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Pandolce alessandrino

Vincenza Bertolino· 5 marzo 2018· 6 min di lettura ·Alessandria
Pandolce alessandrino intero tagliato a fette, colore dorato con striature arancioni di frutta candita e uvetta scura, servito su un piatto bianco con sfondo scuro
Preparazione
40 min
Cottura
60 min
Difficoltà
media
Porzioni
8-10 persone
Costo
medio
Stagione
inverno

Ingredienti

200 gFarina tipo 0
100 gFarina di mais (polenta)
150 gMiele d'acacia
100 gOlio di oliva leggero
3Uova medie
150 gUvetta sultanina
150 gFrutta candita mista (arance, cedri, ciliegie)
1 cucchiaioSemi di anice
0,5 gNoce moscata grattugiata
5 gSale fino
1 cucchiainoLievito di birra fresco
Quanto bastaZucchero a velo per la finitura

Valori nutrizionali

340kcal
4,5g Proteine
11g Grassi
3g di cui saturi
55g Carboidrati
32g di cui zuccheri
2g Fibre
0,8g Sale
Come si prepara
1
Preparare la base
Mescola in una ciotola le due farine con il sale. In un'altra ciotola, sciogli il lievito di birra fresco con due cucchiai di acqua tiepida e lascia riposare 5 minuti finché non si forma una spuma.
2
Amalgamare liquidi e spezie
Versa il miele tiepido in una terza ciotola, aggiungi l'olio di oliva e le uova una per volta, sbattendo bene. Incorpora il lievito sciolto, quindi la noce moscata e i semi di anice. Mescola fino a ottenere una crema densa e omogenea.
3
Unire gli ingredienti secchi
Versa il composto liquido nella ciotola con le farine e mescola con una spatola di legno fino a incorporare tutta la farina. L'impasto deve essere compatto, come una pastafrolla molle, non appiccicaticcio. Se eccessivamente denso, aggiungi un cucchiaio di acqua tiepida.
4
Incorporare la frutta
Taglia la frutta candita a pezzetti regolari di circa mezzo centimetro. Aggiungi l'uvetta e la frutta all'impasto insieme a due cucchiai di farina extra, mescolando bene in modo che la frutta non si depositi sul fondo. La frutta deve essere distribuita in tutto l'impasto in 4-5 minuti di mescolamento delicato.
5
Modellare e far lievitare
Versa l'impasto in uno stampo a cupola o in una tortiera da 26 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata. Livella la superficie con il dorso di un cucchiaio. Copri con un telo di cotone pulito e lascia lievitare in un luogo tiepido (circa 24-26 gradi) per 12-18 ore, finché la massa non sale di un terzo.
6
Cottura in forno
Scalda il forno a 180 gradi. Quando il pandolce ha completato la lievitazione, inforna senza toccare l'impasto. Cuoci per 50-60 minuti finché la superficie è dorata e inserendo uno stecchetto nel centro, questo esce secco. Se la superficie si colora troppo velocemente, copri con carta forno negli ultimi 15 minuti.
7
Raffreddamento e finitura
Estrai il pandolce dal forno e lascialo riposare 10 minuti nello stampo. Capovolgilo su una griglia e fai raffreddare completamente, almeno 4 ore. Quando è freddo, spolvera la superficie con zucchero a velo fine per la presentazione classica.

Gusto

Il pandolce alessandrino sa di miele, di spezie antiche come anice e noce moscata, con note agrodolci della frutta candita. La presenza della farina di mais conferisce una consistenza soffice ma compatta, diversa dai pandolci altre regioni italiane. La frutta candita non deve prevaricare: deve rimanere una voce armonica tra il dolce speziato del miele e la leggera grassezza dell'olio. Si mangia bene anche tostato leggermente il giorno dopo, al forno a bassa temperatura, per ritrovare la fragranza iniziale.

Benessere

L'errore da non fare

Non dimenticare la lievitazione lenta e lunga: accelerarla a temperatura ambiente non produce il risultato giusto. Il pandolce alessandrino ha bisogno di ore per sviluppare il suo profumo caratteristico e la giusta alveolatura interna. Un altro errore comune è tagliare la frutta candita troppo grande: pezzi troppo grossi sprofondano e non si distribuiscono bene. La frutta deve rimanere fine, in modo da integrarsi nella mollica senza creare vuoti.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il pandolce alessandrino è la ricetta dell'inverno, soprattutto nel periodo natalizio da novembre a gennaio. Si prepara con serenità a dicembre perché la lievitazione lunga è naturalmente rallentata dal freddo, e il dolce maturo dopo le festività risulta ancora più profumato. In una mensa scolastica vedevo che le famiglie lo portavano anche per le festività leggere d'inizio anno: merita di essere riscoperto oltre la sola vigilia.

Domande frequenti

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