Pardula

Ingredienti
| 300 g | farina 00 |
| 120 g | burro freddo a dadini |
| 80 g | zucchero semolato |
| 2 | uova intere |
| 1 pizzico | sale fino |
| 500 g | ricotta fresca di pecora |
| 100 g | miele grezzo |
| 0,2 g | zafferano in pistilli |
| 2 cucchiai | acqua tiepida |
| 1 tuorlo | per spennellare |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal |
| 7 | gProteine |
| 14 | gGrassi |
| 8 | gdi cui saturi |
| 32 | gCarboidrati |
| 18 | gdi cui zuccheri |
| 1 | gFibre |
| 0,15 | gSale |
Gusto
La «pardula» ha un sapore dolce ma non stucchevole, grazie all'equilibrio tra la ricotta fresca e il miele. Lo zafferano dona una nota leggermente amara e speziata che bilancia la dolcezza. La pasta frolla apporta morbidezza e croccantezza insieme. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente, spesso accompagnata da un caffè o da un vino dolce. In Sardegna è tradizionale servirla durante la Pasqua, insieme a altre pietanze della tavola festiva.
Benessere
- La ricotta apporta proteine nobili, circa 11 grammi per 100 grammi di prodotto, utili per il mantenimento della massa muscolare.
- Contiene calcio e fosforo, minerali essenziali per la salute delle ossa e dei denti, grazie alla ricotta e alle uova presenti nell'impasto.
- È un dolce saziante: la combinazione di proteine e grassi della ricotta, unite ai carboidrati della frolla, genera una sensazione di sazietà duratura. Una «pardula» costituisce un pasto dolce completo.
- Lo zafferano contiene curcumina, un composto studiato per proprietà antiossidanti, anche se le quantità presenti nel dolce sono minime.
- Per un pasto equilibrato, accompagna la «pardula» con una tisana o un caffè leggero, senza aggiungere altri dolcificanti.
- Falso mito da sfatare: molti credono che la ricotta sia leggera e a basso contenuto calorico perché "non è burro". La ricotta ha circa 110 kcal per 100 grammi, quindi non è un alimento light. Una «pardula» (circa 120 grammi) apporta 250-300 kcal, una porzione generosa di dolce. Va consumata con consapevolezza, non quotidianamente, soprattutto da chi gestisce il peso corporeo.
L'errore da non fare
L'errore più comune è usare ricotta troppo bagnata o già smontata. La ricotta deve essere fresca, cremosa ma compatta. Se è troppo liquida, il ripieno fuoriesce durante la cottura e la «pardula» si appiattisce. Un altro errore è non raffreddare sufficientemente la pasta prima di stenderla: il burro si ammorbidisce troppo e diventa difficile da maneggiare. Infine, non spennellare con il tuorlo rende il dolce opaco e meno appetibile.
I nostri consigli
- Conserva le «pardule» in un contenitore ermetico in frigorifero per 3-4 giorni. Si mantengono morbide inside e croccanti fuori. Non congelarle crude, ma puoi congelarne alcuni già cotte per 2-3 settimane: ricaldamele a 160 gradi per 8 minuti.
- Se usi ricotta di vacca anziché di pecora, il sapore sarà più delicato. Aumenta leggermente la dose di miele per compensare. In alcune regioni si aggiunge anche un filo di acqua di rose al ripieno per maggiore complessità aromatica.
- Abbina le «pardule» a un caffè lungo, un tè al latte o un bicchiere di vino dolce da dessert. Sono ottime come colazione festiva o per una merenda importante.
- Se la pasta risulta difficile da maneggiare durante l'assemblaggio, raffredda di nuovo in freezer per 5 minuti. La consistenza giusta la rende maneggevole senza strappi.
Quando prepararla
La «pardula» è un dolce strettamente legato alla Pasqua in Sardegna, quindi il periodo ideale è la primavera, in particolare la settimana precedente la festività. Se vuoi prepararla durante l'anno, scegli i mesi più freschi (autunno-inverno) perché il burro freddo è più facile da gestire. D'estate, soprattutto con temperature superiori ai 25 gradi, la pasta frolla tende a diventare appiccatizia e richiede più attenzione.
Domande frequenti
- Posso usare ricotta già confezionata del supermercato? Sì, ma scegli quella più compatta e naturale possibile, senza additivi. Evita quelle troppo umide o a lunga conservazione, perché il sapore risulterà meno fresco e il ripieno più molle.
- Lo zafferano è veramente necessario? Sì, è l'ingrediente che caratterizza il dolce. Non usarlo renderebbe la «pardula» un'altra cosa. Se non lo trovi, non fare il dolce con un sostituto artificiale: aspetta di trovare zafferano autentico.
- Quanto tempo puoi mantenerle a temperatura ambiente? Fino a 24 ore, coperte in un contenitore. Dopo iniziano a perdere croccantezza. Meglio riporre in frigorifero.
- Posso ridurre la dose di miele? Puoi scendere a 80 grammi, ma il dolce risulterà meno caratteristico. Non scendere sotto, perché il ripieno perderebbe corpo.


