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Pangiallo piemontese

Vincenza Bertolino· 1 novembre 2017· 5 min di lettura ·Torino
Pangiallo piemontese affettato su un piatto bianco, spessore di circa due centimetri, colore marrone dorato con visibili frammenti di mandorle e noci, texture compatta e omogenea
Preparazione
25 min
Cottura
50 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

250 gmandorle pelate intere
150 gnoci sgusciate
100 guvette sultanina
200 gmiele di acacia
80 gzucchero semolato
2 gcannella macinata
1 gzenzero macinato
30 gburro
un pizzicosale

Valori nutrizionali

320 kcalEnergia
7 gProteine
16 gGrassi
3,5 gdi cui saturi
40 gCarboidrati
28 gdi cui zuccheri
3 gFibre
0,2 gSale
Come si prepara
1
Prepara la frutta secca
Trita grossolanamente mandorle e noci in modo che rimangono visibili come frammenti. Versa le uvette in una ciotola e versa un bicchiere di acqua tiepida, lascia riposare 10 minuti finché non si ammorbidiscono, poi scola bene.
2
Inizia l'impasto caldo
In un pentolino a fuoco medio versa il miele, lo zucchero e il burro. Mescola costantemente finché non raggiungono i 60 gradi circa (il composto deve essere omogeneo e leggermente più fluido del miele puro), circa 8-10 minuti. Non far bollire forte, solo scaldare dolcemente.
3
Unisci spezie e frutta
Togli dal fuoco il pentolino e aggiungi la cannella, lo zenzero e il sale. Mescola bene, poi versa mandorle, noci e uvette sciolate. Mescola con un cucchiaio di legno fino a quando tutto è ben distribuito. L'impasto sarà denso e appiccicaticcio.
4
Prepara la carta e la teglia
Foderabene una teglia rettangolare da 20 x 30 cm con carta da forno, lasciarti bordeaux che sporgono dai lati. Inumidisci leggermente un cucchiaio con acqua tiepida, usalo per distendere l'impasto nella teglia con movimenti delicati, creando uno strato uniforme di circa 2-2,5 centimetri di spessore.
5
Cuoci il pangiallo
Inforna a 170 gradi per 50-55 minuti. Dopo 30 minuti, controlla il colore: deve diventare marrone dorato ma non scuro. La superficie non deve essere croccante, ma leggermente elastica al tatto. Una volta cotto, estrai dalla teglia e lascia raffreddare completamente su una griglia, almeno 2 ore.
6
Affetta e conserva
Quando è freddo, affetta il pangiallo con un coltello lungo e bagnato di acqua tiepida, asciugandolo tra un taglio e l'altro. Le fette avranno uno spessore di circa 2 centimetri. Conserva in una scatola di latta con carta da forno tra gli strati.

Gusto

Il sapore è dolce e speziato insieme, con note di miele che predominano su un fondo di noci e mandorle leggermente tostate. La cannella e lo zenzero danno un aroma caldo e penetrante, mentre le uvette appassite aggiungono una dolcezza acida discreta. La consistenza è compatta e masticabile, non friabile. Si serve freddo o a temperatura ambiente con un bicchiere di moscato d'Asti o un caffè lungo, tradizionalmente durante le festività invernali.

Benessere

L'errore da non fare

Non cuocere a temperature troppo alte, altrimenti la frutta secca brucia e il dolce diventa amaro. Molti pensano che se la superficie scurisce velocemente basta abbassare il calore: in realtà, se inforna a più di 180-190 gradi il miele caramella troppo prima che l'impasto interno si cuccia bene. Mantieni una temperatura regolare intorno ai 170 gradi e controlla da metà cottura in poi. Un altro errore frequente è toglierlo dal forno ancora umido: il pangiallo deve raffreddare completamente per diventare compatto e affettabile senza sgretolarsi.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il pangiallo piemontese è tipico dei mesi autunnali e invernali, da settembre fino a gennaio. Si prepara soprattutto durante le festività natalizie e si regala volentieri come dono artigianale. Nel periodo più freddo conserva ancora meglio grazie alle temperature basse. Se fa molto caldo, la conservazione diventa difficile perché il miele tende a ammorbidire l'impasto.

Domande frequenti

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