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Pane grattugiato per panature

Vincenza Bertolino· 26 aprile 2022· 6 min di lettura ·Sanremo
Pane grattugiato dorato e asciutto in una ciotola di ceramica bianca, accanto a una grattugia inox e qualche fetta di pane tostato su un tavolo di legno
Preparazione
5 min
Cottura
30 min
Difficoltà
facile
Porzioni
10-12 porzioni (per panare)
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gPane fresco avanzato, preferibilmente di un giorno prima
1Forno precaldato a 180 °C
1 grattugiaGrattugia a cilindro medio o food processor
1 ciotolaCiotola capiente di vetro o ceramica
carta da fornoPer rivestire le teglie

Valori nutrizionali

350 kcalEnergia
12 gProteine
3 gGrassi
0,8 gdi cui saturi
77 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
4 gFibre
1,5 gSale
Come si prepara
1
Preparare il pane
Affetta il pane avanzato in fette di circa 1 cm di spessore. Se è ancora morbido, lascialo seccare per alcune ore a temperatura ambiente, coperto con un canovaccio. Pane di almeno un giorno è l'ideale: è più asciutto e si grattugia senza appiccaticcio.
2
Grattugiare il pane
Usa una grattugia cilindrica con fori medi e gratta il pane direttamente su una ciotola, oppure trita le fette nel food processor in impulsi brevi fino a ottenere una grana uniforme, come sabbia. Non deve diventare una pasta. Circa 10 minuti di lavoro a mano, 2-3 minuti col robot.
3
Stendere sulla teglia
Distribuisci il pangrattato in strato sottile su una teglia rivestita di carta da forno. Non ammassarlo, spargi bene in modo che il calore circoli. L'aria è fondamentale per una disidratazione uniforme.
4
Tostare in forno
Inforna a 180 °C per 25-30 minuti. A metà cottura, mescola il pangrattato con un cucchiaio di legno per assicurare una tostatura uniforme. Il colore deve diventare dorato uniforme, quasi color nocciola; non deve scurirsi troppo né restare pallido.
5
Raffreddare completamente
Estrai dal forno e lascia riposare sulla teglia per almeno 10 minuti. Se lo tocchi subito è ancora un po' morbido: si indurisce completamente a temperatura ambiente. Questo passaggio è cruciale per la croccantezza finale.
6
Setacciare se necessario
Passa il pangrattato raffreddato attraverso un setaccio a maglie medie per eliminare eventuali grumi e ottenere una granulometria ancora più uniforme. Non è obbligatorio, ma rende il risultato più professionale.
7
Conservare
Riponi il pangrattato completamente freddo in un barattolo di vetro con chiusura ermetica, preferibilmente al buio e a temperatura ambiente. La secchezza è la chiave: se avverti umidità, rimetti in forno per 5 minuti a bassa temperatura.

Gusto

Ha il sapore genuino del pane tostato, leggermente amaro, senza il retrogusto chimico di certi pangrattati da scatola. Se il pane di partenza è stato fatto bene, il gusto è ancora più neutro e versatile: va con il pesce delicato come con la carne, con le melanzane, le zucchine, le polpette. Si usa sempre in abbinamento a un uovo o a una pastella che lo leghi all'alimento, altrimenti rimane staccato. È l'elemento che dà croccantezza al piatto fritto o gratinato, il contrasto di consistenza che rende interessante ogni boccone.

