
| 500 g | Pane fresco avanzato, preferibilmente di un giorno prima |
| 1 | Forno precaldato a 180 °C |
| 1 grattugia | Grattugia a cilindro medio o food processor |
| 1 ciotola | Ciotola capiente di vetro o ceramica |
| carta da forno | Per rivestire le teglie |
| 350 kcal | Energia |
| 12 g | Proteine |
| 3 g | Grassi |
| 0,8 g | di cui saturi |
| 77 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 4 g | Fibre |
| 1,5 g | Sale |
Ha il sapore genuino del pane tostato, leggermente amaro, senza il retrogusto chimico di certi pangrattati da scatola. Se il pane di partenza è stato fatto bene, il gusto è ancora più neutro e versatile: va con il pesce delicato come con la carne, con le melanzane, le zucchine, le polpette. Si usa sempre in abbinamento a un uovo o a una pastella che lo leghi all'alimento, altrimenti rimane staccato. È l'elemento che dà croccantezza al piatto fritto o gratinato, il contrasto di consistenza che rende interessante ogni boccone.
Non tostare il pane a temperatura troppo alta nella speranza di velocizzare il processo. Un calore eccessivo cuoce la superficie esterna lasciando umidità intrappolata dentro: il pangrattato diventa gommoso e non croccante. Mantieni 180 °C e pazienza: il pane secco ha bisogno di calore graduale e costante. Inoltre, non toglierlo dal forno mentre è ancora morbido: deve raffreddarsi completamente per sviluppare la vera croccantezza.
Prepara il pane grattugiato quando hai pane avanzato di qualche giorno: in questo modo non sprechi e usi esattamente ciò che altrimenti getteresti. È perfetto da fare in autunno e inverno, quando le case sono meno umide e il pane mantiene meglio la secchezza in conservazione. Se cucini piatti impanati spesso, tieni sempre una scorta in frigorifero in un barattolo sigillato.