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Panissa Torinese

Vincenza Bertolino· 30 ottobre 2017· 6 min di lettura ·Torino
Un piatto fondo di ceramica bianca con panissa torinese color beige-marrone, con piccoli chicchi di riso visibili in una crema densa, condita con formaggio parmigiano grattugiato giallo pallido sulla
Preparazione
15 min
Cottura
50 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

250 gRiso comune (arborio o carnaroli)
300 gFagioli borlotti secchi (o 500 g già cotti)
1 mediaCipolla gialla
2 spicchiAglio
2 cucchiaiOlio d'oliva extravergine
1 litroBrodo vegetale (o acqua di cottura dei fagioli)
50 gBurro
60 gParmigiano reggiano grattugiato
Sale e pepe q.b.Condimento

Valori nutrizionali

95 kcalEnergia
5 gProteine
2,5 gGrassi
1,5 gdi cui saturi
14 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
2,5 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Preparare i fagioli
Se usi fagioli secchi, mettili in ammollo per una notte in acqua fredda. Il giorno dopo, scola e cuoci in acqua fresca per 60-70 minuti fino a che siano morbidi ma interi. Se usi fagioli in scatola già cotti, scola e risciacqua. Conserva il brodo di cottura dei fagioli secchi: lo userai per la panissa.
2
Fare il soffritto
Taglia la cipolla a dadini fini e affetta l'aglio. In un tegame o pentola dal fondo spesso versa l'olio d'oliva e aggiungi cipolla e aglio. Fai rosolare a fuoco medio per 3-4 minuti, mescolando spesso, finché la cipolla non diventa trasparente. Non lasciar bruciare.
3
Aggiungere il riso
Versa il riso nel soffritto e tosta per 1-2 minuti, mescolando bene. Questo passaggio rende il riso più saporito e lo aiuta a rimanere integro durante la cottura.
4
Unire i fagioli e il brodo
Aggiungi i fagioli già cotti al riso. Versa il brodo caldo (o l'acqua di cottura dei fagioli, o il brodo vegetale) poco alla volta, mantenendo il fuoco medio-alto. Quando il liquido è quasi assorbito, aggiungi altro brodo. Questo processo dura circa 30-40 minuti. Il riso deve cuocere fino a diventare molto morbido, quasi disfatto.
5
Raggiungere la cremosità
Quando il riso è ormai cotto e i fagioli si stanno sfaldando, abbassa il fuoco. A questo punto il risotto deve avere una consistenza densa e cremosa, non asciutta. Se è troppo secco, aggiungi un mestolo di brodo caldo ancora.
6
Mantecatura finale
Spegni il fuoco. Aggiungi il burro e il parmigiano grattugiato, mescolando energicamente con un cucchiaio di legno per 1-2 minuti. Questa fase incorpora aria e rende il piatto ancora più cremoso. Assaggia e correggi il sale e il pepe.
7
Servire
Trasferisci la panissa in piatti fondi riscaldati. Aggiungi un filo d'olio d'oliva crudo in superficie e una spolverata di parmigiano. Servi immediatamente, finché è calda.

Gusto

La panissa sa di fagioli dolcissimi, con una nota amara leggera dal soffritto di cipolla e aglio. Il riso aggiunge una morbidezza che pulisce la bocca. Il brodo, fatto con il liquido dei fagioli stessi o con brodo vegetale, regala quella cremosità senza panna: è puro, asciutto, quasi minerale. Si mangia calda o tiepida, mai fredda. Tradizionalmente si accompagna con un goccio di olio d'oliva extravergine versato a fine cottura, che dona una nota fresca e aromatica che contrasta con la pesantezza della mantecatura al formaggio.

Benessere

L'errore da non fare

Il più comune è cuocere il riso e i fagioli separati e unirli dopo. La panissa richiede una cottura insieme, dove l'amido del riso lentamente amalgama il tutto e i fagioli si sfaldano naturalmente. Se cucini separato, otterrai un minestrone denso, non la panissa. Secondo errore: aggiungere il brodo tutto insieme all'inizio. Il risotto ha bisogno di aggiungere liquido gradualmente, altrimenti cuoce male e diventa appiccicaticcio. Terzo errore: saltare la mantecatura con burro e formaggio. È lì che la panissa diventa cremosa e ricca: non è solo una zuppa di fagioli e riso.

I nostri consigli

Quando prepararla

La panissa è un piatto autunnale e invernale per eccellenza. Si prepara da settembre a marzo, quando il tempo freddo spinge a mangiare cibi densi e caldi. Va bene anche in primavera, se il clima è ancora fresco. In estate è rara, ma non inaccettabile se servita tiepida. È perfetta per pranzi della domenica in famiglia, per cene di recupero con ingredienti semplici che tutti hanno in dispensa.

Domande frequenti

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