinamento
Dopo 4 settimane, fai un secondo travaso allontanando il vino dalla sedimentazione. Se il gusto risulta ancora troppo aspro o il vino non è limpido, lascia riposare altri 7-10 giorni con l'airlock. Il passito piemontese ha naturalmente un equilibrio tra dolcezza residua e acidità: non aggiungere zucchero durante la fermentazione, poiché il processo naturale regola già il risultato.
7
Imbottigliamento e conservazione
Quando il vino è chiaro e limpido, imbottiglialo in bottiglie di vetro scuro, chiudendo bene con turaccioli o capsule. Etichetta con il nome, la data e il tipo di uva. Conserva in cantina o in un luogo fresco, buio, a temperatura costante tra 10 e 14 gradi centigradi. Il passito raggiunge l'equilibrio ottimale dopo 3-6 mesi dal termine della fermentazione.

Gusto

Il passito piemontese ha un sapore dolce e rotondo, non stucchevole se fatto bene. L'uva appassita concentra gli zuccheri naturali e le note aromatiche divengono fragranti e complesse, con echi di miele, fichi secchi e nocciola. Si serve in piccoli bicchieri di liquore, a fine pasto o come accompagnamento a dolci secchi e formaggi a pasta dura. L'abbinamento tradizionale piemontese lo vuole con i «biscottini», i savoiardi o con il panerone ticinese.

Benessere

L'errore da non fare

Non dimenticare di verificare l'umidità dell'ambiente durante l'appassimento. Se la zona è troppo umida o le notti sono fredde e umide, l'uva rischia di marcire anzichè appassire. Muovi sempre i grappoli, soprattutto quelli a contatto diretto con la superficie. Un altro sbaglio è aggiungere zucchero al mosto: il passito tradizionale piemontese non lo prevede, e la dolcezza viene dall'appassimento naturale. Infine, non accelerare la fermentazione con temperature elevate: il processo lento a 15-18 gradi produce un vino più complesso e stabile.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il passito si prepara nel periodo post-vendemmia, tra settembre e novembre, quando l'uva è matura e disponibile. L'appassimento richiede settimane di tempo asciutto e fresco, quindi il clima autunnale piemontese è ideale. Una volta finito dopo 2-3 mesi, il passito raggiunge il suo equilibrio ottimale intorno a gennaio-febbraio, perfetto per servirlo durante l'inverno a fine pasto o nelle cene di festa.

Domande frequenti

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