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Pardula

Vincenza Bertolino· 29 maggio 2020· 6 min di lettura ·Olbia
Pardule appena sfornate, dorate e lucide, disposte su un vassoio di legno. La pasta frolla mostra screpolature naturali, il ripieno di ricotta bianca è visibile dalla rottura superiore, con gocce di m
Preparazione
40 min
Cottura
25 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
primavera

Ingredienti

300 gfarina 00
120 gburro freddo a dadini
80 gzucchero semolato
2uova intere
1 pizzicosale fino
500 gricotta fresca di pecora
100 gmiele grezzo
0,2 gzafferano in pistilli
2 cucchiaiacqua tiepida
1 tuorloper spennellare

Valori nutrizionali

280kcal
7gProteine
14gGrassi
8gdi cui saturi
32gCarboidrati
18gdi cui zuccheri
1gFibre
0,15gSale
Come si prepara
1
Preparare la pasta frolla
In una ciotola mescola la farina con lo zucchero e il sale. Aggiungi il burro a dadini freddo e lavora con le punte delle dita fino a ottenere un composto simile a pangrattato. Non deve diventare unto, ma granulare. Aggiungi un uovo intero e mescola con una forchetta fino a incorporarlo. Se l'impasto risulta secco, aggiungi l'altro uovo poco per volta. Forma un panetto compatto, avvolgilo in carta trasparente e riposa in frigorifero per 30 minuti.
2
Preparare il ripieno
Versa l'acqua tiepida in una tazza e immergvi gli pistilli di zafferano. Lascia riposare 5 minuti per estrarre il colore. In una ciotola mescola la ricotta fresca con il miele, quindi aggiungi lo zafferano con l'acqua. Incorpora bene, ottenendo un ripieno omogeneo di colore giallo pallido. Questo passaggio deve essere fatto delicatamente per non smontare la ricotta.
3
Stendere e ritagliare la pasta
Stendi la pasta frolla tra due fogli di carta da forno fino a uno spessore di 3-4 millimetri. Con un coltello affilato o un tagliapasta, ritaglia rettangoli o quadrati di circa 10 x 8 centimetri. Avrai bisogno di 16 pezzi per fare 8 «pardule».
4
Assemblare le pardule
Posa un rettangolo di pasta su un'asse leggermente infarinata. Deposita al centro un cucchiaio generoso di ripieno di ricotta (circa 35-40 grammi). Piega la pasta a metà lungo il lato più lungo, creando una forma ovale. Sigilla i bordi premendo con le punte delle dita, creando una sorta di ondulazione caratteristica. Posiziona ogni «pardula» su una teglia rivestita di carta da forno, lasciando 3 centimetri di spazio tra una e l'altra.
5
Spennellare e cuocere
Spennella la superficie di ogni «pardula» con il tuorlo d'uovo diluito in un cucchiaio d'acqua, per ottenere una doratura uniforme. Inforna in forno preriscaldato a 190 gradi per 25 minuti, fino a quando la pasta risulta dorata ma non scura. Il ripieno potrebbe gonfiarsi leggermente durante la cottura: è normale.
6
Raffreddare
Estrai le «pardule» dal forno e lasciale raffreddare su una griglia per almeno 10-15 minuti prima di servirle. Questo permette alla pasta di consolidarsi e alla ricotta di rassodare leggermente.

Gusto

La «pardula» ha un sapore dolce ma non stucchevole, grazie all'equilibrio tra la ricotta fresca e il miele. Lo zafferano dona una nota leggermente amara e speziata che bilancia la dolcezza. La pasta frolla apporta morbidezza e croccantezza insieme. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente, spesso accompagnata da un caffè o da un vino dolce. In Sardegna è tradizionale servirla durante la Pasqua, insieme a altre pietanze della tavola festiva.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è usare ricotta troppo bagnata o già smontata. La ricotta deve essere fresca, cremosa ma compatta. Se è troppo liquida, il ripieno fuoriesce durante la cottura e la «pardula» si appiattisce. Un altro errore è non raffreddare sufficientemente la pasta prima di stenderla: il burro si ammorbidisce troppo e diventa difficile da maneggiare. Infine, non spennellare con il tuorlo rende il dolce opaco e meno appetibile.

I nostri consigli

Quando prepararla

La «pardula» è un dolce strettamente legato alla Pasqua in Sardegna, quindi il periodo ideale è la primavera, in particolare la settimana precedente la festività. Se vuoi prepararla durante l'anno, scegli i mesi più freschi (autunno-inverno) perché il burro freddo è più facile da gestire. D'estate, soprattutto con temperature superiori ai 25 gradi, la pasta frolla tende a diventare appiccatizia e richiede più attenzione.

Domande frequenti

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