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Pangiallo marchigiano

Vincenza Bertolino· 12 giugno 2015· 6 min di lettura ·Ancona
Fetta di pangiallo marchigiano su un piatto bianco, con superficie dorata e compatta, punteggiata di frutta secca e semi di anice; sullo sfondo una tazza di caffè e altre fette tagliate
Preparazione
20 min
Cottura
40 min
Difficoltà
facile
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
inverno

Ingredienti

300 gMiele d'acacia
200 gNoci sgusciate
150 gMandorle sbucciate
100 gUva sultanina
100 gFarina di grano tenero
2 cucchiaiSemi di anice verde
1 pizzicoSale fino
Quanto bastaOlio di semi per il forno

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
6 gProteine
18 gGrassi
2,5 gdi cui saturi
54 gCarboidrati
42 gdi cui zuccheri
3,5 gFibre
0,2 gSale
Come si prepara
1
Prepara il forno e gli stampi
Accendi il forno a 170 gradi. Ricopri una teglia rotonda da 20 centimetri di diametro con carta da forno leggermente unta di olio. Pesa le noci e le mandorle, poi spezzale a mano in pezzi irregolari, non troppo piccoli.
2
Metti il miele a scaldare
In un pentolino a fuoco medio-basso versa il miele. Scaldalo per 3-4 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno, fino a quando inizia a muoversi facilmente senza essere liquido come acqua. Non deve diventare caldo da bruciare: deve restare denso e fluido al punto giusto per incorporare gli altri ingredienti.
3
Combina frutta secca e semi
In una ciotola capiente metti noci, mandorle spezzate, uva sultanina e semi di anice. Mescola bene affinché il tutto sia uniforme. Aggiungi un pizzico di sale.
4
Unisci il miele agli ingredienti secchi
Versa il miele caldo sulla miscela di frutta secca. Con un cucchiaio di legno, mescola energicamente per 2-3 minuti, finché il miele non ricopre completamente noci, mandorle e anice. Aggiungi poi la farina in tre volte, mescolando dopo ogni aggiunta per evitare grumi. La pasta deve diventare densa e compatta, come un impasto molto spesso.
5
Trasferisci in teglia
Versa il composto nella teglia preparata. Con le mani umide (cosicché non si attacchi), schiaccia bene la pasta in modo che raggiunga i bordi e abbia uno spessore uniforme di circa 2-3 centimetri. Liscia la superficie con il dorso di un cucchiaio bagnato.
6
Inforna e cuoci
Metti in forno a 170 gradi per 35-40 minuti. Il pangiallo deve diventare dorato in superficie e, quando lo tocchi con un dito, deve sentirsi solido ma ancora un po' morbido dentro (non croccante). Quando è cotto, la superficie avrà una lieve lucentezza e apparirà screpolata leggermente.
7
Raffreddamento e taglio
Estrai dal forno e lascia raffreddare completamente in teglia per almeno 2-3 ore, possibilmente durante la notte. Solo quando è completamente freddo, puoi sformarlo sulla carta da forno e tagliarlo a fette di circa 1-1,5 centimetri di spessore con un coltello ben affilato e umido.

Gusto

Ha un sapore dolce ma non stucchevole, grazie al miele che dona una trama morbida e corposa. Il seme di anice regala una nota calda e leggermente piccante, che contrasta piacevolmente con la morbidezza della pasta. Noci e mandorle danno corpo e un sottofondo di nocciola tostata, mentre l'uva sultanina aggiunge un accenno di dolcezza concentrata. Si mangia a fette sottili, accompagnato da una tazza di caffè caldo o vino dolce, ed è ideale come merenda pomeridiana o finale di pasto.

Benessere

L'errore da non fare

Non aggiungere troppa farina. Se la pasta diventa asciutta e friabile, il pangiallo non avrà quella consistenza compatta e masticabile che lo rende piacevole. La farina serve solo a legare il miele e la frutta secca, non a fare un impasto solido come quello del pane. Se senti che la miscela è già molto densa dopo il miele, aggiungi la farina meno di quanto indicato e fermati quando sentirai che il composto tiene bene ma rimane ancora umido e appiccicaticcio al tatto.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il pangiallo marchigiano è il dolce tradizionale del periodo invernale, soprattutto attorno a Natale e l'Epifania. Lo prepari quando le giornate sono fredde e c'è voglia di qualcosa di caldo e nutriente. Tuttavia, grazie al miele e alla frutta secca che si conservano bene, può essere fatto anche in autunno in anticipo e messo da parte in scatola: invecchia bene e dopo una settimana di riposo acquista sapore ancora più profondo.

Domande frequenti

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