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Pandolce di Genova

Vincenza Bertolino· 22 febbraio 2020· 5 min di lettura ·Savona
Pandolce di Genova intero su tavolo di legno, superficie dorata con pinoli, sfoglia di pasta gialla con visibili pezzi di frutta candita e uvetta, tagliato a fette nel piatto accanto
Preparazione
30 min
Cottura
50 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
inverno

Ingredienti

350 gfarina di grano tenero tipo 0
180 gburro a temperatura ambiente
150 gzucchero semolato
3uova intere
100 guvetta sultanina
80 gpinoli sgusciati
60 gfrutta candita mista (cedro e arancia)
10 glievito di birra fresco
1pizzico di sale
1 cucchiaioacqua tiepida (per il lievito)

Valori nutrizionali

340kcal Energia
5g Proteine
14g Grassi
8g di cui saturi
48g Carboidrati
32g di cui zuccheri
2g Fibre
0,3g Sale
Come si prepara
1
Attivare il lievito
Sciolgi il lievito di birra fresco in 1 cucchiaio d'acqua tiepida e lascialo riposare 5 minuti fino a diventare cremoso e spumeggiante.
2
Cremare burro e zucchero
In una ciotola capiente, lavora il burro morbido con lo zucchero con una spatola di legno per 4-5 minuti finché non diventa chiaro e cremoso. Il burro deve essere a temperatura ambiente, non freddo.
3
Incorporare le uova
Aggiungi le uova una per volta, mescolando bene dopo ognuna. Il composto deve restare omogeneo e legato, senza separarsi. Impiega circa 3 minuti.
4
Aggiungere il lievito e la farina
Versa il lievito sciolto nel composto di burro e uova, mescola bene. Setaccia la farina con il sale e aggiungila poco per volta, mescolando con la spatola finché l'impasto non diventa omogeneo. Non usare la frusta: il movimento deve essere dolce.
5
Incorporare frutta secca e candita
Taglia la frutta candita a cubetti piccoli. Aggiungi all'impasto l'uvetta, i pinoli e la frutta candita, mescolando con cura per distribuirli uniformemente in 2 minuti. L'impasto rimane denso e compatto.
6
Prima lievitazione
Versa l'impasto in una tortiera rotonda da 20 cm di diametro, leggermente unta. Copri con un panno umido e lascia lievitare in un luogo tiepido per 3-4 ore finché l'impasto non raddoppia il volume. Se la cucina è fredda, accendi il forno a 30 gradi per un minuto, spegni e metti la tortiera dentro.
7
Cottura
Scalda il forno a 180 gradi. Cuoci il pandolce per 45-50 minuti finché la superficie è dorata e uno stecchino piantato al centro esce pulito. Se la superficie scurisce troppo, copri con carta da forno negli ultimi 15 minuti.
8
Raffreddamento
Sforna il pandolce e lascialo raffreddare nella tortiera per 15 minuti, poi capovolgi su una gratella e lascialo riposare completamente per almeno 4 ore o una notte intera prima di tagliare.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una nota principale di burro e quella aromatica della frutta candita, in particolare del cedro. L'uvetta dona una leggera acidità naturale che equilibra il dolce dello zucchero, mentre i pinoli aggiungono una texture croccante e un'aroma tostato. Si serve tagliato a fette spesse, accompagnato semplicemente da un tè o da un vino dolce tradizionale della Liguria.

Benessere

  • Il burro fornisce acidi grassi saturi e vitamina A, importanti per l'assorbimento di nutrienti liposolubili, sebbene vada consumato con misura in una porzione di dolce.
  • L'uvetta contiene potassio e magnesio, minerali che aiutano la contrazione muscolare e la funzione nervosa, oltre a una piccola quantità di ferro.
  • È un dolce molto saziante grazie alla combinazione di grassi, proteine del grano e zuccheri: una fetta di circa 70 grammi funge da merenda completa.
  • La frutta candita, sebbene zuccherata, fornisce ancora pectina e fibre non solubili che contribuiscono al transito intestinale quando consumata con regolarità moderata.
  • Si abbina bene a una prima colazione con latte o tè: gli zuccheri forniscono energia, il burro rallenta l'assorbimento dei carboidrati.
  • Falso mito da sfatare: il pandolce fa male al colesterolo più del panettone. In realtà, il contenuto di grassi saturi è simile nei due dolci perché entrambi contengono burro in quantità rilevante. La differenza è nella densità e nella porzione: il pandolce è più compatto, quindi si tende a mangiarne meno volume a parità di calorie. Chi ha ipercolesterolemia deve limitare entrambi, non demonizzarne uno soltanto.

L'errore da non fare

Non aggiungere tutti gli ingredienti insieme a freddo. Il pandolce richiede un impasto cremoso ottenuto cremando bene il burro con lo zucchero: se salti questo passaggio, l'impasto rimane grumoso e il pandolce risulta secco e pesante. Un altro errore frequente è la scarsa lievitazione: se tagli il tempo della prima lievitazione a meno di 2 ore, il dolce rimane compatto come una pietra. Infine, non tagliare il pandolce ancora caldo: l'impasto si spappa e le fette non rimangono intere.

I nostri consigli

  • Il pandolce di Genova si conserva in una scatola di latta chiusa a temperatura ambiente per 5-6 giorni. Se desideri mantenerlo più a lungo, avvolgilo in carta trasparente e congelalo fino a 3 mesi. In frigorifero tende a seccarsi più velocemente.
  • Se l'uvetta è molto secca, ammollala in acqua tiepida per 10 minuti prima di usarla: assorbirà umidità e il pandolce rimarrà più morbido.
  • Una variante ligure prevede l'aggiunta di 1-2 cucchiai di anice o di un pizzico di zafferano sciolto nell'acqua del lievito, per una nota aromatica più marcata.
  • Puoi sostituire parte della frutta candita con scorza di arancia fresca disidratata o uvetta passa, se preferisci un gusto meno dolce.

Quando prepararla

Il pandolce di Genova è il dolce natalizio per eccellenza ed è tradizionalmente preparato dalle ultime settimane di novembre fino a tutto dicembre. È perfetto per il periodo festivo perché si prepara con anticipo e migliora di sapore se riposato qualche giorno. Se desideri servirlo per Capodanno, preparalo 4-5 giorni prima: il riposo permette ai sapori di amalgamarsi.

Domande frequenti

  • Posso usare il lievito secco al posto di quello fresco? Sì, usa 5 grammi di lievito secco al posto di 10 grammi di fresco. Attivalo nello stesso modo con acqua tiepida e lascialo riposare 5 minuti.
  • Se l'impasto rimane troppo denso, è un problema? No, è normale. L'impasto del pandolce è volutamente compatto per contenere la frutta senza farla affondare. Se veramente fatica a lievitare, aggiungi 1 cucchiaio d'acqua tiepida e mescola.
  • Devo davvero aspettare una notte intera prima di tagliare? Sì. Se tagli il pandolce ancora tiepido, le fette si sbriciolano. Il riposo di almeno 6-8 ore a temperatura ambiente aiuta l'impasto a asciugarsi leggermente e a compattarsi.
  • Quale frutta candita scelgo se non la trovo mista? Usa cedro in prevalenza (il 70% circa) e arancia per il resto. Evita il candito troppo zuccherato: sciacqua i pezzi sotto acqua fredda prima di usarli, se troppo sciroposi.
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