Benessere

  • Il pane è ricco di carboidrati complessi che forniscono energia graduale: circa 70 g per 100 g di pane secco, che diventano 75-80 g nel pangrattato disidratato.
  • Contiene ferro, magnesio, fosforo e potassio, specie se il pane è integrale o di tipo rustico; nella forma grattugiata questi minerali rimangono invariati.
  • Ha una capacità saziante media: il pane grattugiato in sé è leggero, ma la quantità usata per panare è ridotta (bastano 20-30 g per porzione), quindi non appesantisce se cotto al forno.
  • Se il pane di partenza è stato fatto con lievito naturale e lievitazione lunga, la digeribilità è superiore rispetto al pane industriale, perché la glutine è parzialmente degradata.
  • Abbinalo sempre a una fonte proteica (carne, pesce, uova) e a verdure crude o cotte per un pasto bilanciato: la panatura da sola non nutre, è solo il rivestimento.
  • Falso mito da sfatare: il pangrattato fatto in casa non ingrassa più di quello comprato. L'inganno è credere che la forma artigianale sia "meno salutare". In realtà, quello industriale spesso contiene oli vegetali o emulsionanti che rendono i grassi più assimilabili. Il pane grattugiato casalingo assorbe il grasso della cottura solo in misura pari a quello confezionato, talvolta meno perché rimane più compatto sulla superficie dell'alimento.

L'errore da non fare

Non tostare il pane a temperatura troppo alta nella speranza di velocizzare il processo. Un calore eccessivo cuoce la superficie esterna lasciando umidità intrappolata dentro: il pangrattato diventa gommoso e non croccante. Mantieni 180 °C e pazienza: il pane secco ha bisogno di calore graduale e costante. Inoltre, non toglierlo dal forno mentre è ancora morbido: deve raffreddarsi completamente per sviluppare la vera croccantezza.

I nostri consigli

  • Conserva il pangrattato fatto in casa in un barattolo di vetro sigillato fino a 3-4 settimane a temperatura ambiente, in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore. Se noti umidità in fase di conservazione, passalo di nuovo 5 minuti in forno a 150 °C per ripristinare la secchezza.
  • Puoi congelare il pane grattugiato in un sacchetto ermetico per diversi mesi: usalo direttamente dalla congelazione, non ha bisogno di scongelare. Tuttavia, la croccantezza non è identica a quella fresco: meglio utilizzarlo entro 2-3 settimane dal confezionamento.
  • Aggiusta il sapore secondo l'uso: se vuoi panare pesce delicato, grattugia il pane fine; per carni rosse e verdure, una grana leggermente più grossa dona una croccantezza più marcata. Se il tuo pane di partenza è salato, non aggiungere sale nella panatura.
  • Varia il pane di base: pangrattato da pane integrale ha nocciolata più profonda, da pane di semola è più croccante e giallo, da pane scuro (segale, farro) è più rustico e nutriente. Ogni tipo dona carattere diverso alla panatura.

Quando prepararla

Prepara il pane grattugiato quando hai pane avanzato di qualche giorno: in questo modo non sprechi e usi esattamente ciò che altrimenti getteresti. È perfetto da fare in autunno e inverno, quando le case sono meno umide e il pane mantiene meglio la secchezza in conservazione. Se cucini piatti impanati spesso, tieni sempre una scorta in frigorifero in un barattolo sigillato.

Domande frequenti

  • Posso usare pangrattato già comprato? Certo, ma il fatto in casa rimane superiore in croccantezza e gusto genuino. Quello confezionato è pratico quando non hai tempo, ma contiene spesso conservanti e ha una texture meno croccante.
  • È necessario aggiungere spezie o erbe al pangrattato? No, il pangrattato neutro è più versatile. Se vuoi aggiustare il sapore, fallo direttamente sulla superficie dell'alimento con uovo, maionese o spezie prima di panare, così eviti di fare pangrattato specializzato che poi non userai sempre.
  • Che differenza c'è tra pangrattato fine e grossolano? Il fine dà una panatura liscia e compatta, adatto a pesce e alimenti delicati. Il grossolano rimane più croccante e friabile, perfetto per carni rosse e verdure. Usa quello che hai o setaccia dopo la tostatura per due granulometrie diverse.
  • Devo usare pane bianco o integrale? Entrambi funzionano. Bianco è più neutro, integrale più saporito e nutriente. Mesciarli al 50 percento dà equilibrio di gusto e croccantezza.
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